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giovedì 8 dicembre 2016

I capolavori nel dipinto. Jan Van Eyck.

Famosissimo dipinto di Jan Van Eyck, “I coniugi Arnolfini” più che un’opera può essere considerato un’insieme di “quadri”, una raccolta di interessanti particolari.

E’ su uno di questi che mi voglio concentrare.

Al centro del dipinto, sullo sfondo appeso alla parete, troviamo uno specchio dalla forma quantomeno curiosa.


Sono due i motivi che meritano l’attenzione, la cornice e ciò che lo specchio riflette.

Nella cornice in legno troviamo incastonati dieci piccoli “dipinti”, altrettante rappresentazioni della passione di Cristo.

E’ evidente l’obbiettivo di raccontare, di dichiarare la grande fede dei due novelli sposi. Ma perché utilizzare questo stratagemma se non per mettere in evidenza l’immenso talento dell’artista stesso?
 
La passione di Cristo sta anche a ricordare le tribolazioni di tutti i giorni.

Da sottolineare il riflesso della luce su ogni singolo “quadro”.

Ma è sicuramente lo specchio e ciò che riflette ha lasciare un’impronta indelebile all’opera nel suo insieme.

Vediamo la coppia di spalle mentre i fondo sulla porta d’entrata della stanza si scorgono due figure, una con un copricapo blu, l’altra con uno rosso. Si pensa che quest’ultimo sia l'autoritratto di Van Eyck.

Infatti per essere convalidate le nozze dovevano essere presenti due testimoni, e uno quasi sicuramente era il pittore stesso, ipotesi confermata dall’incisione posta sopra lo specchio. Come ulteriore conferma Van Eyck scrive sul muro “Johannes de Eyck fuit hic 1434” (Johannes Van Eyck fu qui 1434) come a confermare la propria presenza e a dare la giusta legittimità al matrimonio.

Altri numerosi simboli si nascondono (o sono evidenziati) nel dipinto, dai preziosi monili e tappeti che ci ricordano dell’agiata vita della coppia, al curioso lampadario con una sola candela accesa, simbolo dell’amore eterno. La candela accesa compare spesso nei dipinti che raffigurano l’Annunciazione.

Le arance vicino alla finestra, frutto raro a quelle latitudini, potrebbero simboleggiare l’origine mediterranea della coppia.
Il cagnolino ai piedi della sposa è senza dubbio la rappresentazione della fedeltà.

Interessante notare sullo stipite della porta in fondo alla stanza, vi è intagliata una figura femminile con ai piedi un drago, potrebbe rappresentare Santa Margherita protettrice delle partorienti (infatti, nonostante i pareri contrari, la mano posata in grembo e la posizione della donna non escludono che la stessa possa essere incinta) ma appesa vi è una spazzola che ci ricorda Santa Marta patrona della casa.

Tantissimi piccoli e grandi particolari che fanno di quest’opera l’emblema di una narrazione storica e che conferma l’immenso talento di Van Eyck.

 
Jan van Eyck - I coniugi Arnolfini. 1434
Olio su tavola - cm. 82x60
National Gallery, London
 

giovedì 14 luglio 2016

L'attenzione al particolare, Eugène Delacroix.



Volevo provare a porre l’attenzione, non su un dipinto, come vorrebbe la logica, ma su un particolare tratto da un’opera. Comprendo lo scetticismo di chi si trova a leggere queste righe, un quadro infatti va osservato ed interpretato nel suo insieme.

Mi capita, mentre osservo un dipinto, di concentrarmi su piccoli e, apparentemente insignificanti, particolari, e sovente riesco a “catturare” un mondo dentro all’universo artistico del quadro.

Così come riusciamo ad estrapolare una frase dal contesto di una poesia o dal testo di una canzone, così ho cercato di circoscrivere una scena all’interno di una più complessa rappresentazione.

L’opera in questione è il famosissimo dipinto di Eugene Delacroix “La libertà che guida il popolo. Luglio 1830”, un’allegoria della rivolta parigina conto l’assolutista regime di Carlo X.

A mezza altezza del dipinto (per intero) sulla destra, viene rappresentata la città nel pieno dei combattimenti, I palazzi sono ammantati dalla polvere e dal fumo, ai piedi delle case alcuni soldati sembrano voler intervenire senza però avere le idee chiare sul da farsi.

In primo piano rispetto alle costruzioni troviamo ciò che resta di una staccionata, un intricato ammasso di legname (su cui è dipinto il titolo dell’opera) che rappresenta l’abbattimento delle barriere economiche, politiche e sociali, innalzate a dividere il potere aristocratico dal popolo.

Ho voluto lasciare nel “ritaglio” la mano che impugna la pistola, il dipinto, visto nella sua interezza, ci dice che la pistola è impugnata da un giovane ragazzo (simbolo della nuova generazione che prende possesso del proprio destino), nel ritaglio la mano è assolutamente anonima e lascia ampi spazi ad un’interpretazione personale.

Capisco che questo mio tentativo è pura follia, ma è un invito ad osservare con grande attenzione gli angoli più remoti di un’opera d’arte, naturalmente i minuscoli particolari servono per avere una più ampia concezione del dipinto ma possono anche riservare delle sorprese, possono raccontarci squarci di vita che l’insieme non ci permette di svelare.

A seguire vi mostro l’opera di Delacroix nella sua forma originale.
F.V.E. Delacroix - La librtà che guida il popolo. Luglio 1830
Olio su tela cm. 259 x 325
Musée du Louvre, Parigi