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sabato 5 agosto 2023

Rivoluzione o plagio, innovazione o ripetizione

Gauguin sosteneva che l’arte “o è plagio o è rivoluzione”, io penso che l’arte sia essenzialmente rivoluzione, ricerca dell’impossibile (apparentemente), ribaltamento dei canoni contemporanei.

Il plagio, al contrario, è un surrogato e in quanto tale lontanissimo da qualsiasi concetto artistico.

Paul Gauguin - Lilac Bouquet, 1885 - Olio su tela cm 34,9 x 27 - Collezione privata

Ma se “conosciamo” Gauguin sappiamo che è nostro dovere approfondire l’idea che il plagio sia arte.

Naturalmente per plagio non si intende una copia, ma la realizzazione di un pensiero personale che parte da qualcosa che già esiste, una visione alternativa rispetto a ciò che è in essere.

“Plagio o rivoluzione” in quanto uniche forme d’arte possibili, ma forse l’arte è un mix che prevede entrambe le cose, l’idea rivoluzionaria che nasce da una base preesistente, non tanto nel riproporre qualcosa di già fatto ma nella presa di coscienza che è impossibile non subire la contaminazione del passato frutto delle esperienze altrui  contestualizzate.

Forse l’arte è “plagio e rivoluzione”, l’uno senza l’altro sono incompleti, addirittura inutilizzabili, il solo plagio si riduce alla pura decorazione da parete, la sola rivoluzione è possibile solo se sono validi i concetti della “Art Brut”, ma in questo caso scomparirebbe quasi totalmente la figura dell’artista.

mercoledì 17 maggio 2017

Lo spirito libero di Paul Gauguin.


Autore:   Paul Gauguin
(Parigi, 1848 - Tahiti, 1903)
 
Titolo dell’opera: Manao tupapau (Lo spirito dei morti veglia) – 1893
 
Tecnica: Olio su tela
 
Dimensioni: 73 cm x 92 cm
 
Ubicazione attuale:  Albright-Knox Art Gallery, Buffalo




 

Gauguin non lascia alcuna indicazione riguardo ad uno dei suoi dipinti più intensi e, proprio per l’assenza di indicazioni, forse il più enigmatico.
Il titolo, dipinto in alto a sinistra, sembra spiegare la scena ma lo fa solo in apparenza.
Tupapao è il nome dello spirito dei morti polinesiano, lo spettro che con l’avvento dell’oscurità fa visita alle persone e le accompagna nel regno dei morti.
Il dipinto ci mostra una giovane donna, si tratta dell’amante dello stesso pittore, sdraiata completamente nuda sul letto.
La fanciulla appare evidentemente spaventata, in secondo piano troviamo il motivo della preoccupazione, in attesa vediamo un Tupapao figura coperta di nero che mostra solamente il volto.
L’artista francese con il titolo ci spinge ad interpretare l’insieme è a porci alcune domande: è la ragazza che col calare del sole pensa allo spirito al punto di spaventarsi solo immaginandone la possibile presenza o è lo spirito stesso in paziente attesa che veglia sulla ragazza?
Molti testi di storia dell’arte, molte biografie di Gauguin concordano che la figura vestita di nero è un Tupapau ma non posso trascurare la, forse improbabile ma interessante, lettura della storica dell’arte Boile-Turner che vede nelle piccole luci che fluttuano in alto a destra del dipinto i veri spiriti Tupapau mentre la figura a sinistra sembra essere solamente una donna del villaggio che veglia sulla ragazza.
A risolvere quest’ultimo quesito ci pensa lo stesso Gauguin nel dipinto Cavalieri sulla spiaggia, dove inserisce, per sua ammissione, due Tupapau.
Resta il fascino esotico di quest’opera che ci trasporta in un universo magico, lontano dalle opprimenti “certezze” del nostro mondo.
 
Paul Gauguin - Cavalieri sulla spiaggia 1902, Olio su tela.  Folkwang Museum Essen