Visualizzazione post con etichetta Newstrom Lana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Newstrom Lana. Mostra tutti i post

mercoledì 25 gennaio 2023

Il genio e la follia dell'arte invisibile, Lana Newstrom

Lana Newstrom, performer statunitense che ha fatto parlare di sé per le idee rivoluzionarie, probabilmente si tratta dell’artista concettuale più estrema, la sua visione essenziale ha dato vita a discussioni accese e interminabili.

Nel 2014, all’età di 27 anni, da vita alla sua prima mostra personale, dipinti e sculture riempivano le sale dove fiumi di gente “scorrevano” tra l’entusiasmo e lo stupore, l’esposizione era di per sé unica, le opere infatti erano invisibili.



Davanti alle pareti spoglie, ai piedistalli che non reggevano nulla, lo spettatore si chiedeva quale fosse il senso di ciò, la Newstrom lasciava all’osservatore il compito di dare vita all’opera. Il tutto era reso ancora più complicato dalla totale assenza di indicazioni, niente cartellino con il titolo, non vi era una seppur minima descrizione, il nulla.

La mostra naturalmente ha scatenato un autentico vespaio, le testate giornalistiche di tutto il mondo hanno riportato la notizia non lesinando le critiche più dure, ma in questo modo hanno a loro volta dato importanza all’evento.

Il sito internet dell’artista americana è stato preso d’assalto da collezionisti provenienti da ogni latitudine, le sue opere, accompagnate da certificati di autenticità, sono state vendute a cifre astronomiche, in poche parole la nostra Lana ha ceduto le proprie “creazioni” incassando milioni di dollari.

L’artista stessa ha motivato i suoi lavori ed il successo che ne deriva: “la mia mostra restituisce all’arte il ruolo che essa dovrebbe avere: quella di far sognare, stimolare l’immaginazione – cosa che non accadrebbe con le opere di chi si impegna ad esprimersi ‘alla vecchia maniera”.

La Newstrom risponde anche alle critiche affermando che “Arte è immaginazione e questo è ciò che il mio lavoro richiede alle persone che interagiscono con lui. Bisogna immaginare un dipinto o una scultura proprio davanti ai vostri occhi.” E a chi, pur riconoscendole il pensiero ma accusandola di non fare assolutamente nulla risponde: “Solo perché non si vede niente, questo non vuol dire che io non abbia impegnato ore di lavoro per creare l’opera.”

A rincarare la dose interviene anche l’agente della Newstrom, affermando che da ora l’arte prende una nuova e definitiva strada, la sua assistita, secondo lui, è l’artista di cui avevamo bisogno, una grande visionaria che darà una svolta epocale al mondo dell’arte.

Ci si è chiesti, e lo si fa tutt'ora, cosa spinga il visitatore di una mostra come questa a ritenere le opere cosi importanti (le stime dei giornali di quell’anno parlano di migliaia di persone in fila per ammirare i dipinti e le sculture invisibili) e soprattutto cosa spinge un collezionista a portarsi a casa, a suon di milioni di dollari, opere che non vede e non vedrà mai, forte solo di un certificato di autenticità.

Queste domande sono state per molto tempo il filo conduttore nelle discussioni nate dalle opere di Lana, domande che, in un tempo fondamentalmente breve, hanno perso la loro forza fino a scomparire.

Infatti tutto si è spento quando due conduttori radiofonici americani, Pat Kelly e Peter Oldring, hanno svelato che tutto quanto era pura finzione, dall’immagine della sala vuota piena di visitatori, con un sapiente e accurato fotoritocco hanno tolto i quadri nello scatto riferito ad un’altra mostra (nella foto in basso) fino al finto sito internet creato ad arte, al punto da non lasciare dubbi sull’autenticità.

A questo punto però lasciar cadere la cosa con una risata diventa pericoloso, se prima ci si chiedeva il perché del successo della fantomatica mostra e del motivo dell’escalation dei prezzi, ora ci si deve chiedere perché questa notizia sia stata considerata plausibile, al netto dell’incompetenza delle varie testate che hanno pubblicato gli effetti dell’evento senza curarsi di verificare le fonti, dovremmo concentrarci sul fatto che in molti hanno creduto alla mostra perché la cosa non è poi cosi assurda, almeno secondo il percorso preso ultimamente dall’arte contemporanea.

A dare una spiegazione potrebbero bastare le parole di Joseph Kosuth, lui sì grande esponente dell’arte concettuale: “In un certo senso l’arte può essere seria come la scienza o la filosofia. Può essere interessante o no, dipende dal fatto che ne siamo più o meno informati”. 

Tirate le somme e ricostruita questa bizzarra vicenda emerge un’altra riflessione, se Lana Newstrom non fosse stata un’intuizione del duo Kelly-Oldring ma fosse veramente esistita, se realmente avesse dato vita ad opere invisibili e se davvero i collezionisti avessero preso d’assalto i suoi lavori, avremmo potuto etichettare il tutto come una cosa “senza senso”?