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martedì 9 luglio 2024

La libertà espressiva dei colori

 

Helen Frankenthaler – Montagne e mare, 1952 - Olio su tela cm 220 x 298 -
National Gallery of Art, Washington 


Pioniera di una tecnica che è diventata parte integrante dell’espressionismo americano, Helen Frankenthaer dipinge su una tela non mesticata, questo permette ai colori di muoversi liberamente al contatto con la tela stessa come l’inchiostro si spande a contatto della carta assorbente o l’acquerello su un foglio di carta bagnato abbondantemente.

I soggetti citati nel titolo si possono intravedere o forse sono frutto dell’influenza del titolo stesso che ci spinge a notare anche ciò che non c’è.

Sicuramente la pittrice statunitense ha dipinto le montagne e il mare ma è proprio la libertà del colore di andare dove vuole a portare l’opera da un’altra parte.

La tela non trattata dunque si trasforma in un passaggio che permette ai colori di vivere di vita propria seguendo strade ignote all’autrice, la Frankenthaler da inizio ad un “racconto” ma non sa dove questo porterà.

Ad ingigantire l’effetto “liberatorio” dei colori è il formato delle tele su cui l’artista riversa il proprio pensiero, grandi supporti che acuiscono la sensazione di infinita libertà espressiva.

sabato 19 marzo 2022

Da zero all'eternità

Jasper Johns – Zero through Nine , 1961  - Olio su tela, cm 137 x 105

Tate Modern, London


Noto per le Bandiere e per i Bersagli Jasper Johns raggiunge il suo apice creativo con la serie “Da 0 9”, dodici opere, tra disegni e dipinti, che trova il completamento ideale con il quadro esposto alla Tate Modern di Londra.

Da zero a nove è la concezione del pittore americano che  toglie i numeri dal loro naturale, o usuale, contesto proiettandoli in una sfera prettamente simbolica.

I numeri diventano forme, perdono il loro status e si trasformano in un corpo astratto, sono celati dalla predominanza del colore, diventano l’emblema di un’entità presente che però necessita di attenzione, concentrazione, approfondimento per poter essere compresi.

E interessante il fatto che ogni osservatore noti un numero diverso, ne trova alcuni immediatamente mentre fatica a scovare il resto, tutto è legato alla percezione immediata, in alcuni casi, non essendo a conoscenza del titolo, il primo sguardo cattura l’insieme escludendo ogni forma, emerge solo il colore, l’astrazione ha la meglio sulla rappresentazione simbolica dei numeri.

Ma l’intento di Johns è quello di forzare l’attenzione dello spettatore o quello di disorientarlo spingendolo oltre l’ovvia (apparentemente) visione?

Probabilmente entrambi, l’obiettivo è dunque quello di aprire una strada nella comprensione partendo da una semplice serie numerica tramutata in forma e in colore, la fusione da vita a un concetto più complesso o forse solo differente.

Jasper Johns viene accostato a diversi movimenti artistici del secondo dopoguerra, New Dada, Espressionismo astratto e Pop Art, difficile inserire le sue opere in qualsivoglia schema, se le Bandiere possono essere accostate all’arte Pop è più complicato farlo con i Bersagli, quanto alla serie di cui stiamo parlando non sembra trovare collocazione, dal mio punto di vista Jasper Johns, cosa che potrebbe valere anche per artisti come Mark Rothko, va considerato come un movimento indipendente, d’altro canto rinchiudere ogni forma d’arte in schemi più o meno rigidi è una forzatura che ha lo scopo di rendere più semplice una catalogazione tutt’altro che lineare ma forse necessaria per mettere ordine nell’infinito artistico.


sabato 31 ottobre 2020

Il filo conduttore, Clyfford Still

 Autore:   Clyfford Still

(Grandin, 1904 – New Windsor, 1980)

 Titolo dell’opera: Quadro 1944-N nr.2, 1944

 Tecnica: Olio su tela

 Dimensioni: 264,5 x 221,5 cm

 Ubicazione attuale:  Museun of Modern Art (MoMA) New York



Particolarmente complesso questo dipinto è tra i primi esempi di espressionismo astratto, un ideale collegamento tra le idee surrealiste legate alla “pittura automatica” e la corrente artistica americana che segna un passo fondamentale per l’arte contemporanea.

Tipico dello stile di Still questo quadro presenta una quasi totale superficie dal colore nero applicato con la spatola e ripreso con la lama di un coltello, lo sfondo monocromatico è attraversato da “lampi” orizzontali e verticali rossi, gialli, bianchi e in fondo a destra una fusione cromatica tra i verde e il blu.

Il pittore statunitense libera l’opera da ogni riferimento “reale” riconoscibile, questo gesto serve per allontanarsi sempre più dalla contaminazione dell’arte europea cercando cosi una nuova strada, una nuova espressione artistica puramente americana.

Il dipinto dunque come rappresentazione di se stesso (questo però ci dimostra quanto sia impossibile staccarsi completamente dalle influenze esterne in quanto la definizione “il quadro non rappresenta il soggetto espresso ma è la rappresentazione di sé stesso” è dell’artista europeo Kandinskij) o più precisamente è l’emblema del gesto pittorico che va oltre ciò che vediamo.

La complessità nella lettura delle opere di Still è amplificata dalla difficoltà di comprendere le stesso pittore, Still ha sempre cercato nuove vie scegliendo il disprezzo verso il mondo artistico newyorkese evitando di esserne contaminato.

Come già sottolineato in precedenza non possiamo chiudere le porte alle “esperienze” altrui che provengono da altre parti del mondo e da periodi storici passati, per questo motivo, pur mostrandoci una concezione innovativa, Still si erge a filo conduttore tra l’esperienza visionaria dell’arte europea del primo novecento e l’idea altrettanto utopistica della nascente generazione artistica americana.


sabato 3 ottobre 2015

Breve descrizione dei movimenti artistici, l'Espressionismo astratto.

Questo movimento si sviluppa a New York negli anni quaranta.
Prevalentemente americani, gli artisti appartenenti a questa corrente erano, per la maggior parte, pittori gestuali.

Utilizzavano quasi sempre tele di grandi dimensioni, dipingevano rapidamente con estrema energia utilizzando grandi pennelli o, spesso, lasciando colare il colore sulla tela.

Il metodo espressivo di dipingere era considerato importante quanto la pittura stessa.

Non tutti gli espressionisti astratti agivano con frenesia, altri avevano un approccio più sereno e mistico a immagini puramente astratte.

Non necessariamente tutte le opere ispirate a questo movimento erano astratte (Willem, De Kooning, Philip Guston) o espressioniste (Barnet, Newmann, Marc Rothko), ma ad accomunare questi artisti è la spontaneità del rapporto con l’opera e il ruolo quasi fondamentale dell’inconscio nel processo creativo.

Importante il contributo artistico e di idee viene da pittori come Pollock, Francis, Still, Kline, Frankenthaler e Hofmann.


(nell’immagine: Two Women with Still Life – De Kooning) 

 (Alcune nozioni del testo sono tratte da : The art book)