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sabato 23 agosto 2014

Io sono Francesco, Tricarico


Francesco Tricarico esordisce nel settembre del 2000 con il singolo “Io sono Francesco”, il successo è immediato tanto da ottenere il primo posto nella classifica di vendite in Italia, e viene premiato con il Disco di Platino ed altri importanti riconoscimenti.

E’ una canzone dal sapore autobiografico, ( il padre del cantante è morto in servizio nell’aereonautica quando il piccolo Francesco aveva solamente tre anni).
Il brano subisce, però alcune censure radiofoniche, Tricarico definisce la sua maestra delle elementari “puttana” per un comportamento decisamente scorretto verso il giovane alunno, nella circostanza assegna un tema sui papà ignorando - pur sapendolo – che il bambino fosse orfano e respingendo con indifferenza le proteste dello stesso.

Un brano dalla musica quanto meno particolare, come particolare è il modo di cantare di Tricarico, al primo ascolto la canzone appare frivola e fuori dagli schemi, ma il testo ci racconta come una frase detta senza pensarci da un adulto a un bambino può lasciare, nei bambini stessi, segni indelebili che si ripercuotono per il resto della vita.

Tricarico ci insegna ad affrontare anche i più “leggeri” argomenti (così appaiono a noi cosiddetti adulti), con intelligenza senza dimenticare che tutto ciò che ci appare banale e senza importanza per un bambino può essere addirittura vitale.


Io sono Francesco

Buongiorno buongiorno io sono Francesco
io ero un bambino che rideva sempre
ma un giorno la maestra dice oggi c'è tema
oggi fate il tema, il tema sul papà

io penso è uno scherzo sorrido e mi alzo
le vado vicino ero contento
le dico non ricordo mio padre è morto presto
avevo solo tre anni non ricordo non ricordo
lei sa cosa mi dice neanche mi guardava
beveva il cappuccino non so con chi parlava
dice "qualche cosa qualcosa ti avran detto
ora vai a posto e lo fai come tutti gli altri"
puttana puttana, puttana la maestra
puttana puttana, puttana la maestra
io sono andato a posto ricordo il foglio bianco
bianco come un vuoto per vent'anni nel cervello
e poi ho pianto non so per quanto ho pianto
su quel foglio bianco io non so per quanto ho pianto
brilla brilla la scintilla brilla in fondo al mare
venite bambini venite bambine e non lasciatela annegare
prendetele la mano e portatela via lontano
e datele i baci e datele carezze e datele tutte le energie
Cadono le stelle è buio e non ci vedo e la primavera
è come l'inverno il tempo non esiste neanche l'acqua del mare
e l'aria non riesco a respirare
e a dodici anni ero quasi morto
ero in ospedale non mangiavo più niente
e poi pulivo i bagni, i vetri e i pavimenti
per sei sette anni seicento metri quadri
tadanatadadana
e il mio capo il mio capo mi ha salvato
li ci sono giochi se vuoi puoi giocare il padre è solo un uomo
e gli uomini son tanti scegli il migliore seguilo e impara
buongiorno buongiorno io sono Francesco
questa mattina mi sono svegliato presto
in fondo in quel vuoto io ho inventato un mondo
sorrido prendo un foglio scrivo viva Francesco
brilla brilla la scintilla brilla in fondo al mare
venite bambini venite bambine e non lasciatela annegare
prendetele la mano e portatela via lontano
e datele i baci e datele carezze e datele tutte le energie
venite bambini venite bambine

e ditele che il mondo può essere diverso
tutto può cambiare la vita può cambiare
e può diventare come la vorrai inventare

ditele che il sole nascerà anche d'inverno
che la notte non esiste guarda la luna
ditele che la notte è una bugia
che il sole c'è anche, c'è anche la sera.