Era
in buona compagnia, nelle sale erano esposte, tra le altre, opere di
Kandinskji, Chagall, Dix, Feininger, Marc, Ernst, Richter, El Lissitzky, Klee,
Klein, Van Gogh, Mondrian, Grotz, Picasso, Braque, solo per citarne una piccola
parte.
Jean Metzinger – L’ora del te, 1911 – Olio su cartone
cm 75,9 x 70,2 – Museum of Art, Philadelphia
Jean
Metzinger non era solo nel 1937 quando il regime nazista decise di “creare”
un’esposizione di opere passate ai posteri come “Arte degenerata”.
L’intento
era di mostrare tutto quello che non era arte (secondo i canoni del regime) la
gente doveva vedere quello che era considerato contrario all’estetica e ai
valori dell’arte ariana.
Come
sempre il tempo ha dato il suo verdetto, se c’era qualcosa di “degenerato” non
era certamente in quelle sale, forse senza rendersene conto hanno dato
un’etichetta ai loro concetti, alle loro ideologie, facile oggi (anche se non
per tutti) capire cosa fosse degenerato.
Nelle
stanze i dipinti erano volutamente ammassati, appesi l’uno sopra l’altro,
esposti senza una minima logica, l’obbiettivo era ridicolizzare le opere, i
pittori e, soprattutto, il loro pensiero.
Allestire
una mostra è complicato, è necessario fare in modo che le opere risaltino al
meglio, comunichino tra di loro e con il pubblico, il regime puntò proprio sul
contrario, dovevano apparire come un’accozzaglia di dipinti (di scarso o nullo
valore, cosa sottolineata ripetutamente) senza capo ne coda.
Qual
è stata la reazione dei visitatori? Facile intuirlo, i fanatici del regime, che
ne condividevano i dettami, si lasciavano andare a risate di scherno (perlopiù
forzate) mentre chi vedeva qualcosa di interessante reagiva allo stesso modo,
andare controcorrente voleva dire subire ritorsioni tutt’altro che simboliche.
Quante
volte abbiamo assistito a scene del genere, naturalmente facendo le dovute
distinzioni tra i vari momenti storici, dove le ideologie dei singoli, o di
gruppi ristretti, vengono imposte con metodi a volte subdoli altre in modo
drammaticamente diretto.
La
libertà sta proprio nel poter andare in direzione contraria indipendentemente
dal pensiero corrente, prendo in prestito una frase attribuita a Frank Zappa: “Perché devi aver per forza torto solo se
alcuni milioni di persone pensano cosi?”. (Citazione
all’interno della sua autobiografia)