Qualche giorno fa, parlando con l’unica persona che mi sopporta, cioè me stesso (anche se spesso non ci rivolgiamo la parola) mi sono posto una domanda: cos’è o come possiamo definire il contrario di arte?
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Foto di Edward Steichen – Auguste Rodin osserva il “Pensatore” |
Ogni dizionario dei sinonimi e dei contrari ne dà una
definizione diversa, cartacei o elettronici hanno visioni simili ma espresse in
maniera leggermente differente.
Ad esempio lo Zingarelli “vede” il contrario di arte
partendo dal presupposto che arte sia un sinonimo di artificioso (cosa
effettivamente vera ma che esula dalla considerazione artistica come
espressione spirituale).
La Treccani online parla anch’essa di arte come:
“artificio, bravura, talento” ma alla voce contrari ecco che appare.
“incapacità, inettitudine”.
Ma come potevo accontentarmi di tutto questo che, pur
riconoscendo il valore, non da una risposta? L’arte è qualcosa di più alto, di
più profondo, è difficile, se non impossibile, darne una definizione,
figuriamoci per il contrario.
L’altra sera però la risposta è arrivata, un giovane
amico, calciatore dilettante mi invita a vederlo giocare, lui milita in una
squadra di un comune più lontano e la sfida era con la compagine di un altro
centro poco distante da dove risiedo e che ospitava l’incontro, “quando vengo a giocare vicino a casa tua
vieni a vedermi?”. Cosi è stato.
Mi piace il calcio ma non gradisco l’ambiente che sta
attorno ai capetti dilettantistici (non che a livello professionistico le cose
siano migliori anzi) dunque mi preparo al peggio.
Nonostante fossi partito prevenuto, che mi aspettassi una
cornice fatta di squallore e becerume, le persone assiepate sugli spalti sono riuscite a sorprendermi, erano presenti individui dall’età più disparata, si partiva
dai quindicenni fino ai settantenni, maschi e femmine (anche se i primi si facevano notare maggiormente) che per tutto il tempo
della partita si sono esibiti in ululati, insulti, bestemmie e ogni genere di
abominio linguistico. Con tutta onestà va riconosciuto che c’era anche qualche
essere civile, categoria che, come spesso accade, se ne sta in silenzio.
In quelle due ore ho realizzato che il contrario di
arte era proprio quello in cui ero immerso, maleducazione, incapacità di vedere
con obbiettività, mancanza di rispetto per il pensiero altrui, linguaggio,
moralmente e grammaticalmente indecente. Se l’arte è bellezza, idee, poesia e
introspezione, il suo contrario non può non essere quello che ho visto quella
sera.
La risposta certa al quesito che io e me stesso ci
siamo posti non esiste, ma una parziale forse si: il contrario di arte si potrebbe riassumere in una tribuna di un campo di calcio.


