Il mito di Medusa è, fra i tanti episodi della mitologia classica, una fonte inesauribile di spunti e “visioni” letterarie, pittoriche, poetiche, insomma ha da sempre affascinato gli artisti di ogni epoca.
Ma a rendere più “ammaliante” questo personaggio sono le
interpretazioni che si sono susseguite nel tempo, dalle raffigurazioni “primitive”
alle reinterpretazioni del terzo millennio.
Il "mostro" che tutti abbiamo conosciuto venne sconfitto da Perseo
che dopo averla decapitata ha utilizzato la testa come potente arma difensiva e
offensiva.
La rappresentazione di Medusa ha subito molte modifiche nell’immaginario collettivo, da figure alate con lingue abnormi e zanne suine fino a donne di rara bellezza, unico particolare che non ha mai mutato “forma” è la massa di capelli formata da un intricato “nido” di serpenti.
La storia dell’arte inevitabilmente risponde ai dettami e
alla sensibilità del suo tempo, da mostruosità terrificante e senz’anima si è
trasformata in vittima suo malgrado.
Medusa infatti è una delle tre sorelle conosciute come
Gorgoni, l’unica mortale, fanciulla di estrema grazia e bellezza tanto da far
cadere su di sé l’attenzione del dio di turno, in questo caso Poseidone.
Le brame del dio del mare giungono a conclusione quando
Poseidone riesce finalmente a possedere la fanciulla, considerando la “fama”
del dio, molto simile a quella del fratello Zeus, i dubbi che sia stato un incontro
consensuale sono molti, l’atto carnale fu consumato in un tempio dedicato ad
Atena cosa che alla dea non fece molto piacere (alcune fonti raccontano che
Atena fu parecchio infastidita dal fatto che la stessa Medusa avesse osato
paragonarsi a lei in quanto a bellezza) in ogni caso è proprio Atena che
trasforma Medusa in quella che tutti conosciamo.
Il racconto che ci svela il motivo che ha
tramutato la Gorgone in mostro è sufficiente per scaricare ogni responsabilità
dalla stessa fanciulla, allo stesso tempo sarebbe altrettanto sufficiente per
fare luce sui veri responsabili, Poseidone in quanto maschio, senza remora
alcuna, dove l’istinto prende il sopravvento sulla ragione, e Atena in quanto
femmina e imbevuta del veleno della gelosia e dell’invidia.
Nell’arte abbiamo molte “letture” che ci mostrano la sensibilità dell’artista nel dare un volto alla donna, ognuno ne racconta un punto di vista differente, ma fondamentalmente Medusa ottiene giustizia in quanto vittima.
Pensando a Medusa non possiamo non andare allo scudo di
Caravaggio (nell'immagine in alto) dove si nota il terrore negli occhi della donna appena uccisa.
Enigmatico il ritratto di Von Stuck (la seconda immagine) dove gli occhi che
tramutano chiunque la guardi in statue di pietra sembrano “bloccati” proprio in
quell’istante.
Decisamente più malinconico è il volto raffigurato da
Bocklin (a seguire) Medusa sembra persa nei suoi pensieri e conscia del suo destino si
lascia catturare da un’impietosa desolazione.
Assolutamente “terrificante” la scena di Rubens, la resta
divisa dal corpo giace su un tavolo, gli occhi della donna raccontano gli
ultimi attimi di orrore mentre i serpenti si accingono a lasciare il “nido” dov’erano
destinati.
Molte altre sono le versioni che ci mostrano la Gorgone, ognuna
con la propria peculiarità , fino ad una versione apparsa nel 2020 che cerca di
ribaltare il concetto “maschilista” ma che, come succede spesso in questi casi
peggiora le cose.
L’ultimo atto, in ordine di tempo, della rappresentazione di
Medusa, ci mostra la fanciulla che stringe fra le dita i capelli di Perseo (che
ha le fattezze dell’autore della scultura, Luciano Garbati) e di conseguenza la
testa mozzata, ma mentre nelle altre opere l’artista si accingeva, secondo un
suo punto di visione, a raccontare la vicenda, in questo caso ci si accinge a
mettere in scena un qualcosa che non raggiunge l’obbiettivo.
Se proprio si voleva rappresentare un atto di giustizia
(sempre che si possa definire tale una decapitazione) al posto di Perseo dovevano
esserci Poseidone o Atena, i veri
responsabili della vicenda.
Una lezione artistica e culturale viene (secondo me) da una
scultura di Laurent-Honoré Marqueste, Perseo nell’atto di uccidere Medusa, nel
particolare possiamo notare l’espressione della donna, in questa scena c’è
tutta la violenza che ha dovuto subire, quella di Perseo ma soprattutto quella
fisica e psicologica di Poseidone, nel 1879 lo scultore francese ha saputo dare
un immagine “moderna” e definitiva cosa che la scultura di Garbati non è
riuscita minimamente a trasmettere.
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Pieter Paul Rubens - Medusa 1617-18 |
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Vasily Alexandrovich Kotarbinsky, Medusa, 1903 |
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Luciano Garbati, Medusa con la testa di Perseo, 2020 |
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Laurent-Honoré Marqueste - Perseo uccide Medusa, 1876 (part.) |