E’
uno dei problemi maggiori da risolvere per un grande museo, soprattutto se
ospita opere iconiche che attirano milioni di visitatori.
Si
tratta dell’eccessivo affollamento di alcune sale che rallentano, quando non
bloccano, l’afflusso degli innumerevoli appassionati.
In
questi giorni sono apparsi alcuni articoli che esaltano la soluzione trovata
dal Museo del Prado all'annoso problema delle lunghe code davanti al “Giardino delle
delizie” di Hieronymus Bosh, soluzione definita addirittura “geniale”.
L’idea
del museo spagnolo è quella di proiettare i dettagli del dipinto su degli
schermi facendo in modo che l’osservatore arrivi davanti al dipinto avendo già
contemplato le infinite particolarità
dell’opera e di conseguenza resti davanti al quadro per poco tempo.
In
un’epoca dove la riproduzione viene equiparata all’originale questa proposta
può anche essere accettata, o addirittura essere considerata geniale da chi
segue l’arte in modo superficiale, gli appassionati che cercano il contatto non
solo visivo ma intimo e spirituale con l’opera non possono accettare espedienti
come questo che rendono praticamente inutile la visita al museo in quanto una
riproduzione delle opere la si può trovare ovunque.

Questo
tipo di soluzione è improntata a mantenere alto il numero di visitatori, è un’idea
che da priorità all’aspetto commerciale, permette di mantenere gli incassi
facendo “scorrere” la fila, potrebbe addirittura aumentare gli ingressi.
Se
invece pensiamo all’aspetto artistico e a un completo “incontro” tra il
visitatore e l’opera non è questo il modo di procedere.
Non
sembrano esserci alternative al numero chiuso, visite prenotate che permettono
a un gruppo circoscritto di persone di godere del dipinto evitando lunghe file,
vanno dilatati gli orari in cui è possibile osservare il capolavoro di Bosh
limitando il più possibile il numero degli esclusi (la prenotazione comunque
non esclude nessuno, semmai ne ritarderà la visita senza lunghe ed estenuanti
code).
Questo
vale per molti altri luoghi d’arte dove dopo infinite code si passa davanti all’opera
di corsa senza poterla ammirare come si dovrebbe (dalla Gioconda alla Capella Sistina
solo per fare un esempio).
E’
inaccettabile che qualcuno voglia “venderci” una riproduzione spacciandola per
un’esperienza alla pari dell’originale, è ancor più triste che ci sia qualcuno
che considera questo scempio una trovata geniale.
In alto intero, in basso particolare.