“Strani giorni, viviamo strani giorni” cantavano Nicola Walker Smith e Franco Battiato nel lontano 1996, dopo quasi trent’anni quelle parole sono quanto mai attuali.
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Roy Lichtenstein - Crack 1964 |
Non voglio scomodare i grandi sistemi
globali ma fare luce su un piccolo particolare che ci fa capire che ci stiamo
incamminando (o lo abbiamo già fatto) per un sentiero … strano.
Avevo già parlato della mostra intitolata
“ da Monet a Warhol” (di cui propongo tre opere tra quelle esposte) che dal 19 maggio ha offerto agli abitanti, e a chi si
trovava a passare, delle sponde del lago d’Iseo un interessante spaccato
dell’arte dalla metà del XIX secolo agli anni ottanta del 900.
Questi sono gli ultimi giorni in cui
si possono vedere opere di artisti come Picasso, Monet, Courbet e molti altri,
che hanno scritto pagine fondamentali della storia dell’arte.
La rassegna ha avuto un buon
riscontro di pubblico, specialmente i turisti, al punto che l’apertura è stata
prorogata di un mese (doveva chiudere agli inizi di settembre) ma stranamente
(forse nemmeno tanto) non ha suscitato l’interesse dei dirigenti delle scuole
del territorio.
Ed è proprio qui che mi soffermo, le
scuole primarie e secondarie di alcuni centri limitrofi a Sarnico (comune che
ospita la mostra) hanno organizzato una visita ad un altro evento in corso in
un altro comune in riva al lago, tutto bene, tutto bello ma …
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Gustav Courbet - La scogliera a Etretat, 1869 |
Perché chi di dovere ha deciso di portare gli studenti
a queste ultime mostre ignorando quella di Sarnico? Perché nessuno ha portato i
ragazzi a vedere le opere autentiche realizzate da artisti fondamentali per
l’arte negli ultimi due secoli, ma non ha esitato ad accorrere a due rassegne
che, grazie al titolo altisonante: “Nel cuore di Van Gogh e Caravaggio” hanno
destato un interesse che non avrà un corrispettivo adeguato alla visione delle
mostre stesse?
Ai nomi di Caravaggio e Van Gogh corrispondono
delle semplici “riproduzioni fedeli di alcune opere dei due pittori”, dunque
solo delle, seppur ottime, copie.
Niente in contrario a questo tipo di
eventi (anche se li ritengo inutili artisticamente) infatti va molto di moda un
qualcosa di simile dove le proiezioni dei dipinti ci fanno immergere, cosi ci
dicono, nell’arte, ma almeno siamo di fronte a riproduzioni fotografiche.
Ammesso che una mostra fatta di copie
possa avere un interesse artistico,mi chiedo perche portare i bambini e i ragazzi
solo lì e non ad una mostra dove erano esposte delle opere originali?
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Jean Baptiste Camille Corot - Paesaggio |