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venerdì 5 giugno 2015

Le "macchine" erotiche di Picabia.


Autore:                          Francis Picabia

Titolo dell’opera:         Parade amoureuse – 1917

Tecnica:                       Olio su tela.

Dimensioni:                96,5 cm x 73,5 cm.

Ubicazione attuale:     Collezione privata






Non ci sono segni evidenti di qualsivoglia contenuto erotico nel quadro, ma è la scritta a mettere in movimento l’immaginazione.

Nell’istante in cui l’opera viene collegata al titolo tutto l’insieme di macchine assume un forte connotato sessuale, la scena ci appare giocosa ma nel contempo un po’ inquietante.

Il complesso macchinario è un’evidente (la conferma viene anche dall’autore stesso) metafora delle attività e delle esperienze umane, una parodia del meccanico e rumoroso dibattersi degli amanti durante l’amplesso.

Il dipinto svela la grande immaginazione di Picabia che investe un oggetto, di per se totalmente privo di erotismo, di sottintesi esplicitamente sessuali.

L’umorismo tutt’altro che razionale e l’assurdità evidente, avvicinano il dipinto al movimento dadaista.

D’altro canto Picabia è una delle figure principali del movimento che fa dell’anti-artistico e dell’anti-razionale il suo punto di forza. Con Marcel Duchamp contribuisce alla formazione e all’affermazione del gruppo dadaista negli Stati Uniti.

Nel tempo Picabia abbraccia il surrealismo che trova la “maturazione" intorno agli anni venti e trenta con una serie di collage.