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sabato 4 maggio 2019

Introspezione, il viaggio, la fuga e il ritorno alle origini, Shaun Gladwell


Due automobili identiche percorrono la stessa strada, a sinistra in una giornata soleggiata, a destra l’auto si dirige verso un’imminente tempesta dove il cielo carico di nubi minacciose si fonde con la polvere che si alza dalla strada.


Interceptor Surf Sequence è l’opera dell’artista australiano Shaun Gladwell, che ci spinge ad un’introspezione per mezzo di due fondamenti della vita quotidiana, il viaggio (reale o metaforico) e la lentezza che si afferma come l’ideale contrario della frenesia del XXI secolo.

Gladwell, videoartist, fotografo e performer fonda il suo pensiero sulle tematiche della pittura, da Turner e Friedrich fino a Nolan, i tre artisti, diversi fra loro per origini e contesti temporali, convergono nell’idea dell’uomo messo di fronte alla natura.

L’auto, una replica della celeberrima V8 guidata da Mad Max nel film Interceptor, viaggia verso l’orizzonte, ad un certo punto una figura emerge dal veicolo e si erge al di sopra di esso come un surfista che cavalca le onde.

Tutto si svolge con estrema lentezza dandoci modo di riflettere su ciò che potrebbe, o non potrebbe accadere.

La prima sequenza dura più a lungo, la seconda viene “inghiottita” dalle nubi tempestose che vedono l’auto penetrarle e, forse, superarle.

In entrambi i casi il pilota emerge dall’auto per poi tornare all’interno, come una tartaruga che sporge dal carapace, prende coscienza di ciò che la circonda per poi tornare alle origini.


sabato 10 novembre 2018

La magia dell'essere umano, la risposta a chi ci vuole divisi, Yann Arthhus-Bertrand


Opera del regista francese Yann Arthhus-Bertrand, Human, è uno dei documenti più interessanti e intelligenti degli ultimi anni.

Arthhus-Bertrand, con i suoi collaboratori, ha intervistato centinaia di persone in ogni angolo del pianeta, ad ogni individuo sono state poste una serie di 40 domande con la libertà di esprimersi ognuno a modo suo.

Il regista ha inoltre voluto l’assenza di uno sfondo, per concentrare l’attenzione sulla persona, non appaiono inoltre ne il nome ne la provenienza, l’artista francese sperava che la rimozione di qualsiasi punto di riferimento personale avrebbe focalizzato l’attenzione su ciò che ci unisce nonostante le distanze e le esperienze personali.

Le interviste sono alternate da riprese aeree che “raccontano” la bellezza e la magia dei luoghi del nostro pianeta e la meravigliosa presenza della natura.

Bellissimi i primi piani che riescono a commuovere, si compie cosi un approfondito viaggio nell’intimo umano svelando un universo vario ed infinito ma che ci accomuna più di quanto pensiamo.

Una risposta a chi vuole il “tutti contro tutti”, se sapremo leggere l’anima di chi ci sta intorno sapremo anche, finalmente, assaporare quella serenità e pace che tanto ci manca.

Ad accompagnare le immagini c’è la bellissima colonna sonora del compositore israeliano Armand Amar.

Il film, uscito nel settembre del 2015, viene presentato in anteprima nella sala delle Assemblee delle Nazioni Unite.

La versione in DVD dura 188 minuti mentre quella proposta su YouTube (visibile alla fine dell’articolo) è divisa in tre parti per un totale di più di cinque ore.

Una "visione"dalla durata non trascurabile ma che ci da la possibilità di “entrare” in una nuova dimensione





mercoledì 5 luglio 2017

La forza eponenziale dell'elemento naturale, Bill Viola.


La forza degli elementi naturali in contrapposizione alla debolezza dell’essere umano.

 Photo ©Alessandro Moggi
Bill Viola con questo video mette in evidenza l’infinitamente piccolo dell’umanità di fronte alla sovrastante potenza della natura e dei suoi principali elementi, che se scatenati risultano incontrollabili.

Ma vi è anche un’altra interpretazione, l’acqua ed il fuoco, con il loro potere distruttivo e al contempo rigenerante, sopravvivono solo se divisi, se non ci sono contatti o incroci tra loro mantengono l'immensa energia.

Energia che viene meno nell’istante in cui si incontrano, a quel punto l’unione dei due elementi annulla la forza di entrambi che cosi finiscono per annullarsi a vicenda.

Dunque tutto deve “viaggiare” su binari prestabiliti, l’uscita dalla propria strada e la conseguente invasione di quella altrui porta irrimediabilmente all’auto-annientamento.

In particolare riguarda l’uomo, nel suo essere minuscolo paragonato all’insieme dell’universo, nulla può di fronte alle leggi naturali, soprattutto se con grande presunzione pretende di sfidare ciò che non potrà mai comprendere fino in fondo.
 

The Crossing, video installazione. 1996