Autore: Stefano Maria Legnani (Legnanino)
Titolo
dell’opera: Allegoria del tempo (Le età dell’uomo) – seconda
metà del XVII secolo
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:
100 cm x 123 cm
Ubicazione attuale: Pinacoteca Gianni Bellini, Sarnico.
Difficile
interpretare quest’opera senza trascurare il presunto titolo originale o quello
che è stato aggiunto, con ogni probabilità, successivamente.
Le tre età
dell’uomo sono di difficile individuazione, infatti vediamo un giovinetto (o
giovinetta), una donna in età matura, quantomeno adulta, e un uomo avanti con
gli anni. E’ complicato pensare all’evoluzione stessa della vita dalla gioventù
alla vecchiaia.
Più probabile che
il Legnani rappresenti il Tempo con tutta l’esperienza degli anni che
accompagna il giovane all’inizio della propria strada.
Di fronte al
ragazzo notiamo una figura elegante e ben vestita che con civetteria lascia
scoperto un seno, forse la rappresentazione della vanità e della lussuria.
Nella mano destra
la donna tiene un prezioso gioiello, un Uroboro, il serpente che si morde la
coda, se il gioiello può raffigurare la vanità il simbolo del gioiello stesso è
l’emblema dell’infinito, del cerchio che senza fine rigenera se stesso.
La presenza simbolica
dell’infinito ci permette un’ulteriore lettura, il Tempo tiene con delicatezza
la mano del giovane, con l’altra mano
gli cince le spalle in segno di protezione ma nello stesso momento sembra
volerlo distogliere da una visione destinata ad essere tale. Infatti la donna,
illuminata dalla luce proveniente dall’alto,
incarna l’eternità, l’infinito temporale precluso all’essere umano.
Il Tempo ci accompagna
nel viaggio terreno e ci ricorda che per raggiungere la perpetuità assoluta
dobbiamo andare al di la del tempo stesso.
Restano i deliziosi
dettagli tecnici, su tutti la veste del giovane e il manto rosa che copre le
gambe della donna, i colori negli anni hanno perso l’originale lucentezza a causa
di un restauro troppo energico che purtroppo ha celato al nostro sguardo l’intensità
cromatica voluta dal pittore di origini milanesi.