Premetto che si tratta di un articolo polemico, e un tantino provocatorio, volontariamente forzato per giungere, gradualmente, al concetto finale, che è il fulcro dell'articolo stesso.
Dopo qualche anno torno in Romagna per un breve periodo di vacanza, qualche anno fa scrissi alcuni articoli riguardo all'arte, alla storia e alla cultura di Rimini (ne ho parlato qui) e volevo tornare sull'argomento "turismo di massa e turismo culturale".
La piazza con la Fontana delle Sirene a
Cattolica negli anni del boom economico, aggiungete un po’ di calca,
rumore, inquinamento luminoso ed ecco il 2026. |
Girovagando, camminando, passeggiando,
"tocco" prevalentemente tre noti comuni rivieraschi, Cattolica,
Misano Adriatico e Riccione, la mia passione per le arti e la storia mi impone
di cercare qualcosa che vada al di là dei canonici locali notturni , delle
solite spiagge o dei viali circondati da negozi di souvenir di dubbio
gusto.
Ma non trovo granché, un artista di strada di esibisce
nella piazza centrale che purtroppo di artistico non ha nulla (ha comunque
consigliato al pubblico di fare un'offerta di almeno 10 euro e questo basta per
rendere il tutto infinitamente squallido) e poco altro.
Cattolica mostra i segni del tempo, architettura
datata, arredi urbani di un tempo, niente di esteticamente attraente.
Riccione ha un vestito migliore (se non altro per
giustificare i prezzi fuori controllo) propone qualche serata musicale e
promette "casino" fino a notte fonda.
Cambio luogo e ora e tento una passeggiata sul
lungomare di Misano, ne approfitto mentre la maggior parte della gente è già in
spiaggia e infatti non incontro tantissime persone, l'ideale per fare due passi
in totale relax.
Ma ho fatto i conti senza le assurdità partorite da
un'amministrazione anti-culturale, nemica del buon gusto e del silenzio.
Per tutto il percorso pedonale sono installati degli
amplificatori, più o meno nascosti tra i fiori, a distanza di una decina di
metri l'uno dall'altro, trasmettono senza sosta musica ad un volume fastidioso
al punto da rendere la passeggiata parecchio frustrante.
Impossibile camminare immersi nei propri pensieri,
impossibile discorrere passeggiando in compagnia, in fondo se uno vuole
camminare con la musica in sottofondo ha sempre con sé l'attrezzatura idonea e
sceglie la musica che preferisce.
Il punto è proprio questo, la non-cultura si basa sul
rumore, cerca in ogni modo di impedire che ci siano le condizioni perché ognuno
pensi in autonomia, la massa rintronata dal rumore continuo smette di
riflettere e fa qualsiasi cosa gli si proponga.
Ho provato a fare presente questa cosa alla gente del
posto e la risposta è stata: "il turista è questo che vuole", c'è un
parte di verità in questa risposta, spesso il turista non tollera il silenzio,
che lo obbliga a confrontarsi con sé stesso, e preferisce il rumore che
anestetizza e allontana i pensieri "complessi", ma quale alternativa viene offerta?
Forse più caos si crea più è facile spillare quattrini.
Una curiosità, ho provato a chiedere al WEB cosa vedere a
Cattolica, nella risposta, sul podio, c'è il "Mercato Coperto", nulla
contro questi luoghi ma ...