Nell’epoca dei talent show, dove vige la regola del “raccomandato”, del “vendibile mediaticamente”, dove l’appiattimento musicale è praticamente l’unica via percorsa, c’è chi si mette in proprio e struttura il proprio “essere” contando sulla qualità.
Sto parlando di Reina del Cid, lo pseudonimo di Rachelle Cordova e al contempo il nome del duo che oltre alla Cordova vede la presenza di Toni Lindgren.
Il loro canale di YouTube (Reina del Cid
appunto) mostra alcune peculiarità che vanno nella direzione opposta alla
musica prodotta oggi, si ascolta musica vera, i video sono di una semplicità
assoluta che elimina ogni forzatura mediatica (i video musicali contemporanei
sono tutti uguali ed emanano un odore di “falso”, di artificioso) ma
soprattutto i componenti del gruppo (oltre a Reina e Toni si alternano altri
musicisti) sanno suonare e lo fanno con talento e competenza.
Il genere musicale delle due cantanti non
è certo rivoluzionario ma è espresso con una freschezza rara di questi tempi,
ci mostrano una conoscenza della musica del passato e della cultura musicale
odierna che ne assorbe le basi universali.
Reina canta di tutto, la sua voce è in
grado di affrontare cover di artisti diversissimi tra loro, dai Pink Floyd a
Bob Dylan, dai Fleetwood Mac a Van Morrison, agli Eagles, John Prime, Allison
Krauss, Willie Nelson o i Beatles.
Notevoli sono i brani originali, hanno
finora pubblicato tre album, dove si nota maggiormente il livello raggiunto.
Alla voce universale di Reina si aggiunge
Toni che con la chitarra (qualsiasi tipo di chitarra) è in grado di fare ciò
che vuole, non la definirei una chitarrista, sarebbe riduttivo, ma andrei
oltre, è un’autentica artista che porta lo strumento a livelli raggiungibili da
pochi altri, potrei sbagliarmi ma in lei vedo una nuova Bonnie Raitt.
Il duo è accompagnato da altri musicisti
che si alternano in base alle necessità del brano, sempre con risultati
eccellenti.
I video, come dicevo prima, sono semplici
ed immediati, lasciano lo spazio alla musica senza alcuna pretesa “commerciale”,
sono la cornice ideale per completare il quadro senza interferire nel pensiero
del brano.
Ogni domenica mattina (da qui la “serie”
Happy sundey morning) pubblicano un video esibendosi in opere originali o
riprese da altri artisti, la scena cambia spesso, possiamo trovarle comodamente
sedute sul divano di casa, in un parco, all’esterno di una scuola, accanto alle
rotaie del treno o in mezzo alla neve, tutto condito da alcune battute iniziali
o finali e una tazza di caffè mattutino.
Forse è l’assenza di forzature a rendere
genuina questa serie di esibizioni dove la musica è libera di esprimersi con
talento andando oltre i paletti dettati dalle varie mode che soffocano sul
nascere chi ha la stoffa per emergere ma che non essendo disposti ad allinearsi
non trova lo spazio che meriterebbe.
I video che vi voglio mostrare (tre "originali" e altrettante cover) sono solo
un piccolo esempio di quello che ho raccontato, il mio consiglio è quello di
prendersi in po’ di tempo e lasciarsi trasportare in un mondo fatto di
semplice, grande musica.
