Nel 1919 a Weimar l’architetto Walter Gropius ( nella foto: le Officine Fagus, progettate dallo stesso Gropius e da Adolf Meyer e ora patrimonio dell’umanità) fonda l’istituto d’arte e mestieri Bauhaus, fino alla fine degli anni venti diviene il centro del design in Germania.
La filosofia di questo movimento voleva portare l’arte e il design nel vivere quotidiano.
Gropius sosteneva la tesi che artisti e architetti fossero degli autentici artigiani, e che le loro “creazioni” dovessero essere pratiche e alla portata di tutti.
L’istituto ospitava artisti di ogni genere, vi erano presenti oltre ai designer e architetti, pittori, tessitori, ceramisti e scultori, impegnati in attività di gruppo come fu nel Rinascimento, dove gli artisti del tempo lavoravano fianco a fianco con gli artigiani.
A caratterizzare lo stile del Bauhaus era la semplicità e l’accuratezza delle geometrie.
La scuola fu chiusa nel 1933 dai nazisti, accusata di essere un centro di intellettuali comunisti. Nonostante la chiusura impedì il contatto fra le varie categorie artistiche, l’idea stessa del gruppo si propagò nel resto del mondo grazie all’emigrazione di molti dei suoi esponenti.
(Alcune nozioni
del testo sono tratte da : The art book)
