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domenica 25 giugno 2017

Astrazione poetica, Francesco De Gregori.


Al di la delle speculazioni che hanno accompagnato questo brano (eviterei di ritornare sulla leggenda metropolitana che ne svelerebbe il significato, ipotesi ripetutamente smentita dallo stesso autore) siamo davanti ad una semplice e al contempo elaborata poesia in musica.
Claude Monet - Gladioli

Il testo, come da tradizione firmata De Gregori, lascia ampi margini interpretativi e cosa c’è di più bello e interessante di scoprirli secondo le più personali emozioni?

De Gregori  ammise a suo tempo l’ispirazione dal brano di Bob Dylan Winterlude, ma il cantautore romano ne ha fatto una versione unica e personale, difficile dopo le prime note non “viaggiare” a cavallo delle proprie emozioni verso questa indimenticabile "filastrocca".

Il brano, pubblicato nel 1975 incluso nell’album Rimmel, si fa immediatamente amare per la semplicità della melodia, il ritmo di valzer spinge all’immersione nelle strofe, che se individualmente parlano d’amore nell’insieme possono portare ad un astrattismo verbale in grado di coinvolgere emotivamente fino al totale abbandono.

Buonanotte fiorellino
Buonanotte, buonanotte amore mio
buonanotte tra il telefono e il cielo
ti ringrazio per avermi stupito
per avermi giurato che è vero
il granturco nei campi è maturo
ed ho tanto bisogno di te
la coperta è gelata e l'estate è finita
buonanotte, questa notte è per te

Buonanotte, buonanotte fiorellino
buonanotte tra le stelle e la stanza
per sognarti devo averti vicino
e vicino non è ancora abbastanza
ora un raggio di sole si è fermato
proprio sopra il mio biglietto scaduto
tra i tuoi fiocchi di neve e le tue foglie di tè
buonanotte, questa notte è per te

Buonanotte, buonanotte monetina
buonanotte tra il mare e la pioggia
la tristezza passerà domattina
e l'anello resterà sulla spiaggia
gli uccellini nel vento non si fanno mai male
hanno ali più grandi di me
e dall'alba al tramonto sono soli nel sole
buonanotte, questa notte è per te



 

 

lunedì 9 marzo 2015

La donna cannone, Francesco De Gregori.



“Ricordo di una notizia curiosa, un circo era in grande difficoltà, grande era il rischio di chiudere, il motivo del tracollo era: la donna cannone si è innamorata e di punto in bianco ha abbandonato il circo per seguire il suo grande amore.
E’ scattata immediatamente l’ispirazione e ne è uscita La donna cannone”.
(Francesco de Gregori)

“Molti danno grande risalto ai testi, ma senza la musica non esiterebbero tante meravigliose canzoni, La donna cannone per esempio, senza melodia non ha alcun senso, il testo è continuamente interrotto veramente una brutta cosa, con la musica tutto si trasforma e appare quasi per incanto quella che molti definiscono un’autentica poesia”.
(Francesco de Gregori)

Bastano le prime tre note perché si riconosca subito il brano e forse è proprio la potenza di queste tre note che rende la canzone un vero capolavoro.

Il ritmo lento e regolare e l’utilizzo di continue metafore raccontate con un linguaggio di discreta difficoltà comprensiva, sono il marchio “De Gregori”.

In questo brano ( pubblicato nel 1983 all'interno dell'album omonimo) Francesco De Gregori riprende lo stile di canzoni come Rimmel e Generale, una ballata pianistica che cattura dalle prime note l'ascoltatore e lo accompagna fino alla fine La donna cannone è tuttora considerata una delle più belle canzoni d'amore della musica italiana.




lunedì 28 aprile 2014

Canzoni contro la guerra. Gambadilegno a Parigi


"Oggi, l'informazione falsata, ci parla tanto dei morti (quasi sempre soldati e non civili) ma molto poco dei feriti. Gambadilegno è un ferito reduce da una guerra - probabilmente dal Vietnam, ma non lo sa nemmeno lui - che va a Parigi per farsi mettere una protesi. E sogna però di stare ad Atene, quella che immagina come culla della civiltà."   
Francesco de Gregori


Gambadilegno a Parigi  (Testo)

E allora sognò Atene
e la sua bocca spalancata                               
E la sua mano da riscaldare
e la sua vita stonata
E quel suo mare senza onde
e la sua vita gelata
E allora sognò Atene
sotto una nevicata

Guardalo come cammina
ballerino di samba
E come inciampa in ogni spigolo
innamorato e ridicolo
Come guida la banda
come attraversa la strada
senza una gamba

Portami via da questa terra                       
da questa pubblica città
Da questo albergo tutto fatto a scale                                 
da questa umidità
Dottoressa chiamata Aprile
che conosci l'inferno
Portami via da questo inverno
portami via da qua


E allora sognò Atene                                                  
e l'ospedale militare
Ed i soldati carichi di pioggia
e un compleanno da ricordare
Ed un ombrello sulla spiaggia
e un dopoguerra sul lungomare
E allora sognò il tempo
che lo voleva fermare


Guardalo come cammina
Lazzaro di Notre Dame
Come sta dritto nella tempesta
alla fermata del tram
Chiama un tassì si mette avanti
dai Campi Elisi alla Grande Arche
Gambadilegno avanti avanti
avanti marsch!