Autore: William Turner
(Londra, 1775 - Londra, 1851)
Titolo
dell’opera: Pioggia, vapore e velocità – 1844
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:
91 cm x 122 cm
Ubicazione attuale: National Gallery, Londra.
Per comprendere a
fondo questo dipinto, in particolare il soggetto, dobbiamo partire dal contesto
storico. Siamo alla metà del diciottesimo secolo dove prevalgono soggetti
religiosi, scene mitologiche o patriottiche, ritratti della nobiltà o del clero
fino al paesaggio puro, realisticamente percepibile.
In quest’opera non vi
è nulla di tutto questo, il protagonista del dipinto è il treno, un convoglio
trainato da una locomotiva.
Il quadro provoca
aspre critiche legate sia al modo in cui Turner ha realizzato il quadro ma
soprattutto per il soggetto ritratto.
La locomotiva nasce
meno di vent’anni prima ed è l’emblema di un progresso inarrestabile, il
simbolo di un’industrializzazione che avanza a grandi falcate.
All’epoca è opinione
diffusa che il treno sia qualcosa di pericoloso, viaggiare con questo mezzo
portava a gravi malattie al cervello, chi scendeva dal treno aveva delle
allucinazioni perché “aveva visto troppe cose troppo rapidamente” e se il
viaggio era troppo lungo i danni fisici avrebbero portato a menomazioni
permanenti.
Quasi scontata la
reazione negativa davanti alla celebrazione di un soggetto simbolo del “male”,
fisico e psicologico.
Turner vuole, al
contrario, celebrare il “futuro” e inserisce la macchina a vapore in un
paesaggio dove la città si fonde con la campagna, il treno, l’uomo e la natura
sono un tutt’uno, si corre verso un avvenire migliore.
Al di la delle
critiche del momento quest’opera farà da apripista ad un tematica cara agli
impressionisti francesi che faranno del treno e delle stazioni un’attrazione
artistica e naturalmente positiva. Infatti mentre a Londra la diffidenza del
pubblico stenta a sciogliersi a Parigi il “pensiero” di Turner viene assorbito
velocemente grazie a pittori come Pizarro e Monet che durante una visita nella
capitale britannica vedono il quadro e portano immediatamente in Francia l’idea
iconografica di Turner.