Il mondo attende di essere colorato dallo spirito artistico di ognuno di noi, dobbiamo solo iniziare a personalizzare il nostro percorso e magicamente appariranno i colori della nostra anima.
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| Foto by Alessandra Roggeri |
Perché
la fotografia in bianco e nero affascina più di una a colori? I toni dimessi
sono considerati più poetici, l’assenza di colore permette all’opera di
viaggiare più lontano, soprattutto in profondità.
La
poesia trattiene solo ciò che è fondamentale, si stringe attorno all’essenza
liberandosi di tutto quello che è superfluo, è lo stesso meccanismo utilizzato
dalla fotografia in bianco e nero e, parzialmente, dalla pittura in assenza di
colore.
Quando
si parla di poesia si pensa ad un luogo dell’anima dove le emozioni forti
vengono meno, a resistere sono la leggerezza e quella lieve malinconia che ci
tiene in bilico tra una sensazione di serenità e benessere è un moto di
tristezza che quasi ci fa sentire meglio.
Naturalmente
il soggetto ha una parte importante ma ad arrivare al cuore è la
rappresentazione di qualcosa di poco definito, qualcosa che può significare
tutto o niente, la rappresentazione diviene soggettiva, in questo stato emotivo
tutto si mescola, ognuno di noi ne vedrà una parte (e non è detto che quella
parte esista veramente).
Ma
se da quell’immagine senza colori iniziamo ad aggiungerne qualcuno? Per molti
potrebbe essere un risveglio, una rinascita, la malinconia lascia via via il
posto alla gioia, i colori riprendono il pieno possesso del “quadro”fino a
riempire ogni anfratto, è dunque questo il raggiungimento del piacere?
Probabilmente no, quando l’immagine è satura di colore il nostro umore cambia,
si trasforma fino a cercare con tutte le nostre forze l’essenza poetica, fino a
desiderare il bianco e il nero.




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