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domenica 25 dicembre 2022

Ci siamo dimenticati qualcuno? (la risposta è, ovviamente, si)

 

Angelo Morbelli - Il Natale dei rimasti, 1903 - Olio su tela cm 62 x 110,5 -
Galleria internazionale d'Arte Moderna, Venezia

La sala ricreativa del Pio Albergo Tribulzio a Milano si presenta in tutta la sua angoscia, le persone che l’affollano durante il resto dell’anno se ne sono, momentaneamente, andate, la fuga dall’emarginazione, anche per poche ore, non ha coinvolto tutti, qualcuno è rimasto, nemmeno un effimero lasso di tempo  gli è concesso.

Il salone, freddo, spoglio, asettico, fastidiosamente ordinato, non lascia spazio all’immaginazione, tutto scorre inesorabilmente, non importa se si tratti o meno di un giorno di festa, non importa se è colmo di gente o se le presenze siano estremamente rarefatte, ciò che si respira è l’eternità, un continuo palesarsi della monotonia infinita della solitudine. 


martedì 30 agosto 2022

Previsioni, osservazioni, semplici dissertazioni o ...

A più di trent’anni dalla realizzazione di quest’opera possiamo quantomeno chiederci se Mario Schifano avesse intuito la deriva, soprattutto morale, del calcio moderno.

Ognuno ne può trarre le più “personali” indicazioni, non possiamo però ignorare che la visione artistica è proiettata nel tempo.

L'unico soggetto riconoscibile è il campo di calcio, il resto è lasciato all'interpretazione di chi osserva, il titolo è indicativo ma vi è traccia di una narrazione lineare, la percezione di ognuno di noi è influenzata dal nostro pensiero e da un preciso periodo storico, il resto "viaggia" autonomamente, senza controllo alcuno. 

All’epoca il pittore aveva 56 anni e uno “sguardo” disilluso … ma forse sono solo suggestioni.

Mario Schifano - Abita a casa del diavolo, 1990, Smalto e acrilico su tela, 250 x 250 cm



martedì 23 agosto 2022

[Pillole] La grandezza di un gruppo tanto amato quanto sottovalutato.

« Gli Abba hanno raggiunto ciò che di più vicino c’è alla perfezione, SOS è il brano che amo di più, l’essenza stessa della musica pop».

(John Lennon)


«Il sound degli Abba è pop allo stato puro, sono riusciti a rendere semplici, canzoni complesse ed intense».

(Camilla Pia)


Sono moltissimi a sostenere che il gruppo svedese degli ABBA ha scritto pagine immortali nella storia della musica degli anni settanta e ottanta ma quando ci si riferisce ai gruppi che hanno fatto la storia gli ABBA vengono presi in considerazione molto raramente.

Musiche che, nella maggior parte dei casi, ci spingono allo spensierato desiderio di un gioioso divertimento, ma che facevano (fanno) da cornice a testi tutt'altro che "leggeri", Slipping Through My Fingers (di cui ho parlato anni fa in uno dei miei primi post del blog) è solo uno dei numeroso esempi di "profondità" testuale del gruppo svedese.

Sono numerose le canzoni che raccontano temi complessi e personali velati da melodie più lievi. Tematiche che non cercano l'impossibile, raccontano la quotidianità, loro e nostra, piccoli grandi problemi, piccole e grandi gioie, momenti fondamentalmente banali ma che sono la trama della vita di tutti i giorni.

La cosiddetta canzone popolare, con gli ABBA, raggiunge vette a molti precluse, ma a volte, per non dire spesso, certe melodie vengono catalogate immediatamente verso il basso senza un minimo approfondimento (o anche perché sembra che tutto debba essere catalogato per forza). 

Questo però è solo il mio personale pensiero, di conseguenza ho preferito lasciare a due figure decisamente più competenti di me il compito di descriverne la grandezza.



mercoledì 3 agosto 2022

[Pillole] L'anima cromatica

Yves Klein sosteneva che l’azzurro è l’invisibile diventato visibile … non ha dimensioni. E’ oltre le dimensioni di cui sono partecipi gli altri colori”.

Pizzi Cannella - Blue K (omaggio a Yves Klein)

L’azzurro è un colore che sovrasta gli altri colori senza metterli in secondo piano anzi, ne risalta le “capacità” eleggendoli a protagonisti assoluti.

L’azzurro come essenza stessa del colore?


mercoledì 20 luglio 2022

[Pillole] Follie matematiche

Identità di Eulero, quella che viene considerata la formula matematica più bella del mondo, fino a considerarla un’autentica opera d’arte.


Non sono un matematico, anche se questo non mi impedisce di “entrare” (in punta di piedi) in questo mondo straordinariamente affascinante.

Sul significato della formula stessa vi rimando a siti internet, libri, video, conferenze, dove chi ha le giuste competenze lo può spiegare dettagliatamente, io mi concentro sulla fatto che sia stata definita “un’opera d’arte”.

Perché è affascinante questa sequenza matematica? Per il suo valore concettuale sicuramente ma il “valore” estetico può essere preso in considerazione?

Per la maggioranza della gente l’idea che l’estetica di una formula possa essere un’opera d’arte è pura follia, probabilmente a ragione ma cosi come un’opera astratta, monocroma, o comunque apparentemente senza senso ha una sua logica, anche questa serie di numeri, lettere e simboli ha una logica ma questa decade quando il significato della formula passa in secondo piano?

Sono sempre affascinato dalle idee, la formula di Eulero non è un’idea recente anzi, on il tempo ha ottenuto il riconoscimento che le spetta, semmai è l’idea che ce la mostra sotto un’altra luce, l’opera d’arte appunto.

Che lo sia o meno poco importa, solo la libertà, e il piacere, di prendere tutto questo in considerazione vale più di ogni risposta certa.

martedì 12 luglio 2022

[ Pillole ] L'arte della critica

Amalia Del Ponte, allieva di Marino Marini, ricordava che lo stesso Marini ribadiva continuamente l’importanza nello scoraggiare un artista anziché incoraggiarlo.

Amalia Del Ponte - Musica in gocce

Nell’arte, come nella vita, gli elogi eccessivi portano a sentirsi realizzati prima ancora di iniziare.

Uno scoraggiamento critico-costruttivo invece spinge a dare sempre il meglio di sé, solo in questo modo si può raggiungere l’eccellenza.



martedì 5 luglio 2022

[ Pillole ] ... il passato è un'ipotesi

“Si ignora tutto dell’arte. Gli effetti determinano la causa. Coloro che scrivono la storia appoggiandosi al passato non sanno che questo passato è solo un’ipotesi.

L’origine del cubismo? Io stesso non l’ho poi cosi bene scoperta.

Era una preoccupazione di ricerca spaziale, come i papier collés erano una introduzione del colore al di fuori delle forme”.

Georges Braque

George Braque - Port en Normandie, 1909
Olio su tela, cm 81 x 80
Art Institude of Chicago


martedì 17 maggio 2022

Siamo unici anche di fronte all'opera d'arte

Ogni singolo individuo ha un “assorbimento” visivo unico, non esistono persone che vedono nello stesso modo, ognuno di noi percepisce la luce, i colori e le forme in maniera soggettiva.


Inoltre va sottolineato che ad influenzare ciò che vediamo vi sono le esperienze accumulate nel passato che inconsciamente indirizzano le “impressioni”.

Altro importante particolare riguarda i colori, non vediamo mai lo stesso verde, rosso o giallo ne tantomeno catturiamo le stesse sfumature, insomma osserviamo e immagazziniamo immagini diverse nonostante il soggetto sia il medesimo, come possiamo pensare che il giudizio sia unanime?

Solo il confronto ci permette di “costruire” un’immagine strutturalmente completa … o quasi.


nell'immagine: Franz Marc - Blu Horses 1911, olio su tela, 105,7x 181,2 cm. Walker Art Center Minneapolis