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sabato 11 agosto 2018

Tra arte antica e colori "moderni", l'abito "buono" della bellezza. (parte seconda)


Tornando a quanto accennato nella parte prima, Rimini ci offre molteplici possibilità di incontrare la grande arte antica.

L’arco di Augusto, il più antico arco romano giunto fino a noi (27 ac), punto d’arrivo della via Flaminia ed inizio della Via Emilia.

Dall’altro capo del centro storico troviamo il Ponte di Tiberio (seconda decade Dopo Cristo) da qui si diramavano la già citata Via Emilia, che attraversando la Pianura Padana si dirigeva a Piacenza, e la Via Pompilia - Annia direzione Acquileia.

Grandi opere architettoniche e monumenti di estrema grandezza appaiono attraversando il centro storico, dal Tempio Malatestiano dell’architetto Leon Battista Alberti (1503 circa) al Teatro Galli di L. Poletti.

Magnifica pittura con i più grandi maestri, Giotto suo il crocifisso collocato alle spalle  dell’altare maggiore del Tempio Malatestiano (nella foto a destra) e Piero della Francesca con l’affresco che illustra Sigismondo Malatesta inginocchiato.

Non mancano i reperti archeologici che ci mostrano l’esito degli scavi che hanno portato alla luce una dimora di epoca romana (II secolo) casa che sembra appartenuta ad un medico, da qui il nome “Domus del chirurgo”.

Un infinito mondo artistico, una seria di meraviglie in un luogo famoso per tutt’altro.



Arco di Augusto (foto web)
Tempio Malatestiano (foto web)
Ponte di Tiberio (foto privata)

Fontana della Pigna (foto privata)
Teatro Galli (foto privata)
Piero della Francesca 
Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a San Sigismondo, 1451
 Affresco 257x345 cm
(foto web) 

Tra arte antica e colori "moderni", l'abito "buono" della bellezza. (parte prima)


Le città d’arte, le mete culturali per antonomasia.

Il limite di questi capolavori urbanistici e catalizzatori dell’arte in tutte le sue manifestazioni è l’invasione estiva, non tanto dei turisti (senza di loro non avrebbero senso) ma del caldo che nella bella stagione diventa padrone assoluto (in quanto tale poco gradito).

Poi capita di passare per Rimini che non è certo nota per l’arte.

Al netto delle spiagge e della "movida" la città romagnola mostra un numero infinito di tesori artistici, architettonici, storici ed archeologici.

Dall’Arco di Augusto al ponte di Tiberio costruiti attorno all’anno zero, alla “Domus” di epoca romana (II secolo).

Si possono ammirare opere architettoniche di rara bellezza, tra le altre spicca il Tempio Malatestiano (completato nel 1503) opera dell’architetto  genovese Leon battista Alberti.

La pittura è ben rappresentata, si possono “incontrare” opere di grandi maestri che hanno fatto la storia dell’arte, da Giotto a Piero della Francesca, non mancano opere di pregevole fattura di artisti meno conosciuti ma di grande spessore.
(di questo ne parlerò nella seconda parte)

Usciti dal percorso della grande arte antica ci si dirige verso Borgo San Giuliano, noto per aver dato i natali a Federico Fellini.

La sorpresa è piacevolmente grande, tra le strette viuzze del borgo veniamo avvolti da decine di “murales” che incoronano  le coloratissime abitazioni, molti di questi dipinti riportano il visitatore nel mondo “cinematografico” del famoso regista, altri descrivono il puro paesaggio fino ad alcune rappresentazioni più astratte.

Grande arte, storia, poesia ed immersione cromatica, la bellezza si mostra indossando il suo abito migliore.

Le immagini si riferiscono ai “murales” di Borgo san Giuliano.
Foto private