Fino a che punto può spingersi la libertà di espressione?
Tutti siamo d’accordo sul diritto di ognuno di sentirsi liberi nell’esprimere le proprie idee ma c’è un limite oltre il quale è meglio non spingersi?
Naturalmente
ci si deve fermare nel momento in cui si va a danneggiare l’altro, ma quando si
interviene andando contro i canoni “morali” altrui ci si deve fermare? E se è
cosi (ad esempio si urtano le sensibilità religiose, ideali politici o
convinzioni moraleggianti) non è l’altro che offende l’artista limitandone di
fatto la libertà?
E’
il caso di Balthus e la sua “Thérèse dreaming” che qualche anno fa fu esposta
al MET di New York.
Lo
scandalo fu enorme al punto che un comitato ha raccolto le firme per farlo
rimuovere e distruggere (in seguito è stata negata la richiesta di distruzione
inserita inizialmente nel testo) con l’accusa al pittore, scomparso quasi 18
anni fa, di “promuovere la pedofilia”.
Ogni
opinione è importante e va tenuta in considerazione ma è curioso che un dipinto
del 1938 venga messo in discussione ottant’anni dopo.
Inoltre
dubito che un individuo “sano” di mente
venga incoraggiato da un semplice dipinto a delinquere, è altrettanto vero che
menti meno in salute possano farsi influenzare, ma è questo il caso?
Difficile
tracciare i confini di dove ci si può spingere ma qual è il momento in cui si
danneggia il “prossimo”?
Thérèse Blanchard,
Non si conoscono particolari che inducano a "pensare male" del pittore
riguardo alla sua modella preferita, non ci sono denunce che possano dar vita a ricostruzioni più o meno arbitrarie (se non di chi ha
visto il quadro decenni dopo) questo stronca sul nascere ogni insinuazione sul
rapporto tra modella e il pittore.
Tralasciando i vari processi alle ipotetiche intenzioni ci dobbiamo concentrare su quello che il dipinto rappresenta, la
narrazione va in una direzione che si spinge oltre il limite culturale, sociale
e morale dell’osservatore, ci racconta, grazie al titolo, il sogno di una
giovane adolescente, o meglio, ci mostra una giovane adolescente immersa nei
propri sogni, quali siano non lo sappiamo (se non fosse per il titolo potremmo
vedere semplicemente una ragazza che si rilassa al sole, la postura poco
elegante ci spinge a pensare ad una provocazione ma questo è frutto dei nostri
canoni morali) non ci sono indicazioni in merito se non quelle che il nostro
modo di pensare ci impone.
A questo punto la domanda iniziale diviene ancor più complessa, o
perlomeno è complesso dare una risposta, risposta che in qualche modo ha dato
il museo stesso, non solo l’opera non è stata distrutta, come chiedeva il
comitato, ma il dipinto resterà al suo posto.
La censura non ha mai portato alcun beneficio, semmai, al contrario, ha
impedito quella crescita del pensiero critico di cui, a tutt’oggi, ne sentiamo
il bisogno, se qualcuno si offende davanti a questi dipinti ha il diritto di
privarne la vista anche a chi guarda oltre gli steccati morali?