Autore: Gianfranco Ferroni
Titolo dell’opera: Mia Madre – 1958
Tecnica: Olio
su tela
Dimensioni: 120
cm x 60 cm
Ubicazione
attuale: Montrasio Arte, Monza.
Ferroni ha ancora negli
occhi e nella mano (artisticamente parlando) gli orrori e le sofferenze della
guerra a poco più di dieci anni dalla sua conclusione, e trasmette l’angoscia e la
paura sulla tela.
Il malessere si evidenzia
nell’immagine della madre che appare sbiadita, allungata, quasi stiracchiata
come se l’intento del pittore fosse quello di trattenerne il ricordo.
La figura sembra il
fantasma dell’umanità che viene risucchiato delle tenebre del male
rappresentate dallo sfondo indistinto ma che con alcune linee (solo
apparentemente casuali) disegna un percorso che conduce in un abisso tormentato
alle spalle della donna.
I tratti irregolari,
nervosi, si affiancano alle lame di luce che rendono ancor più angosciante la
scena, un tentativo riuscito di ricordare l’assoluto significato di quella
guerra (e di tutte le altre, molte tutt’ora in corso): la grande sconfitta dell’umanità.
La madre evidentemente
rappresenta il massimo legame per qualsiasi individuo, veder svanire il punto
di riferimento personale equivale alla perdita di dignità da parte del mondo
intero.