Siamo a Tokyo nei primi giorni del mese di luglio del 2019, all’interno della manifestazione “Calpis 100th year anniversary, Let's Meet at Tanabata”, l’architetta e designer, francese di nascita e giapponese d’adozione, Emanuelle Moreaux, mette in scena Universo di colori, un’installazione dove il colore e la parola si fondono abbracciando lo spettatore che, a sua volta si rende partecipe “viaggiando” attraverso l’opera.
Il
7 luglio è il giorno di Tanabata, i giapponesi lo festeggiano scrivendo i
propri sogni, i desideri più reconditi, su un foglietto di carta e li appendono
ad un ramo di bambù, in attesa, speranzosi, che si avveri, almeno in parte,
quello che hanno indicato.
La
Moreaux reinterpreta questa tradizione allestendo un percorso formato da 140.000
hiragana (si tratta dell’alfabeto più semplice, quello che i bambini utilizzano
per imparare a leggere e scrivere) questi pannelli tridimensionali ognuno di
una differente sfumatura di colore, compongono un cammino fatto di bellezza e cultura,
dove ad emergere è la preziosa, e sempre più rara, sensazione di serenità.
Il
continuo susseguirsi di lettere “entrano” nel “viandante” dando forma alle più
svariate forme comunicative, l’opera non racconta una storia, ne racconta tante
quante sono le persone che la percorrono.
Lo
stesso vale per i colori, lo stato d’animo di chi percorre la via ne determinerà
la percezione tanto che ognuno dei pellegrini dell’arte dovrà fare i conti con
un colore in particolare, quale sia il risultato finale non è dato sapersi,
possiamo solo cercare di immaginare come avremmo potuto reagire, se non ci
siamo stati, o come lo ha fatto chi era presente.
(le immagini sono prese dal web)




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