sabato 24 febbraio 2018
La donna, il centro di gravità, Hans Bellmer.
sabato 17 febbraio 2018
Giorgione e i misteri della tempesta.
domenica 11 febbraio 2018
La dama senza pietà, Johan Keats.
Il poeta che inizialmente si rivolge al cavaliere (secondo personaggio) che a sua volta "racconta" l'incontro con la figura femminile, la terza presenza, quella che da un senso e la conseguente svolta al poema.
Il tema della narrazione è strettamente “romantico”, l’armatura e l’atteggiamento “cavalleresco” evidenziano l’ambientazione medievale mentre l’aspetto del cavaliere stesso ed il lago visualizzato nella stagione autunnale richiamano un’atmosfera nefasta.
Che cosa ti tormenta, armato cavaliere
che indugi solo e pallido?
Di già appassite son le cipree del lago
e non cantano gli uccelli.
Che cosa ti tormenta, armato cavaliere,
cotanto affranto e così desolato,
riempito è già il granaio dello scoiattolo,
pronto è il raccolto.
Vedo sul tuo cimiero un bianco giglio,
umida angoscia, e del pianto la febbre
sulle tue gote, ove il color di rosa è scolorito
troppo rapidamente.
Una signora in quei prati incontrai,
lei, tutta la bellezza di figlia delle fate aveva,
chiome assai lunghe, e leggeri i suoi piedi,
ma selvaggi i suoi occhi.
Io feci una ghirlanda pel suo capo,
e pur bracciali, e odorosa cintura;
lei mi guardò come se mi amasse,
dolcemente gemette.
Io mi stetti con lei, sul mio cavallo
al passo, e nessun altro vidi in tutto il giorno;
seduta su un fianco cantava
un canto delle fate.
Lei procurò per me grate radici,
vergine miele e rugiadosa manna,
e in linguaggio straniero poi mi disse:
- Io t'amo veramente.
Nella grotta degli elfi mi condusse,
e lì lei pianse, e sospirò in tristezza,
ma i suoi barbari occhi io tenni chiusi,
con quattro baci.
Ivi lei mi cullò, sino a dormire,
e lì sognai: sia maledetto l'ultimo sogno
fantasticato lì sul declivio
del freddo colle.
Vidi principi e re, pallidamente,
scialbi guerrieri smunti, color morte erano tutti
e gridavano a me: - La bella dama che non ha
compassione, t'ha reso schiavo!
Le lor livide labbra scorsi nella penombra,
che m'avvertivano: - L'ampia voragine orrendamente
s'apre! - Allora mi svegliai, e mi scopersi qui,
sopra il declivio del freddo colle.
Questo è accaduto perché qui rimasi
solo, senza uno scopo ad attardarmi,
pur se appassite fosser le cipree
e gli uccelli del lago non cantassero.
sabato 3 febbraio 2018
La meravigliosa intensità del ritratto, William-Adolphe Bouguerau
(La Rochell, 1825 - La Rochell, 1905)
sabato 27 gennaio 2018
Senza via di scampo?, Felix Nussbaum
domenica 21 gennaio 2018
Siamo un "acquarello che scolorirà", Toquinho
lo vedi il sole è giallo
ma se piove due segni di biro
ti danno un ombrello
Gli alberi non sono altro
che fiaschi di vino girati
se ci metti due tipi là sotto
saranno ubriachi
L'erba è sempre verde e se vedi
un punto lontano
non si scappa o è il buon Dio
o è un gabbiano e va ...
Verso il mare a volare
ed il mare è tutto blu
e una nave a navigare
ha una vela non di più
Ma sott'acqua i pesci
sanno dove andare
dove gli pare non dove vuoi tu
Ed il cielo sta a guardare
ed il cielo è sempre blu
c'è un aereo lassù in alto
e l'aereo scende giù
C'è chi a terra lo saluta con la mano
va piano piano fuori da un bar,
chissà dove va...
Sopra un foglio di carta
lo vedi chi viaggia in un treno
sono tre buoni amici che
mangiano e parlano piano
Da un'America all'altra
è uno scherzo, ci vuole un secondo
basta fare un bel cerchio
ed ecco che hai tutto il mondo
Un ragazzo cammina cammina,
arriva ad un muro
chiude gli occhi un momento
e davanti si vede il futuro già
E il futuro è un'astronave
che non ha tempo né pietà
va su Marte va dove vuole
niente mai, lo sai, la fermerà
Se ci viene incontro non fa rumore,
non chiede amore e non ne da
Continuiamo a suonare,
lavorare in città
martedì 16 gennaio 2018
La musica e l'eternità del mito, Gustave Moreau
mercoledì 10 gennaio 2018
La "creazione" del tempo, Olafur Eliasson.
"Si osserva comunemente che quando due inglesi si incontrano, il loro primo discorso è il tempo; si affrettano a dirsi l'un l'altro, ciò che ciascuno deve già sapere, che è caldo o freddo, luminoso o nuvoloso, ventoso o calmo.”
Samuel Johnson, scrittore inglese attivo nel 1700, cosi si esprimeva riguardo alla fondamentale influenza della tematica legata al tempo.
In questa installazione, Olafur
Eliasson ci mostra la rappresentazione del sole che “interpreta” il continuo
movimento del tempo.
Nella famosa “Turbine Hall”, spazio artistico espositivo all’interno del Tate Modern di Londra, l'ambiente viene invaso da sottilissime particelle d’acqua, la nebbia si accumula formando delle minuscole nuvole che si perdono nella grande stanza.
La sala è illuminata da una gigantesca semisfera che si completa nel riflesso dello specchio soprastante dando vita ad uno splendente effetto visivo.







