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sabato 9 maggio 2020

La profondità e la leggerezza del colore, Josef Albers


Autore:   Josef Albers
(Bottrop, 1888 – New haven, 1976)

Titolo dell’opera: Tributo al quadrato, 1964

Tecnica: Olio su tavola

Dimensioni: 76 cm x 76 cm

Ubicazione attuale:  Tate Gallery, Londra







Tributo al quadrato, il titolo ci da la possibilità di “scegliere” liberamente l’interpretazione, possiamo pensare ad un tributo elevato al quadrato o, seguendo ciò che ci dice l’immagine, il tributo è alla figura geometrica.

Albers realizza questo dipinto inserendolo in una serie di quattro opere che ripetono esattamente lo steso schema.

Quattro quadrati gialli si sovrappongono, la struttura non è “centrata” e questo da l’illusione di movimento, i quadrati fluttuano senza un preciso obbiettivo, sono lasciati liberi di muoversi, anche se delimitati dal bordo del quadro.

Dunque siamo davanti ad un’illusione ottica, infatti quest’opera può essere inserita o collegata al movimento artistico della Op Art, anche se la tecnica di stesura del colore e la concezione del soggetto ne fa un’opera di scuola astrattista.

La percezione del colore, più che del movimento, è l’imprinting, l’aspetto principale, della pittura dell’artista tedesco, una costante che lo accompagnerà in tutte le evoluzioni artistiche della vita.

Nei primi anni venti del novecento studia al Bauhaus e in seguito, fino al 1933, presta il proprio servizio come insegnate per poi trasferirsi negli Stati Uniti.

Dipinta all’età di settantotto anni quest’opera, e le altre della serie, sono una summa dell’idea artistica di Albers, il riassunto di una profonda ricerca nel profondo dell’anima dei colori.