Esulo per una volta dall’argomento che questo blog tratta da anni, l’arte, anche se qualcosa di artistico c'è sempre, e mi concedo il racconto di ciò che mi è capitato qualche giorno fa, o almeno credo sia successo, o forse sta succedendo ora, o magari non è successo e non so se ne sono consapevole o meno.
![]() |
Umberto
Coromaldi – Sentiero nel bosco – Olio su cartone telato cm 34 x 63
Me
ne sto tranquillo seduto su un masso poco lontano dalla strada che unisce il
centro abitato a casa mia, un tratto di sentiero che scorre attraverso i prati
e un piccolo boschetto, usciti dal quale vi è uno spiazzo che si affaccia sulla valle circostante, lì mi trovo in
questa tarda mattinata d’autunno.
Perso
nei miei pensieri, riflessioni che si ripetono sempre più frequenti, un
inseguimento a concetti astratti cercando delle risposte là dove sono quasi certo
non ce ne siano, sono in procinto di rialzarmi e, con la coda dell’occhio, noto
una figura uscire dall’ombra del bosco, un uomo sulla cinquantina, distinto,
ben vestito, non in modo elaborato, ricercato ma perfettamente consono al luogo.
Mi
si avvicina e cortesemente, scusandosi di avermi disturbato, mi chiede se sono
del posto, io, per natura diffidente, percepisco un ché di familiare, di
rassicurante, una sensazione di sicurezza che non avevo mai provato davanti ad
uno sconosciuto, questo mi rende disponibile al dialogo.
Alla
mia risposta affermativa mi racconta che suo padre, da piccolo, bazzicava in
quelle zone, mi dice che la sua famiglia, sia dalla parte del padre che da
quella della mamma, è originaria di qui.
Fa
nomi e cognomi di parenti che tutt’ora vivono in paese e che conosco abbastanza
bene, quando fa il nome del padre, e mi dice il suo, tutto si allinea,
conoscevo il genitore e ricordo di aver sentito citare il nome dello
sconosciuto che in quel momento avevo (ho) di fronte.
Parliamo
del più e del meno, non mi fa domande personali, non è inopportuno, si gode,
come faccio io, l’atmosfera del luogo cercando nei ricordi di vecchie
narrazioni e nella propria immaginazione, di vedere il padre muoversi tra
l’erba e gli alberi.
Prima
di congedarsi mi chiede se può sdebitarsi del tempo che mi ha “rubato”, parole
sue, e mi propone un “risarcimento” sottoforma di una proposta.
Queste
sono le sue esatte parole: “le faccio
un’offerta, alla fine io me ne andrò e lei avrà trenta secondi per decidere se
accettarla, in quel caso passerò dalle parole ai fatti, nel caso lei rifiutasse
nessun problema, scaduto mezzo minuto lei continuerà la sua giornata e si
dimenticherà di avermi incontrato”.
E
continua: “Non so dirle quanti anni avrà
ancora da vivere, perché non lo so, e nemmeno come sarà la qualità di vita in
questo lasso di tempo, lei ha la possibilità di scegliere, o continua la sua
esistenza sapendo che può durare diversi anni, anche vari decenni, oppure può
finire a stretto giro di posta, l’alternativa che le offro è una dipartita
immediata che le garantisce di evitare qualsiasi difficoltà futura”.
Con
un accenno di sorriso l’uomo si allontana e scompare tra gli alberi del
boschetto, il conto alla rovescia nel frattempo è iniziato, per prendere una
decisione rimangono una ventina di secondi, come potete immaginare non è facile
essere lucidi davanti a tutto ciò, il senso di tranquillità svanisce, tutto
attorno a me sembra avvolto da una strana foschia, la mente, si sa, prende
spesso strade “alternative”, ma inesorabilmente il tempo passa, restano 10
secondi, non riesco a pensare razionalmente, 9 è tutto maledettamente confuso e
complicato, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2…

Nessun commento:
Posta un commento
Se vi va di lasciare un commento siete i benvenuti, i commenti contenenti link esterni non verranno pubblicati.
I commenti anonimi sono impersonali, conoscere il nome di chi lascia il proprio pensiero facilita il confronto, grazie.