lunedì 29 aprile 2019

Il vuoto, l'elevazione dello spirito. Hasegawa Tohaku


Autore:   Hasegawa Tohaku
(Nanao, 1539 – Edo, 1610)

Titolo dell’opera: Pini nella nebbia – 1600 (ca.)

Tecnica: Inchiostro su carta (montato su paravento)

Ubicazione attuale:  National Museum, Tokyo






Il tempo viene annullato, o quantomeno ne viene annullata la percezione.

Il pittore giapponese, maestro indiscusso del rinascimento del paese del sol levante, riesce a “raccontare” una sensazione, l’intensità delle emozioni.

La sottile, quasi impalpabile linea dei pini in una foresta che sembrano fluttuare nella nebbia, quest’ultima appare senza che nessuno l’abbia dipinta, la foschia viene creata dalla maestria dell’artista nel delineare gli alberi.

Con poche, semplici ma precise pennellate Tohaku non si limita a dipingere i pini ma da vita alla foresta immersa nella bruma.

Il primo albero a sinistra è forse il vero capolavoro, nonostante sia appena accennato riesce a dare un preciso senso dinamico, da li prende vita il dipinto che inizia a “muoversi”, la nebbia lentamente si sposta, gli alberi ondeggiano lievemente, tutto sembra sospeso e al tempo stesso reale.

Tema caro al buddismo zen, il vuoto, è qui rappresentato con un lievità incredibile, solo carta ed inchiostro per dare vita all’infinito.

lunedì 22 aprile 2019

L'illusione di Kazimir Severinovič Malevič


Autore:   Kazimir Severinovič Malevič
(Kiev, 1879 – Leningrado 1935)

Titolo dell’opera: Quadrato bianco su fondo bianco (Bianco su bianco)- 1918

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 79,4 cm x 79,4 cm

Ubicazione attuale:  Museum of Modern Art (MoMa) New York






Quadrato bianco su fondo bianco.


Una proiezione mentale infinita che si riflette sull’infinito, l’apertura assoluta del pensiero assoluto, l’illusione o la speranza di un futuro “aperto” auspicato più di cent’anni fa.

Ognuno di noi può proiettare le proprie sensazioni, le proprie emozioni, può riflettere i propri desideri cosi come può rivivere i propri incubi.

Ma si tratta soprattutto di un’esortazione a cercare più in la il proprio io andando oltre le miserie quotidiane.

Il quadrato bianco inclinato suggerisce il senso di galleggiamento e movimento, la concezione stessa dell’evoluzione della mente.

Quadrato bianco su sfondo bianco, ad oggi, si rivela una chimera, Malevič ha tracciato un percorso, ha indicato un passaggio, che permettesse di raggiungere una dimensione più “alta”, in questo secolo ci siamo impegnati a cancellare le tracce di questo percorso e a chiudere il “portale” obliando l’idea di un livello  spirituale e materiale luminoso.

Quadrato bianco su sfondo bianco, una certezza, una probabilità, un’ipotesi, una sfumatura … l’effimero.

lunedì 15 aprile 2019

La riscossa della cultura Pop, Richard Hamilton


Autore:   Richard Hamilton
(Londra, 1922 – Londra, 2011)

Titolo dell’opera: Che cosa esattamente rende le case moderne così diverse, così attraenti - 1956

Tecnica: Collage su carta

Dimensioni: 26 cm x 25 cm

Ubicazione attuale:  Kunsthalle, Tübingen





Considerata  da molti l’opera che da il via al movimento artistico Pop questo collage di Hamilton apre una nuova frontiera nel pensiero artistico del novecento.

Assemblando ritagli di giornale e di fotografie rappresenta il nuovo paradiso del consumo, una rinascita sociale dopo gli anni bui delle due guerre mondiali.

L’ambientazione stilizzata di un interno anni cinquanta mette in mostra tutte le novità ambite da una società alla ricerca del piacere e delle comodità.

I padroni di casa sono l’emblema della ricerca della perfezione fisica, il culturista mette in mostra il proprio corpo mentre un enorme lecca-lecca viene posizionato strategicamente come provocazione e sottolineando le libertà dei costumi.

Anche la giovane donna seminuda sul divano in atteggiamento disinibito traccia un percorso che porterebbe ad una libertà sessuale.

Molti i riferimenti alla modernità, dal cinema che appare dietro la finestra all’avvento rivoluzionario della televisione, il prosciutto in scatola, un tappeto “psichedelico”, un quadro che mostra una striscia a fumetti che probabilmente ispirerà Roy Lichtenstein.
Il paralume con il marchio della Ford che permette alle masse di muoversi con l’avvento dell’auto alla portata di tutti.

La donna in alto a sinistra, fuori prospettiva, mette in mostra la novità degli elettrodomestici che semplificano la vita.

La scena è sovrastata dall’immagine della luna che simboleggia la possibilità di ottenere ciò che si vuole in un mondo che sembra aver raggiunto l’apice della felicità.

Un critico del tempo disse che questo dipinto raffigurava i nuovi Adamo ed Eva nel nuovo paradiso terrestre, il tempo, forse, ci ha detto che anche in questo caso il sogno non è durato in eterno.

lunedì 8 aprile 2019

Riflessi emozionali, Il’ja Repin


Autore: Il’ja Repin
(Čuguev, 1844 – Repino, 1930)

Titolo dell’opera: Il ritorno inaspettato - 1884

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 167,5 cm x 160,5 cm

Ubicazione attuale:  Tret’iakov Gallery, Mosca



A ragione viene considerato il più importante pittore russo del XIX secolo, ha saputo raccontare la cultura del suo paese come nessuno aveva fatto fino ad allora e come nessuno dopo di lui.

Fonte d’ispirazione per i realisti russi ha coniugato la narrazione quotidiana con la poetica più intensa riuscendo a ricreare le atmosfere concettualmente rarefatte del suo tempo.

Questo dipinto racconta un istante di assoluta tensione emotiva.

Il padre e marito torna dopo molto tempo, partito per la guerra viene dato per morto lasciando la famiglia nello sconforto.

L’uomo riappare all’improvviso e la reazione dei famigliari è diversa per ogni membro e viene “raccontata” con maestria trasmettendo allo spettatore le emozioni e le sensazioni provate dai protagonisti.

La moglie, ancora vestita a lutto, si alza incredula e claudicante, sembra non credere ai propri occhi, nonostante l’inquadratura di spalle si percepisce lo shock emotivo. Si sporge in avanti per rendersi conto se ciò che vede è reale.

La figlia più grande, seduta  al pianoforte, si volta e guarda l’uomo stupita e al contempo appare un’espressione compiaciuta sul suo viso.

I due figli all’estrema destra hanno una reazione diversa, il maschio osserva felice ciò che sta avvenendo, si rende conto del ritorno del padre e ne è felice.

La piccola di famiglia è il fulcro del dipinto, la reazione è contraria a ciò che ci possiamo aspettare, in effetti non sappiamo quanto tempo sia passato da quando il padre è partito, la figlia potrebbe non riconoscerlo.

La bambina è intimorita dalla presenza dell’uomo, lo guarda spaventata e, particolare interessante, ritrae i piedi in una posizione di difesa.

L’uomo sembra invaso da infinite emozioni, non sa cosa aspettarsi dal suo ritorno, guarda la moglie chiedendosi e chiedendole se questo ritorno riporterà tutti indietro nel tempo o se nulla sarà come prima.

A dimostrazione della riconosciuta grandezza artistica di Repin cito solo due episodi, la cittadina di Koukkala, dove risiedeva quando morì, cambiò nome in suo onore in Repino.

Nel 1969 gli fu intitolato un asteroide appena scoperto, 2468 Repin.