Autore: Francis Picabia
Titolo dell’opera: Parade amoureuse – 1917
Tecnica: Olio su tela.
Dimensioni: 96,5 cm x 73,5 cm.
Ubicazione attuale: Collezione privata
Non ci sono segni evidenti di qualsivoglia contenuto
erotico nel quadro, ma è la scritta a mettere in movimento l’immaginazione.
Nell’istante in cui l’opera viene collegata al titolo
tutto l’insieme di macchine assume un forte connotato sessuale, la scena ci
appare giocosa ma nel contempo un po’ inquietante.
Il complesso macchinario è un’evidente (la conferma viene
anche dall’autore stesso) metafora delle attività e delle esperienze umane, una
parodia del meccanico e rumoroso dibattersi degli amanti durante l’amplesso.
Il dipinto svela la grande immaginazione di Picabia che
investe un oggetto, di per se totalmente privo di erotismo, di sottintesi esplicitamente
sessuali.
L’umorismo tutt’altro che razionale e l’assurdità
evidente, avvicinano il dipinto al movimento dadaista.
D’altro canto Picabia è una delle figure principali del
movimento che fa dell’anti-artistico e dell’anti-razionale il suo punto di
forza. Con Marcel Duchamp contribuisce alla formazione e all’affermazione del
gruppo dadaista negli Stati Uniti.
Nel tempo Picabia abbraccia il surrealismo che trova la “maturazione"
intorno agli anni venti e trenta con una serie di collage.