sabato 8 dicembre 2018

L'ispirazione, Jackson Pollock.


Jackson Pollock ha ribaltato la concezione artistica sia riguardo alla tecnica sia riguardo al “pensiero” che da inizio all’esecuzione dell’opera.

L’idea comune era che l’ispirazione fosse il fondamento, la base imprescindibile, da cui nasceva il dipinto, l’artista ispirato dava vita all’arte, il lavoro come logica conseguenza del concetto.

Pollock sovverte completamente questo modo di pensare sostenendo che era il lavoro, nel suo incedere, a creare l’ispirazione.

E’ forse soggettivo il percorso di una qualsiasi opera artistica, qualcuno partirà da un’idea proseguirà fino alla fine in quella direzione.

Altri inizieranno con un’ispirazione ma durante il lavoro l’ispirazione stessa si modifica cambiando leggermente o drasticamente il “percorso”.

Altri ancora, come il pittore americano, inizieranno senza una meta precisa lasciando che l’operazione, la creazione, prenda vita magari in modo totalmente autonomo.


Jackson Pollock - Pasiphaë, 1943. Olio su tela cm. 142,5 x 243,8
Metropolitan Museum of Art, New York

sabato 1 dicembre 2018

L'accademico al tempo della rivoluzione pittorica, William-Adolphe Bouguerau


Autore:   William Adolphe Bouguerau
 (La Rochelle,1825 – La Rochelle,1905) 

Titolo dell’opera: Fratello e sorella bretoni - 1871

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 129,3 cm x 89,2 cm

Ubicazione attuale:  Metropolitan Museum of Art, New York, U.S.A.






Siamo agli inizi del decennio dell’ottocento che avrebbe stravolto la visione della pittura, infatti tre anni dopo la realizzazione di quest’opera, esattamente nel 1874, viene realizzata per la prima volta una mostra di artisti, ancora sconosciuti, che verranno ricordati con il nome di Impressionisti.

Inutile sottolineare quanto Bouguerau sia distante dalle novità dei “ribelli” impressionisti e quanto sia profondo il legame con la pittura accademica.

L’opera di cui parliamo è l’emblema dell’eleganza e precisione care all’accademia, lontana sicuramente da quella “modernità” che si accinge ad affacciarsi nel mondo dell’arte ma che esalta il talento del pittore francese.

Maestro della ritrattistica riesce ad imprimere sulla tela le più intime emozioni, raffigurando i protagonisti in modo dettagliato, quasi maniacale.

Nel dipinto nulla è lasciato al caso, dalle decorazioni dei vestiti, il bambino sfoggia abiti dai molteplici colori, ai particolari dello sfondo.

I due fratelli posano per il pittore seduti su un gradino naturale, la sorella maggiore tiene in braccio il fratellino, il tutto non è naturale ma l’artista di La Rochelle trasforma la scena in un momento di vita quotidiana.

Il frutto in mano al piccolo, i piedi nudi dei due fratelli, sono solo due dei molteplici particolari che rendono il quadro teneramente intimo e affascinante.

Il viso sereno e quasi sorridente del bambino accompagna la cornice di bianco che circonda il volto della ragazza, i cui occhi emanano un’intensa forza che esce dalla tela e penetra in profondità nell’animo di chi osserva.

sabato 24 novembre 2018

Un universo dentro l'universo artistico, Domenico Gnoli


Autore:   Domenico Gnoli
(Roma, 1933) 

Titolo dell’opera: Shoulder - 1969

Tecnica: Acrilico e sabbia su tela

Dimensioni: 160 cm x 140 cm

Ubicazione attuale:  Collezione privata





Incoraggiato dai genitori, il padre storico dell’arte e la madre pittrice e ceramista, Gnoli si avvicina all’arte in punta di piedi e senza l’impeto naturale che spinge “da dentro”.

La formazione si limita alle lezioni di disegno che però gli aprono la strada ad una concezione che lo porta a studiare scenografia dove trova l’immediato successo a teatro, sia a Roma che a Londra.

A New York lavora come illustratore per riviste come Sport Illustrated ed è proprio in quei giorni che inizia la ricerca che lo porterà a trovare il proprio percorso.

Lo studio e l’ispirazione di artisti come l’incisore Collot e il pittore Hogart che lo portano a cercare “il dettaglio”, sottilmente ammantato da una puntuale caricatura.

I dettagli come base di partenza o come punto d’arrivo, uno stile che va controcorrente rispetto alle tendenze prevalenti negli anni 50 del novecento.

Un punto di vista che si isola dall’insieme creando cosi un universo a sé stante.

sabato 17 novembre 2018

Il vento divino, John William Waterhouse.


Autore:   John William Waterhouse
 (Roma,1849 – Londra,1917)

Titolo dell’opera: Boreas – 1902 (1903)

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 68 cm x 94 cm

Ubicazione attuale:  Collezione privata






Il mito e la religione.

Waterhouse è sempre stato “legato” artisticamente alla mitologia, al ciclo Arturiano, caro al movimento preraffaellita, e alle influenze poetiche di Shakespeare.

Boreas è tratto dalle narrazioni di Ovidio che racconta del vento del Nord, Boreas appunto, che con il proprio soffio seduce la ninfa Orizia.

Il titolo non da nessuna possibilità di altre interpretazioni, più o meno fantasiose, ma non impedisce alcuni interessanti spunti.

Uno di questi è la lettura in chiave religiosa, la vergine Maria concepisce il figlio di Dio per mezzo dello Spirito Santo.

Luigi Senise, divulgatore e storico dell’arte, mette in relazione un particolare interessante, all'orecchio della giovane donna  troviamo un giglio che notoriamente rappresenta la purezza, l’orecchio è il “varco” attraverso il quale Maria  accoglie il dono divino tramite lo Spirito Santo, il cerchio si chiude citando L’infanzia di Gesù che sottolinea la “conceptio per aurem”.

Il vento gonfia l’abito che prende la forma di un grembo materno dal cui apice sinistro spunta la sagoma di un corvo, quest'ultimo è un simbolo nefasto, portatore di notizie negative, di lutto e cordoglio, il che può far pensare al terribile futuro del figlio appena concepito.

Queste interpretazioni sono legate anche al fatto, tutt’altro che secondario, che il pittore è nato a Roma e le influenze, artistiche e religiose, hanno sicuramente svolto un ruolo fondamentale, Waterhouse ha sempre ammesso lo stretto legame che lo univa all'Italia nonostante il ritorno in Inghilterra quando era ancora bambino.

Uscendo dalle affascinanti interpretazioni e concentrandoci sull'aspetto visivo dell’opera, non possiamo non ammirare il meraviglioso “gioco” cromatico, il blu del vestito spicca tra il turbinio dell’erba e dei fiori scossi dal vento e fa da cornice allo stupendo viso della donna (è solamente la manica ma è questo particolare che le"illumina" il volto)

Naturalmente è proprio il volto a catturare l’attenzione, l’espressione della fanciulla è un’infinita rappresentazione degli stati d’animo che la donna vive nell’incontro con lo spirito superiore.

La data del dipinto non trova l’unanimità, alcune fonti parlano del 1902 altre, la maggioranza, verte sul 1903. Quest’opera di Waterhouse è tornata alla luce negli anni novanta dopo un lunghissimo oblio ed è stata battuta all’asta per una cifra superiore al milione e duecentomila euro.

Tutt’ora è parte di una collezione privata.

sabato 10 novembre 2018

La magia dell'essere umano, la risposta a chi ci vuole divisi, Yann Arthhus-Bertrand


Opera del regista francese Yann Arthhus-Bertrand, Human, è uno dei documenti più interessanti e intelligenti degli ultimi anni.

Arthhus-Bertrand, con i suoi collaboratori, ha intervistato centinaia di persone in ogni angolo del pianeta, ad ogni individuo sono state poste una serie di 40 domande con la libertà di esprimersi ognuno a modo suo.

Il regista ha inoltre voluto l’assenza di uno sfondo, per concentrare l’attenzione sulla persona, non appaiono inoltre ne il nome ne la provenienza, l’artista francese sperava che la rimozione di qualsiasi punto di riferimento personale avrebbe focalizzato l’attenzione su ciò che ci unisce nonostante le distanze e le esperienze personali.

Le interviste sono alternate da riprese aeree che “raccontano” la bellezza e la magia dei luoghi del nostro pianeta e la meravigliosa presenza della natura.

Bellissimi i primi piani che riescono a commuovere, si compie cosi un approfondito viaggio nell’intimo umano svelando un universo vario ed infinito ma che ci accomuna più di quanto pensiamo.

Una risposta a chi vuole il “tutti contro tutti”, se sapremo leggere l’anima di chi ci sta intorno sapremo anche, finalmente, assaporare quella serenità e pace che tanto ci manca.

Ad accompagnare le immagini c’è la bellissima colonna sonora del compositore israeliano Armand Amar.

Il film, uscito nel settembre del 2015, viene presentato in anteprima nella sala delle Assemblee delle Nazioni Unite.

La versione in DVD dura 188 minuti mentre quella proposta su YouTube (visibile alla fine dell’articolo) è divisa in tre parti per un totale di più di cinque ore.

Una "visione"dalla durata non trascurabile ma che ci da la possibilità di “entrare” in una nuova dimensione