sabato 16 giugno 2018

L'incantesimo spezzato. Frederic E. Church


Autore:   Frederic Edwin Church
 (Hartford, 4 maggio 1826 – New York, 7 aprile 1900)

Titolo dell’opera: Stagione delle piogge ai tropici - 1866


Tecnica: Olio su tela


Dimensioni: 142,9 cm x 214 cm


Ubicazione attuale:  Fine Arts Museum, San Francisco






Paesaggio idealizzato dove la realtà incontra il sogno, dove l’immaginazione poetica descrive un mondo che i "discendenti" di Church, le generazioni a venire, hanno cancellato.

Membro di spicco della famosa scuola americana la “Hudson River School”, descrive gli ultimi paradisi naturali con la sapiente tecnica e la geniale, e a volte esasperata, fantasia.

I tropici raffigurati in questo dipinto sono un insieme degli “scenari” naturali che il pittore ha realmente visto rielaborati nel suo studio basandosi su schizzi preparatori e soprattutto sulle impressioni visive personali dopo un viaggio in Giamaica.

La folta vegetazione a destra e le imperiose montagne a sinistra aprono all’osservatore la strada che conduce, attraverso le terrazze in secondo piano, fino alle imponenti vette sullo sfondo.

La luce del sole filtra con fatica dalla spessa coltre nuvolosa mettendo in risalto l’umidità tipica del luogo.

Ma è senz’altro l’arcobaleno il vero protagonista, collega le due sponde della vallata, si erge ad arco “trionfale” dove la natura è padrona assoluta.

Come spesso accade nei dipinti dei membri del movimento “River”, appaiono minuscole le figure umane, sulla strada che conduce alle pendici sormontate dalle due palme un piccolo gruppo di uomini fa il suo ingresso in questo mondo incontaminato.

A questo punto le letture dell’opera si moltiplicano, da una parte la speranza e la positiva percezione dettata dall’arcobaleno, dall’altra la contaminazione dell’uomo “progredito” che inevitabilmente rompe gli equilibri naturali, cosa che in effetti è avvenuta.

sabato 9 giugno 2018

L'idea che emerge dal caos. Auguste Rodin.


Autore:   Auguste Rodin
 (Parigi, 1840 - Meudon, 1917)

Titolo dell’opera: La Pensée – 1886 - 89


Tecnica: Scultura in marmo


Dimensioni: H. cm 74


Ubicazione attuale:  Musée d’Orsay, Parigi.






Emblema scultoreo della concezione “simbolista”, i contemporanei di Rodin sostenevano la tesi del “pensiero che emerge dall’informe massa della materia”.

Opera che si può “leggere” in modi differenti, molte infatti le interpretazioni che si possono dare legate alla scultura in se che si fonde con la vita della modella e la relazione fra quest’ultima e l’artista.

Camille Claudel, sorella del noto poeta Paul, è la protagonista del momento artistico e affettivo che Rodin trasforma in quest’opera, il legame tra i due è intenso ma molto travagliato, i quasi venticinque anni di differenza creano non pochi problemi tra il maturo e affermato scultore e la giovane e irrequieta ragazza.

La scultura prende vita nei primi anni della relazione è dunque non ha nessun legame con la malattia, il disturbo mentale, che la condurrà in manicomio nel 1913 e che non lascerà fino alla morte nel 1943, ma se è vero che per comprendere meglio un’opera si deve tener presente anche ciò che è successo dopo la Creazione” della stessa è inevitabile prendere in considerazione anche questi fatti.

La mente che prende il soppravvento sul corpo? L’idea che sia il pensiero, l’interiorità della donna, l’interesse primario di Rodin verso la giovane relegando l’aspetto fisico (pur con enorme importanza) in secondo piano?

Difficile trovare un punto fermo nella lettura di questo capolavoro, possiamo comunque affidarci a ciò che ricordò lo stesso scultore vent’anni dopo la realizzazione, sosteneva infatti che l’opera era stata ideata per rappresentare “una testa così piena di vita da rendere vitale la massa informe e inerte da cui emerge”.

Altre interpretazioni avvicinano il lavoro dello scultore francese al pensiero “michelangiolesco” che scavando nella materia, cercando nel profondo della “massa”, si riesce a trovare il cuore dell’opera, “liberare l’idea dal blocco che la tiene imprigionata”.

sabato 2 giugno 2018

Il mito romantico, Gaetano Previati.


Autore:   Gaetano Previati
(Ferrara, 1852 - Lavagna, 1920) 

Titolo dell’opera: Morte di Paolo e Francesca – 1887


Tecnica: Olio su tela


Dimensioni: 98 cm x 227 cm


Ubicazione attuale:  Accademia Carrara, Bergamo.






Paolo e Francesca, la nota vicenda degli sfortunati amanti entrati a far parte dell’immortalità letteraria grazie al V canto della “commedia” di Dante Alighieri, viene ripresa ripetutamente dalla pittura, in particolare è presente nella vena romantica dell’ottocento.

Preiviati ne da una visione drammatica, una scena quasi teatrale che diventa angosciante grazie alla “chiusura” dell’immagine dove i due giovani sono raffigurati, appoggiati al letto, trafitti dalla medesima arma, i protagonisti  riempiono il quadro quasi completamente rendendo impossibile per lo spettatore qualsiasi distrazione. Questo rende il tutto terribilmente opprimente ed esalta l’intensità tragica dell’evento.

Spiccano i contrasti cromatici che fanno risaltare le figure di Paolo e Francesca, il bianco e il nero dei vestiti di lui si completano con l’elegante abito della donna, ma sono i rossi capelli riversi sul letto il vero punto focale del dipinto.

I ricami del copriletto fanno da sfondo ad un’opera che racconta con estremo realismo una vicenda che, tra la storia e la leggenda, è entrata nell’immaginario popolare.

sabato 26 maggio 2018

Ritorno alle origini classiche ... o quasi, Pablo Picasso.


Autore:   Pablo Picasso
(Malaga, 1881 - Mougins, 1973) 

Titolo dell’opera: Gli amanti – 1922-1923


Tecnica: Olio su tela


Dimensioni: 130 cm x 97 cm


Ubicazione attuale:  National Gallery, Washinton






Superati i tumultuosi ed esaltanti anni delle avanguardie e giunta alla fine la tragedia della prima guerra mondiale, Picasso sente il bisogno di un periodo di meditazione, di un ritorno alla riflessione.

Il pittore spagnolo recupera il senso “classico” dopo un ventennio di continue sperimentazioni.

Naturalmente lo fa a modo suo, lascia che sia il disegno a richiamare la classicità del passato mentre l’aspetto cromatico prende una strada assolutamente personale, non tanto per  il colore in se quanto per come viene applicato.

I colori tenui riempiono parzialmente il quadro, ogni colore occupa un preciso spazio mentre il bianco si erge a protagonista occupando i volti degli innamorati ed il busto della donna.

E’ con il contorno tracciato con evidenza che Picasso trasmette il senso della scena, riesce a creare il “movimento “ emozionale dei due giovani, si nota il delicato approccio dell’uomo e la timida reazione di lei che è divisa tra il desiderio di assecondare l’amato e il tentativo, poco convinto, di prenderne le distanze.

La profondità della scena è data dalla grande finestra alle spalle che rompe il muro “rosato” che sembra soffocare l’insieme.

La dolcezza dei tratti e la “lievità” dei colori contribuiscono a creare una sensazione di appassionata tranquillità.

sabato 19 maggio 2018

La strada del pensiero evolutivo, Piet Mondrian

L’evoluzione della pittura , il riflesso della trasformazione del pensiero più profondo.

Mondrian mostra con questa serie di “alberi” una crescita stilistica, una costruzione concettuale che spinge ad andare oltre i propri limiti, oltre a cercare di superare quelli naturali, o almeno quelli che ci sembrano tali.

Da un semplice, apparentemente, ritratto della naturale visione degli alberi Mondrian “crea” un percorso che si apre a nuove interpretazioni, una visione più intima dello spirito che circonda ciò che normalmente vediamo.
La strada si fa sempre più personale, meno riconoscibile in quanto legata all’inconscio, la direzione porta ad un tentativo di eliminare il “reale” lasciando il posto ad una sfumatura astratta.
L’albero come sintesi di un percorso interiore dove la realtà lascia spazio all’immaginazione, dove le forme prendono il posto della luce, dove ciò che conosciamo si trasforma nell’immaginato.

(nell'immagine in alto: Albero rosso, 1909-10. Olio su tela  70 x 99 cm. Gemeentemuseum, l'Aia)



L'albero grigio, 1911. Olio su tela 78,5 x 107,5 cm.  Gemeentemuseum, L'Aja,



Melo in fiore, circa 1912. Olio su tela 78×106 cm. Gemeentemuseum L’Aia


Alberi in fiore 1920, Olio su tela 60x85 cm.  Judit Rothscild Foundation, New York