“Un arista che vuole avere successo non è più un artista. E’ una persona che vuole avere successo”.
Piero Fornasetti mette in luce (sottolineo mette perché, anche se scomparso, è ancora attuale) la differenza tra l’arte ed il successo ricercato tramite l’arte.
L’artista crea la proiezione di un futuro che la persona comune non può comprendere nel presente, la ricerca del successo porta ad accontentare il mercato fatto da persone comuni, che in quanto tali rifiutano ciò che non conoscono.
Se l’artista vuole il profitto, conseguenza
della celebrità, deve per forza abbandonare il suo essere visionario e di
conseguenza decade il suo essere artista.
E’ impossibile seguire la corrente,
strizzare l’occhio la mercato mantenendo il proprio percorso artistico, semmai
si può orientare il gusto del pubblico e solo in seguito dare a quest’ultimo
ciò che vuole, o crede di volere.
Un artista deve essere innanzitutto sé
stesso, se dovesse cedere al “mercato” finirebbe con l’essere quello che gli
altri vogliono con la conseguenza di perdere l’essenza artistica e diventare un
semplice, anche se talentuoso, realizzatore di idee altrui.
Il successo e il denaro (inutile
nasconderci, il profitto è alla base dell’inseguimento della fama) devono
essere raggiunti grazie alle proprie idee che devono essere la base di partenza
di un percorso artistico, se al contrario si antepone la “visibilità” all’idea …
non è più arte.
Nell'immagine: Vincent Van Gogh - Natura morta con tavolo da disegno, pipa, cipolle e cera, 1889. Olio su tela cm. 50 x 64 - Museo Kröller-Müller, Otterlo
