sabato 9 novembre 2019

L'arte contemporanea e la sua mesta dissolvenza.


Gabriel Orozco, Scatola di scarpe vuota, 1993.

Presentata alla Biennale di Venezia riscuote molto successo, ma a ventisei anni di distanza cosa rimane?


 L’arte contemporanea è probabilmente al capolinea, ciò che nasce nella seconda decade del novecento con i Ready Made  di Duchamp, in particolare con il celeberrimo “orinatoio”, si sviluppa in un continuo crescendo fino alla Pop Art di matrice “warholiana”, per poi iniziare un lento declino che trova l’ideale “spegnimento” con il poco originale e vagamente (nemmeno troppo) kitsch, Wc d’oro di Cattelan.

Nell’arco di questo secolo (anche se è un controsenso definire contemporaneo un arco di tempo cosi ampio) le idee iniziali si sono evolute per un certo periodo per poi ridursi a una ripetizione, a una autocelebrazione del già visto.

La scatola da scarpe vuota di Ozorco nella sua semplicità ci diceva semplicemente che l’arte, per come viene espressa in questo periodo storico, si è svuotata di ogni sensazione ed emozione, un vuoto concettuale di cui abbiamo coscienza solo ora.

 Sarà comunque sempre il tempo a dirci se l’inizio del XXI secolo passerà alla storia come l’inizio di un nuovo modo di esprimere arte o la conclusione di un periodo d’oro che si è spento nell'autocompiacimento.

8 commenti:

  1. Caro Romualdo, non avrei mai immaginato tutto questo!!!
    Ciao e buon fine settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso, niente di estremamente drammatico, questa critica ad un sistema che non riesce, o vuole, uscire allo scoperto è, in fondo, l'auspicio di una chiusura della vecchia concezione di "arte" aprendo finalmente le porte a nuove idee.
      Grazie, un abbraccio e un buon weekend.

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  2. Ne 'Il tramonto dell'occidente" di Spengler si parla anche di arte, oltre che di civiltà. Ed evidenzia bene il Tramonto anche dell'arte. Tutto è trasformato in fretta e bisogno di esibire, soltanto per monetizzare e far correre il denaro. Certo la critica ci trova tutti i valori che vuole anche quelli che non ci sono.
    Grazie del post

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  3. Buongiorno Ferruccio, questa stanca e "imbalsamata" visione artistica che si trascina da troppo tempo è lo specchio di una società nelle stesse condizioni. La speranza è che finalmente lo sguardo torni a dirigersi verso il futuro, l'arte è lo specchio della ricerca culturale di una società, la decadenza e il vuoto dell'una lo sono anche dell'altra, auspicarsi una positiva evoluzione artistica equivale a sperare in una società che finalmente si risveglia.
    Da troppi anni il denaro è diventato l'unico scopo e il risultato non può che essere la morte delle idee.
    Grazie a te per aver condiviso il tuo interessante pensiero.
    Buona giornata

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  4. Grazie come sempre Romualdo per il modo semplice e chiaro che usi per far conoscere questi nuovi artisti.
    Ho letto di lui e sembra si possa considerare un astrattista contemporaneo che soprattutto con le immagini mette in relazione l'arte con la quotidianità, attraverso gli oggetti di uso comune.
    La scatola vuota sembra abbia il senso da te indicato del vuoto artistico e forse del vuoto in senso generale che la nostra società odierna sta attraversando.
    Ma ne usciremo o forse sta già accadendo. Abbracci e buona Domenica, ciao.

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    1. Ciao Pia, sicuramente l'evoluzione artistica continuerà il suo percorso, come ha sempre fatto nella sua storia, l'anomalia sta nella lentezza, troppi anni sono trascorsi a ripetere infinitamente le stesse cose, se pensiamo cosa è accaduto nei primi due decenni del secolo scorso ci rendiamo conto che siamo praticamente fermi.
      Se "spostassimo" la situazione odierna agli inizi del 900 troveremmo la riproposizione di Friedrich, Gericault e Delacroix invece di Malevic, Picasso o Duchamp (non voglio fare paragoni ma sottolinearne le distanze).
      Come dici bene tu questa situazione rispecchia la società attuale, presa dalla tecnologia e dall'apparire a tutti i costi, il vuoto appunto.
      Grazie a te per gli spunti sempre interessanti.
      Un abbraccio, buona giornata.

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    2. Questa "anomalia" nella lentezza evolutiva dell'arte è forse figlia anche di una società più superficiale a tutti i livelli anche se a volte alcuni artisti emergenti e poco noti realizzano installazioni particolarmente interessanti. Certo non siamo in un periodo storico, al momento, particolarmente vivace e stimolante nonché fecondo in tema di arte, musica, teatro, ecc…

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    3. Buongiorno Daniele, dici benissimo, la superficialità con cui si affronta ogni cosa ci porta, per comodità, a riproporre ciò che già conosciamo, naturalmente non tutti gli artisti si sono "appiattiti" cercando il successo istantaneo ma il trend è questo.
      Arriverà il momento in cui assisteremo a una ripartenza, non sappiamo quando ma la storia ci insegna che i cambiamenti non si arrestano, auspichiamo un'accelerazione a breve.
      Grazie per il tuo pensiero, buona giornata.

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