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Presunto autoritratto |
Disperso
nei saccheggi di Praga nella guerra dei Trent’anni, il ciclo è ora solo parzialmente
ricostruito, e non mancano proposte critiche e dubbi sulla sua composizione.
Con molta
probabilità comprendeva sei tavole, dedicate a coppie di mesi climaticamente
simili. Rimangono oggi cinque tavole: i Mietitori del
Metropolitan Museum di New York, la Fienagione rientrata
recentemente in una collezione privata della Repubblica Ceca in precedenza era
esposta nella Galleria Nazionale di Praga) e tre tavole conservate nel
Kunsthistoriches Museum di Vienna: la Giornata buia, i Cacciatori
nella neve e il Ritorno della mandria.
Le tavole
hanno più o meno la stessa dimensione, 160 centimetri di larghezza per 120 di
altezza, con leggere variazioni dovute alla differente storia e conservazione.
L’incredibile
varietà di situazioni climatiche e le numerose varianti di luce interpretate
con sorprendente naturalezza, sono la più spettacolare caratteristica del Ciclo.
La Giornata buia, confrontata con la lucentezza della neve
nei Cacciatori nella neve, mostra l’eccellente versatilità di
Bruegel, artista di grande originalità, a torto considerato talvolta quasi un
naif del cinquecento.
Riferita ai mesi freddi dell’anno Cacciatori nella neve è forse la più celebre dell’opera, Bruegel imposta la composizione da un punto di vista più alto rispetto al primo piano e si concentra sul contrasto tra il bianco della neve e il nero delle figure dei cacciatori e degli alberi.
Lo schema
e di assoluta semplicità ed esalta il valore luministico dell’artista
soprattutto sullo sfondo. Bruegel riesce ad esprimere il senso di gelo che
circonda la scena, le fronde scheletriche degli alberi formano uno schermo nero
proiettato sullo sfondo compatto del cielo.
In basso il piccolo paese circondato da maestose montagne. I bambini che giocano sullo stagno rappresentano un tocco di allegria che offre un senso di vita a tutto il quadro.

Per il Ritorno della
mandria Bruegel ha impostato un particolare ritmo circolare, che lega
il primo piano allo sfondo più lontano. E’ uno schema utilizzato anche in altri
dipinti dal pittore: nel mondo dei contadini il moto delle figure e il
transitare delle nuvole nel cielo (in parte coperto e in parte sereno)
diventano la metafora della circolarità del tempo e delle stagioni.
La Fienagione ha
il ritmo e l’allegria della festa campestre. Anche in questo caso il punto di
vista dall’alto verso il basso mette in evidenza gli straordinari valori
paesaggistici.
Bruegel
proviene dalle Fiandre, regione quasi totalmente pianeggiante e ha ricevuto una
forte impressione nell’attraversamento delle alpi durante un suo viaggio in
Italia.
La memoria delle vette e dei picchi rocciosi prende forma in immagini dove realtà e fantasia si mescolano in modo suggestivo.
La piena
estate inonda la scena dei Mietitori. Il senso di afa, di
spossatezza dei contadini, contrasta con il biondo delle messi, mentre lo
sguardo si allunga e corre sempre più lontano in una veduta panoramica di
profondità emozionante.
Rispetto
alle altre tavole del ciclo questa appare più ispirata alla condizione umana e
sociale che si riflette in quella climatica e naturale.