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lunedì 10 agosto 2026

Viaggio nel colore (e ritorno)

Il mondo attende di essere colorato dallo spirito artistico di ognuno di noi, dobbiamo solo iniziare a personalizzare il nostro percorso e magicamente appariranno i colori della nostra anima.

Foto by Alessandra Roggeri


Perché la fotografia in bianco e nero affascina più di una a colori? I toni dimessi sono considerati più poetici, l’assenza di colore permette all’opera di viaggiare più lontano, soprattutto in profondità.

La poesia trattiene solo ciò che è fondamentale, si stringe attorno all’essenza liberandosi di tutto quello che è superfluo, è lo stesso meccanismo utilizzato dalla fotografia in bianco e nero e, parzialmente, dalla pittura in assenza di colore.

Quando si parla di poesia si pensa ad un luogo dell’anima dove le emozioni forti vengono meno, a resistere sono la leggerezza e quella lieve malinconia che ci tiene in bilico tra una sensazione di serenità e benessere è un moto di tristezza che quasi ci fa sentire meglio.

Naturalmente il soggetto ha una parte importante ma ad arrivare al cuore è la rappresentazione di qualcosa di poco definito, qualcosa che può significare tutto o niente, la rappresentazione diviene soggettiva, in questo stato emotivo tutto si mescola, ognuno di noi ne vedrà una parte (e non è detto che quella parte esista veramente).

Ma se da quell’immagine senza colori iniziamo ad aggiungerne qualcuno? Per molti potrebbe essere un risveglio, una rinascita, la malinconia lascia via via il posto alla gioia, i colori riprendono il pieno possesso del “quadro”fino a riempire ogni anfratto, è dunque questo il raggiungimento del piacere? Probabilmente no, quando l’immagine è satura di colore il nostro umore cambia, si trasforma fino a cercare con tutte le nostre forze l’essenza poetica, fino a desiderare il bianco e il nero.