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domenica 12 maggio 2019

La ricerca di un nuovo "mondo".


Da sempre l’umanità ha dovuto convivere con due ossessioni, il sesso e la morte.
L’arte non ne poteva certo esserne esclusa anzi, è lo specchio che riflette, forse in modo solo parzialmente fedele, i concetti di chi l’ha crea e di chi ne “utilizza” la “visione”.

L’arte si è sempre incaricata di dare voce alle ossessioni, per celebrare il potere del sesso (fine o mezzo) e per esorcizzare la morte.

Il XXI secolo ha dato vita ad un oscurantismo culturale senza precedenti (proporzionando le opportunità del proprio tempo).

Se mettiamo a confronto i primi due decenni del novecento con gli ultimi vent’anni ci rendiamo conto dell’immobilismo dell’arte contemporanea (non dimentichiamo inoltre che la spinta culturale e artistica dei primi anni del secolo scorso è stata bruscamente interrotta nel 1914 dalla follia della prima guerra mondiale).

La nuova frontiera dell’arte dunque è quella di affrontare l’utopico annientamento delle ossessioni sopracitate, è chiaro che sono impossibili da cancellare ma l’arte deve quantomeno indagare andando oltre.

Difficile che questo possa accadere a breve, il sistema “arte” è soffocato da un mercato asfittico che si autoalimenta del nulla che produce, non si crea arte ma merce vendibile.

L’utopia di una visione più elevata può diventare realtà solo se sarà il concetto artistico a dare il via, in ogni epoca infatti l’arte è stata il traino a qualsiasi trasformazione culturale, là dove l’arte è debole la struttura sociale non può che regredire.

(Nel'immagine: Sam Francis - Untitle)

mercoledì 17 ottobre 2018

La purezza dell'incoscienza o la contaminazione della conoscenza?


L’essenza della pittura e la storia della pittura medesima.


Un pittore si deve concentrare sull’essenza utilizzando la conoscenza storica solo per affinare la capacità di trasmettere la profondità?

L’assenza di un’adeguata conoscenza della storia della pittura può impedire all’artista di esprimerne l’essenza?

Al contrario, la mancanza di “informazioni” permette una creazione “pura”? Senza contaminazioni?

Naturalmente è impossibile annullare completamente le influenze esterne ma si potrebbe nel caso ridurle al minimo, ma a che prezzo?

nell’immagine: Sam Francis - Toward Disappearance III

venerdì 25 agosto 2017

L'evasione dei colori, Sam Francis.

Autore:   Sam Francis
(San Matteo, 1923 - Santa Monica, 1994)
 
Titolo dell’opera: Composition – 1957
 
Tecnica: Acquerello e gouache su carta
 
Dimensioni: 77 cm x 56,5 cm
 





Francis, fra gli artisti americani, e sicuramente quello con l’ideale artistico più internazionale, convoglia nelle proprie opere sia il metodo dell’Action Painting sia quello del Color Field.

Il pittore californiano vuole mostrare la “forza” dello spazio pittorico mediante la fuga del colore che va oltre la tela e tende al invadere lo spazio.

Il risultato sono le fresche e ampie configurazioni dove risulta preponderante la forza gravitazionale che agisce inesorabile sulla materia cromatica.

Francis, con quest’opera, divide in due l’idea, o più precisamente, occupa con la propria concezione artistica solo la parte superiore del supporto, infatti riempie la metà soprastante con i propri colori preferiti, il blu, il giallo e il rosso, lasciando al colore stesso il compito di dipingere la metà inferiore.

Naturalmente l’effetto “gocciolante” è, consciamente o meno, controllato dal pittore stesso a seconda della forza con cui viene applicato o scagliato il colore.

Prende vita il frutto della collaborazione tra l'interpretazione pittorica di Francis, il gesto "manuale" dell'artista e la presunta casualità nel “movimento” dei colori.

sabato 10 ottobre 2015

Emozioni e movimento, Sam Francis.


Autore:   Sam Francis

Titolo dell’opera: Tema in blu – 1957-62

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 274 cm. X 487,5 cm

Ubicazione attuale:  Tate Gallery, Londra.





Macchie di pittura blu picchiettate, spruzzate e sgocciolate sulla tela con apparente casualità, e senza una precisa distribuzione, molte sono le zone lasciate immacolate.

Il dipinto è stato eseguito nel 1957 ed è stato rielaborato nel 1962, l’opera è un chiaro ed importante esempio dell’espressionismo astratto.

Non c’è nessun chiaro riferimento visibile al mondo reale, il quadro esprime sensazioni intense, una serafica atmosfera e nel contempo trasmette una percezione di movimento.

L’intensità dei colori va via via sfumando in una forte emozione data dai contorni delle forme.
E’ proprio questo l’obbiettivo dell’espressionismo astratto: creare movimento senza limiti e costrizioni, colori liberi dai contorni e dai canoni delle forme, far provare, a chi osserva, forti emozioni al di fuori della realtà.

Francis è uno dei più importanti esponenti di questa corrente, oltre che un acquarellista di grande talento.

La serie “Blue Ball”, da lui creata negli anni cinquanta e sessanta, comprende alcune delle sue opere migliori.