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sabato 20 maggio 2023

L'antica arte di guardare al futuro, John Constable

John Constable – Studio di cirri e nuvole, 1882 - Olio su carta – Victoria and Albert Museum, Londra


A cavallo tra il secondo e il terzo decennio del diciannovesimo  secolo John Constable da vita alla celebre serie che ha come principali, e unici, protagonisti il cielo e le formazioni nuvolose che lo attraversano.

Studi, bozzetti, opere accennate e opere complete, tutto dedicato alle nubi.

In questo Studio di cirri e nuvole il pittore inglese ci propone una visione incredibilmente “moderna”, rappresenta il cielo nuvoloso come nessuno lo aveva fatto fino ad allora.

Oltre alla rappresentazione di un soggetto alquanto banale che veniva rappresentato solo sottoforma di sfondo, di cornice, tutt’altro che marginale ma che lasciava spazio ad altri soggetti, spicca il fatto che per cogliere le infinite sfumature che le nuvole in perenne movimento ci regalano, Constable dipingeva “en plain air”, cosa che in quel tempo non era presa in considerazione e che troverà il suo utilizzo costante solo cinquant’anni più tardi grazie agli artisti impressionisti.

Quest’opera inoltre è realizzata con una tecnica che troverà il suo naturale impiego alla fine dell’ottocento e nel secolo successivo, la stesura del colore che non è più elaborata, studiata, avviene istintivamente, dove la rapidità sovrasta un concetto  più ragionato.

Se avviciniamo lo sguardo al dipinto, prendendo in considerazione solo alcune parti ignorando momentaneamente l’insieme ( senza per altro doverci avvicinare troppo) ci accorgiamo che le pennellate hanno un’idea precisa ma che necessitano di un’elaborazione per giungere alla meta prestabilita.

Quello che ad un primo sguardo ci può apparire come un semplice “studio” di qualcosa di comune, di ordinario, si rivela come uno straordinario sguardo al futuro.

sabato 27 marzo 2021

L'uomo, la natura, i ricordi, le radici.

 Autore:   John Constable

(East Bergholt, 1779 – Londra 1837) 

Titolo dell’opera: la chiusa 

Tecnica: Olio su tela 

Dimensioni: 140cm x 120 cm

Ubicazione attuale:  Collezione privata

 

 


Uno dei pochi dipinti di Constable rimasti in mani private, nel 2015 è stato acquistato da un collezionista europeo, che ha mantenuto l’anonimato, per poco più di 12 milioni di euro.

L’opera è tra le più famose realizzate dal pittore inglese, fa parte della serie dedicata alla descrizione dei paesaggi e delle culture della sua terra, la campagna del Suffolk.

Pittore stilisticamente “accademico” da l’impressione di realizzare una semplice veduta paesaggistica, grazie alla tecnica eccelsa, ma con un accurato approfondimento ci si rende conto che l’aspetto esteriore passa in secondo piano, Constable rispecchia sulla tela l’amore per la campagna inglese e per la miriade di “fenomeni” cromatici che danno vita ad un mondo poeticamente concreto.

Un uomo è impegnato con la leva di una chiusa mentre un altro, più in disparte cerca di frenare l’imbarcazione spinta dalla corrente.

La luce, i colori, il senso di piacevolezza che ci accompagna guardando quest’opera, nonostante stia raffigurando il duro lavoro quotidiano, concorrono a celebrare la bellezza della natura, il cielo, la terra, gli alberi, l’acqua, il cerchio naturale della bellezza.

Otre al citato paesaggio e alla figura centrale che cattura immediatamente lo sguardo, sono molti i particolari che col trascorrere del tempo vengono all’occhio.

Dalle cose più evidenti, il grande albero a destra si contrappone alle nuvole che coprono parzialmente l’azzurro del cielo, nubi bianche e innocue che lasciano intravedere l’arrivo, o l’allontanamento, di altre più minacciose.

Un uomo, un cane e un cavallo spuntano dietro alle paratie in legno che completano la struttura della chiusa, cosa facciano possiamo solo immaginarlo, ognuno con la propria sensibilità, conoscenza e stato d’animo.

In primo piano la flora che cresce sulla riva terrosa, erbe di ogni tipo, le chiazze di terra rendono ancor più realistica la scena, mentre dall’altra parte della chiusa, in profondità, emerge un paesaggio nel paesaggio stesso.

Un vasto prato, degli alberi, alcune abitazioni su cui svetta una torre campanaria, e dietro ancora boschi fino alle lontane colline che si spengono nella coltre di nuvole.

Constable non ha mai ottenuto grandi riconoscimenti nel proprio paese, solo dopo i quarant’anni riesce a vendere il suo primo quadro ma è solo dopo la morte (come spesso accade) che ne viene riconosciuto il talento e la capacità di esprimere l’emozione della vita rurale.

Al contrario della natia Inghilterra la Francia, e in particolare Parigi, ne riconoscono immediatamente le qualità, le sue opere vengono accolte con grande entusiasmo, sicuramente le opere di Constable hanno avuto una grande influenza sui paesaggisti francesi.

La tecnica basata sulle rapide pennellate, la capacità di sovrapporre svariate sfumature dello stesso colore (con il verde ha saputo in questo modo ricreare la naturalezza della campagna) e la maestria nell’utilizzo della luce hanno inevitabilmente regalato preziosi spunti alla “corrente” che di li a poco avrebbe scosso l’arte dalle sue fondamenta: gli impressionisti.

martedì 10 ottobre 2017

Omaggio all'arte e ai suoi maestri, John Constable.


Autore:   John Constable
(East Bergholt, 1776 - Londra, 1837)

Titolo dell’opera: Cenotafio – 11836

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 132 cm x 108,5 cm

Ubicazione attuale:  National Gallery, London.





Un’atmosfera sospesa nel tempo e nello spazio trasmette sensazioni di una pace quasi irreale.

La scena si svolge nella proprietà di Sir Beaumont, noto collezionista e protagonista fondamentale nella nascita della National Gallery, dove lo stesso Beaumont fa erigere questo monumento in onore di Sir Joshua Reynolds.

Constable parte da questo tranquillo angolo immerso nella natura per celebrare il proprio tributo alla memoria del grande pittore britannico.

Il lento e meticoloso lavoro (Constable impiega più di tre anni) produce un paesaggio dove la poesia pittorica raggiunge livelli altissimi.

Al centro della fitta vegetazione troviamo il cenotafio che ricorda la grandezza artistica di Reynolds, vero protagonista del dipinto, ai lati due apparizioni eteree, presenze discrete che vegliano sul monumento.

Si tratta dei busti di Michelangelo a sinistra, artista che Constable considerava come vero maestro e ispirazione, mentre a destra appare il busto di Raffaello uno dei più grandi maestri del rinascimento.

I due artisti italiani sono inseriti nella scena per mostrare la grandezza di Reynolds, come il pittore inglese fosse degno di essere incluso nel gotha dei grandissimi maestri d’arte.

Interessante la figura del cervo che si gira all’improvviso verso l’osservatore, quasi spaventato dall’inconsueta presenza, un accorgimento che coinvolge lo spettatore che si sente parte della scena.