La differenza tra la fotografia a colori e quella in bianco e nero sta nella trasmissione di un concetto, ci sono "cose" che si possono dire solo con il colore e altre che si esprimono esclusivamente con una scala di grigi.
Un esempio, tra i tantissimi a disposizione, ce lo offrono
questi due scatti, il colore di Tiziana e Gianni Baldizzone e il bianco e nero
di Elliott Erwitt.
La prima è la rappresentazione della forza del colore stesso
che prende il “comando” ai danni di ciò che si vuole raccontare, nel secondo
caso l’assenza di colore è addirittura necessaria, è la narrazione a prevalere.
Certo la fotografia dei Baldizzone non esclude una costruzione visiva, la donna (non ne abbiamo la certezza ma ciò che vediamo ci spinge a considerare il personaggio al femminile) e soprattutto il paesaggio sullo sfondo (anche se sfocato) sono l’emblema di un continente, l’Africa, che emerge dai nostri canoni.
L’immagine realizzata da Erwitt invece vuole essere “letta”, ci impone un'interpretazione, dietro c’è una storia, una situazione particolare che ci lascia e si lascia immaginare.
Entrambe raccontano un vissuto, entrambe lo fanno con le “parole” silenziose dei rispettivi autori, con o senza il colore hanno colto l’essenza della propria percezione, hanno saputo convogliare in un’immagine il proprio sentire.