lunedì 13 luglio 2015

La svolta cubista, Georges Braque.


Autore: Georges Braque

Titolo dell’opera: Clarinetto e bottiglia di rum su un camino– 1911

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 81 cm x 60 cm

Ubicazione attuale: Tate Gallery, Londra.





Triangoli e rettangoli, linee e lettere sono impressi sulla tela in modo apparentemente casuale, il primo sguardo ci riporta ad un’opera astratta.

L’immagine pare, prima scomposta e successivamente ricomposta con un criterio diverso dall’originale.

Il dipinto, in verità, è stato attentamente ponderato, e raffigura un caminetto sulla cui mensola sono appoggiati una bottiglia e lo strumento musicale che da il nome al quadro.

Invece di ricreare l’illusione di uno spazio reale sulla tela bidimensionale, Braque utilizza la prospettiva delle luci e delle ombre per mostrarci la profondità della tridimensionalità, rappresentando gli oggetti da tutti i lati.

Le sfumature di bruni e grigi contribuiscono a dare alle forme, in verità completamente piatte, un’immagine cubista: il modo rivoluzionario di reinventare il mondo artistico inventato dallo stesso Braque e da Pablo Picasso nei primi anno del novecento.

Sono proprio loro a modificare radicalmente la percezione dell’arte che si aveva da più di cinquecento anni. Con il cubismo la pittura va oltre la rappresentazione reale del mondo.

 

4 commenti:

  1. Ciao Romualdo!
    Leggere di quest'opera mi ha riportata indietro nel tempo...a quando ero studentessa ed adoravo, letteralmente impazzivo per il futurismo...ahahahah...
    Grazie, guarda che ancora adesso non conosco il vero senso di alcune opere ma c'è tempo... 😜😜😜
    Bacissimi!!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Pia, spesso le opere di carattere artistico ci portano a spasso nel tempo, nel passato, dove ci ricordano momenti più o meno decisivi nella nostra vita, o nel futuro quando scopriamo la possibilità di sperimentare (anche visivamente) cose nuove.
      Il vero senso di alcune opere a volte non si "presenta", dobbiamo essere noi a dare un senso a quello che vediamo, e il tempo lo dedicheremo a scoprire o a descrivere l'essenza della bellezza che, costantemente, si svela ai nostri occhi.
      Un grande abbraccio, buona giornata.

      Elimina
  2. Spesso l'impatto visivo di opere cubiste mi fa pensare a dei puzzle, sono immagini uniche ma spezzettate, anche se sui puzzle, se non li si guarda sufficientemente da vicino, la cosa è meno evidente. Ed io adoro i puzzle!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Anna, la singola tessera di un puzzle presa singolarmente non svela nulla, così come ogni piccola frazione di un dipinto di questo tipo, è l'insieme che ci da un'idea. La differenza con i puzzle è che questi ultimi costituiscono un pezzetto "materiale" dell'opera, (quando un puzzle è finito è chiaro il risultato) in questo caso l'insieme del dipinto svela a chi lo osserva un'immagine vagamente astratta, dove l'osservatore è chiamato a completarla.
      Sempre originali i tuoi spunti che permettono continuamente di approfondire il concetto di un'opera.
      Buona giornata, a presto.

      Elimina