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Autoritratto |
Barletta, venticinque febbraio 1846
donna Teresa Emanuela Barracchia, moglie di don Raffaele De Nittis, da alla
luce Giuseppe, il quarto figlio.
Prima della nascita di Giuseppe il
padre viene arrestato per motivi politici, e appena uscito di prigione, due
anni più tardi, si toglie la vita.
Il piccolo De Nittis rimane orfano
sin dall’infanzia, cresce con i nonni paterni e inizia il suo apprendistato
artistico presso il pittore locale Giovanni Battista Calò. Nel 1861-contro il
volere della famiglia si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Napoli sotto
la guida di Mancinelli e Smargiassi.
L’indole indipendente lo rende
insofferente verso qualsiasi tipo di schema, mostra un totale disinteresse alle
nozioni ed esercitazioni accademiche, al punto che due anni più tardi viene
espulso.
Con altri pittori si da alla
composizione all’aria aperta, specializzandosi nella riproduzione di paesaggi,
in particolare partenopei e barlettani. Nel 1864 viene notato da Adriano
Cecioni e l’anno seguente fonda la Scuola di Resìna, corrente italiana del
realismo.
A Firenze, nel 1866 si avvicina ai
Macchiaioli e, dopo aver girato l’Italia toccando Napoli, Palermo, Barlette,
Roma, Venezia e Torino, si trasferisce nel 1867 a Parigi dove conosce Ernest
Meissonier e Jean-Leon Gèrome e sposa nel 1869 la parigina Léontine Lucile
Gruvelle, che influenzerà notevolmente le scelte sociali del marito.
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Parigi, Cimitero del Père Lachaise |
Il 1869 lo vede esporre per la prima
volta al Salon, ma la predisposizione ad imitare i colleghi parigini fa
infuriare Cecioni, che gli ricorda come il suo talento ha bisogno di esprimersi
con dei tratti specifici. De Nittis ritrova immediatamente la propria
indipendenza artistica e riscuote grande successo al Salon del 1872 con la tela
“Una strada tra Brindisi e Barletta”. Due anni più tardi ottiene ulteriori
elogi per “Che freddo”, in cui l'abituale raffinatezza di esecuzione
dell'artista pugliese aveva come soggetto le giovani dame parigine, tema che
seppe integrare molto bene nella pittura di paesaggio, meritandosi
l'appellativo di peintre des
Parisiennes (pittore delle
Parigine).
Toccò il culmine della sua fama
all'esposizione del1884, tenutasi
nello studio del fotografo Nadar e comunemente indicata come data di nascita
dell’Impressionismo. Quell'anno fu poi a Londra dove dipinse scene della vita
della capitale inglese.
L'Esposizione Internazionale
parigina, nel 1878, riservò
grandi onori per De Nittis: fu insignito della Legion D’onore mentre una sua
opera, “Le rovine delle Tuileries”,
fu acquistata dal governo per il Museo del Lussemburgo.
Fu assimilabile per certe
caratteristiche ai Macchiaioli e agli Impressionisti, ma mantenne sempre
un'indipendenza di stile e contenuti.
Morì nel 1884 a
Saint-Germain-en-Laye, colpito da un ictus celebrale. E’ sepolto a Parigi nel
cimitero di Père- Lachaise.
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Appuntamento al bosco di Portici |
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Colazione in giardino |
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Il passaggio degli Appennini |
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Ora tranquilla |
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Piccadilly |
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Stradina di Napoli |
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Una strada da Brindisi a Barletta. |
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Che freddo |
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Dall'alto della diligenza |
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Le rovine delle Tuileries |
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Signora alla spiaggia
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