The Lightning Field è un’opera dell’artista
californiano Walter De Maria.
Siamo
di fronte ad un’installazione che crea un ponte ideale tra la Land Art e l’arte concettuale.
De
Maria, nel 1977, dopo cinque anni di studio del territorio, passati a girare in lungo e in largo gli Stati Uniti, decide di installare
la sua gigantesca opera nel deserto del New Mexico.
In
un’area di circa tre chilometri quadrati ha conficcato nel terreno 400 pali
metallici dalla sommità appuntita, ordinati come in una griglia attirano e
moltiplicano i fulmini dando vita ad uno spettacolo straordinario.
Qui
si chiude l'aspetto vicino alla Land Art e inizia un percorso intimamente
concettuale che rende l’opera più complessa, sia da apprezzare che da capire.
La
logica suggerirebbe la scelta di un luogo dove si concentrano le formazioni
temporalesche dando così la possibilità a più persone di osservare dal vivo lo
spettacolo.
De
Maria invece ribalta questo concetto, sceglie un sito dove i temporali sono
molto rari, permette le visite solo da maggio a ottobre, inoltre sono pochi i
posti disponibili che si sommano alle enormi difficoltà logistiche che scoraggiano
spesso i visitatori.
La
domanda che ci possiamo porre è: perché rendere quasi impossibile la “visione”
invece di facilitarla?
Penso
che questa sia la differenza che distingue l’opera d’arte da un’attrazione turistica
fine a sé stessa, un campo di fulmini situato in una zona ricca di temporali
sarebbe più sensata se ci si limitasse ad ammirare lo spettacolo “pirotecnico”.
De
Maria inserisce nell’opera l’aspetto dell’attesa, la sensazione che in qualsiasi
momento l’opera giunga a compimento ma senza escludere il fatto che nulla possa
accadere.
L'installazione se concepita fondamentalmente per essere vista ha bisogno del temporale per ottenere il massimo risultato, ma l'opera, profondamente di concetto, necessita che niente accada per completarsi, per raggiungere l'obbiettivo.