Gauguin sosteneva che l’arte “o è plagio o è rivoluzione”, io penso che l’arte sia essenzialmente rivoluzione, ricerca dell’impossibile (apparentemente), ribaltamento dei canoni contemporanei.
Il plagio, al contrario, è un surrogato e in
quanto tale lontanissimo da qualsiasi concetto artistico.
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Paul Gauguin - Lilac Bouquet, 1885 - Olio su tela cm 34,9 x 27 - Collezione privata |
Ma se “conosciamo”
Gauguin sappiamo che è nostro dovere approfondire l’idea che il plagio sia
arte.
Naturalmente per
plagio non si intende una copia, ma la realizzazione di un pensiero personale
che parte da qualcosa che già esiste, una visione alternativa rispetto a ciò
che è in essere.
“Plagio o rivoluzione”
in quanto uniche forme d’arte possibili, ma forse l’arte è un mix che prevede
entrambe le cose, l’idea rivoluzionaria che nasce da una base preesistente, non
tanto nel riproporre qualcosa di già fatto ma nella presa di coscienza che è
impossibile non subire la contaminazione del passato frutto delle esperienze
altrui contestualizzate.
Forse l’arte è “plagio
e rivoluzione”, l’uno senza l’altro sono incompleti, addirittura inutilizzabili,
il solo plagio si riduce alla pura decorazione da parete, la sola rivoluzione è
possibile solo se sono validi i concetti della “Art Brut”, ma in questo caso
scomparirebbe quasi totalmente la figura dell’artista.