Il brano che proietta Paola Turci nell’olimpo della musica italiana è un’appassionata denuncia al vergognoso destino di molti bambini nel mondo.
Un’accusa
nemmeno troppo velata alla barbarie di chi trasforma i bambini in soldati, a
chi li sfrutta nei lavori più pesanti e pericolosi, ma soprattutto
all’occidente che chiude gli occhi davanti a questi drammi e che anzi
approfitta della miseria di certi paesi per trarne anch’esso beneficio
speculando sul lavoro a basso costo o peggio ancora con lo sfruttamento
sessuale, vera vergogna per chi si definisce civile.
Bambini (testo)



Armato e disarmato in una foto
Senza felicità
Sfogliato e impaginato in questa vita sola
Che non ti guarirà
Crescerò e sarò un po' più uomo ancora
Un'altra guerra mi cullerà
Crescerò combatterò questa paura
Che ora mi libera
Ragazzini corrono sui muri neri di città
Sanno tutto dell'amore che si prende
e non si dà
Sanno vendere il silenzio e il male
La loro poca libertà
Vendono polvere bianca ai nostri anni
E alla pietà
Bambini, bambini
Bambino
In un barattolo è rinchiuso un seme
Come una bibita
Lo sai che ogni tua lacrima futura ha un prezzo
Come la musica
Io non so quale bambino questa sera
Aprirà ferite e immagini
Aprirà
Le porte chiuse e una frontiera
In questa terra di uomini
Terra di uomini.. oh bambino
Qual è la piazza in Buenos Aires dove tradirono
Tuo padre il suo passato assassinato
Desaparecidos
Ragazzini corrono sui muri neri di città
Sanno tutto dell'amore che si prende
e non si dà
Sanno vendere il silenzio e il male
La loro poca libertà
Vendono polvere bianca ai nostri anni
E alla pietà
Bambini, bambini
Bambino
Armato e disarmato in una foto senza
felicità
Sfogliato e impaginato in questa vita
sola
Che ti sorriderà