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martedì 30 giugno 2026

Ribaltamento dei ruoli (o dei canoni)

“Un giorno ho capito che le mie mani, gli strumenti con cui ho manipolato il colore, non erano più sufficienti. Avevo bisogno di dipingere tele monocromatiche con le modelle stesse ”

Yves Klein

Yves Klein – Barbara (ANT 113), 1960 – Pigmento e resina sintetica su carta applicata su tela, cm 200 x 145 – Collezione privata



Partendo dal suo blu (IKV) Klein va oltre i passaggi canonici che prevedono la linea pittore- supporto-modella, nel senso che l’artista replica su un supporto (tela, carta, legno) la figura della modella, spesso interpretandone la visione.

Il pittore francese esce, materialmente, dal percorso creativo, si limita all’idea, dipinge il corpo della modella che a sua volta imprime la propria figura sulla carta.

Quale sia il senso di tutto questo è difficile e al contempo semplice da capire, l’artista cerca una dimensione nuova rispetto a tutto ciò che si è fatto fino ad allora, questo per ottenete un risultato che impedisce all’artista stesso di controllare ogni passaggio, infatti anche se la modella entrerà in contatto con il supporto seguendo alla lettera le istruzioni ricevute lascerà inevitabilmente una propria firma, un singolo movimento, conscio o meno, andrà oltre il volere dell’artista.

Siamo all’inizio degli anni 60, periodo in cui Manzoni realizza le celebre scatolette di “Merda d’artista”, periodo che vedeva il tentativo di rinascita artistica e culturale dopo le tenebre della seconda guerra mondiale, evento che ha segnato indelebilmente l’arte negli anni a seguire.

mercoledì 3 agosto 2022

[Pillole] L'anima cromatica

Yves Klein sosteneva che l’azzurro è l’invisibile diventato visibile … non ha dimensioni. E’ oltre le dimensioni di cui sono partecipi gli altri colori”.

Pizzi Cannella - Blue K (omaggio a Yves Klein)

L’azzurro è un colore che sovrasta gli altri colori senza metterli in secondo piano anzi, ne risalta le “capacità” eleggendoli a protagonisti assoluti.

L’azzurro come essenza stessa del colore?


sabato 4 febbraio 2017

Il concetto o la tecnica? Meglio entrambi ma se ...


«Se la tecnica è ottima ma l’idea non lo è, l’opera sarà scadente. Se l’idea è ottima ma la tecnica scadente l’esito dipenderà dal livello dell’idea stessa»
Flavio Caroli

Lucio Fontana - Concetto spaziale, Attese


Il concetto è più importante della tecnica?
Le parole del noto storico dell’arte possono far discutere, possiamo essere d’accordo o meno ma se danno la possibilità di discutere in modo costruttivo di cosa sia fondamentale nell’arte allora l’obbiettivo è raggiunto.
La pittura contemporanea, in particolare il movimento “concettuale”, ha dato un impulso decisivo alla “visione” artistica nel suo insieme, andando oltre i canoni fino ad allora riconosciuti.

Naturalmente nessuno vuole mettere in discussione il talento tecnico e di "pensiero" dei grandi artisti del passato ma nelle grandi opere troviamo sia la tecnica che il concetto. Infatti in presenza di entrambi nasce il capolavoro ma se l'una o l'altro sono carenti?

La domanda resta attualissima, forse la risposta la darà il tempo, o forse no.



Yves Klein -Antropometria del periodo blu, 1962


giovedì 30 aprile 2015

Introspezione in blu, Yves Klein.


Autore:   Yves Klein

Titolo dell’opera:   IKB 79 – 1959 ca.

Tecnica:   Pigmento e resina sintetica su tela

Dimensioni:   140 cm x 119,5 cm

Ubicazione attuale:   Tate Gallery, Londra.





Il titolo dell’opera è un acronimo (International Klein Blue) ed è il nome del colore creato e brevettato dall’artista stesso, a base di resine sintetiche e pigmenti blu.

Il blu appare nella maggior parte dei dipinti di Klein, in colore che ha sempre definito “il più significativo per la mia vita artistica e non”, un colore in grado di esprimere una sensazione di forte spiritualità e libertà, peculiarità, queste, delle sue opere.

L’obbiettivo e, di conseguenza, l’effettiva forza del dipinto sta nella capacità di arrivare al cuore dell’osservatore e incoraggiarne la meditazione.

Klein viene considerato uno degli artisti di maggior influenza nel dopoguerra, è la figura più importante del Noveau Realisme, la derivazione francese del movimento New Dada, che suscita grande interesse negli Stati Uniti, il fine di questa espressione artistica è quello di creare un’arte di diretta espressività con fortissimi accenni provocatori.

Tra i suoi lavori troviamo dipinti deliberatamente bruciati e danneggiati, famosa la serie di “antropometrie”, corpi di modelle dipinte con il suo famoso blu e trascinate sulla tela per lasciare un’impronta, tutto questo sotto l’attenta direzione di Klein e con, in sottofondo, l’accompagnamento di una sinfonia composta dal pittore stesso.

Klein muore nel 1962 per un attacco di cuore a soli 34 anni, se ne va il giovane uomo, resta nella storia il grande artista.