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mercoledì 20 marzo 2024

il contrario di "Arte"

Qualche giorno fa, parlando con l’unica persona che mi sopporta, cioè me stesso (anche se spesso non ci rivolgiamo la parola) mi sono posto una domanda: cos’è o come possiamo definire il contrario di arte?

Foto di Edward Steichen – Auguste Rodin osserva il “Pensatore”

Ogni dizionario dei sinonimi e dei contrari ne dà una definizione diversa, cartacei o elettronici hanno visioni simili ma espresse in maniera leggermente differente.

Ad esempio lo Zingarelli “vede” il contrario di arte partendo dal presupposto che arte sia un sinonimo di artificioso (cosa effettivamente vera ma che esula dalla considerazione artistica come espressione spirituale).

La Treccani online parla anch’essa di arte come: “artificio, bravura, talento” ma alla voce contrari ecco che appare. “incapacità, inettitudine”.

Ma come potevo accontentarmi di tutto questo che, pur riconoscendo il valore, non da una risposta? L’arte è qualcosa di più alto, di più profondo, è difficile, se non impossibile, darne una definizione, figuriamoci per il contrario.

L’altra sera però la risposta è arrivata, un giovane amico, calciatore dilettante mi invita a vederlo giocare, lui milita in una squadra di un comune più lontano e la sfida era con la compagine di un altro centro poco distante da dove risiedo e che ospitava l’incontro, “quando vengo a giocare vicino a casa tua vieni a vedermi?”. Cosi è stato.

Mi piace il calcio ma non gradisco l’ambiente che sta attorno ai capetti dilettantistici (non che a livello professionistico le cose siano migliori anzi) dunque mi preparo al peggio.

Nonostante fossi partito prevenuto, che mi aspettassi una cornice fatta di squallore e becerume, le persone assiepate sugli spalti sono riuscite a sorprendermi, erano presenti individui dall’età più disparata, si partiva dai quindicenni fino ai settantenni, maschi e femmine (anche se i primi si facevano notare maggiormente) che per tutto il tempo della partita si sono esibiti in ululati, insulti, bestemmie e ogni genere di abominio linguistico. Con tutta onestà va riconosciuto che c’era anche qualche essere civile, categoria che, come spesso accade, se ne sta in silenzio.

In quelle due ore ho realizzato che il contrario di arte era proprio quello in cui ero immerso, maleducazione, incapacità di vedere con obbiettività, mancanza di rispetto per il pensiero altrui, linguaggio, moralmente e grammaticalmente indecente. Se l’arte è bellezza, idee, poesia e introspezione, il suo contrario non può non essere quello che ho visto quella sera.

La risposta certa al quesito che io e me stesso ci siamo posti non esiste, ma una parziale forse si: il contrario di arte si potrebbe riassumere in una tribuna di un campo di calcio.

sabato 9 giugno 2018

L'idea che emerge dal caos. Auguste Rodin.


Autore:   Auguste Rodin
 (Parigi, 1840 - Meudon, 1917)

Titolo dell’opera: La Pensée – 1886 - 89


Tecnica: Scultura in marmo


Dimensioni: H. cm 74


Ubicazione attuale:  Musée d’Orsay, Parigi.






Emblema scultoreo della concezione “simbolista”, i contemporanei di Rodin sostenevano la tesi del “pensiero che emerge dall’informe massa della materia”.

Opera che si può “leggere” in modi differenti, molte infatti le interpretazioni che si possono dare legate alla scultura in se che si fonde con la vita della modella e la relazione fra quest’ultima e l’artista.

Camille Claudel, sorella del noto poeta Paul, è la protagonista del momento artistico e affettivo che Rodin trasforma in quest’opera, il legame tra i due è intenso ma molto travagliato, i quasi venticinque anni di differenza creano non pochi problemi tra il maturo e affermato scultore e la giovane e irrequieta ragazza.

La scultura prende vita nei primi anni della relazione è dunque non ha nessun legame con la malattia, il disturbo mentale, che la condurrà in manicomio nel 1913 e che non lascerà fino alla morte nel 1943, ma se è vero che per comprendere meglio un’opera si deve tener presente anche ciò che è successo dopo la Creazione” della stessa è inevitabile prendere in considerazione anche questi fatti.

La mente che prende il soppravvento sul corpo? L’idea che sia il pensiero, l’interiorità della donna, l’interesse primario di Rodin verso la giovane relegando l’aspetto fisico (pur con enorme importanza) in secondo piano?

Difficile trovare un punto fermo nella lettura di questo capolavoro, possiamo comunque affidarci a ciò che ricordò lo stesso scultore vent’anni dopo la realizzazione, sosteneva infatti che l’opera era stata ideata per rappresentare “una testa così piena di vita da rendere vitale la massa informe e inerte da cui emerge”.

Altre interpretazioni avvicinano il lavoro dello scultore francese al pensiero “michelangiolesco” che scavando nella materia, cercando nel profondo della “massa”, si riesce a trovare il cuore dell’opera, “liberare l’idea dal blocco che la tiene imprigionata”.