
La scuola dell’Aeronautica dedicata all’alta velocità,
che ebbe sede nel comune a sud del lago di Garda negli anni 30, fu creata
esclusivamente per infrangere i record di velocità.
La caratteristica fondamentale di questi velivoli era
quella di essere degli idrovolanti, si trattava dunque di decollare e atterrare
sull’acqua.
Infrangere continuamente il limite di velocità
viaggiando sistematicamente a pochi metri sopra il pelo dell’acqua comporta rischi
altissimi, ed è anche alle vittime di questo pericoloso “sport” che è dedicato
il monumento di Quaglino.
E’ difficile “raccontare” le emozioni che la scultura
trasmette all’osservatore, ma rimane impressa la sensazione di esplosione emozionale
verso “l’oltre”, la ricerca di nuovi traguardi, il desiderio di andare al di la
di ciò che conosciamo.
Il monumento sembra prendere forma sotto i nostri
occhi, da un blocco indistinto nasce e prende forma quella che è la vera anima dell’essere
umano: la continua ricerca e il desiderio di raggiungere i propri limiti e
cercare, successivamente, di superarli, sapendo perfettamente quanto tutto
questo può essere rischioso.