venerdì 10 luglio 2026

Ricominciamo dalle basi

Viviamo in un mondo invaso dalle immagini, si parla per immagini e di conseguenza il linguaggio scritto ritorna ad essere un’esclusiva elitaria.

Henri Matisse – Oceania, il cielo, 1946 – Stampa su lino cm 185,3 x 379 – Centre Pompidou, Parigi


I grandi testi che hanno tracciato, costruito e raccontato, la storia dell’umanità, necessitano di una “scolarizzazione, una predisposizione di base che manca in questo periodo storico” (cit. Angela Vettese).

Questo impedisce quella profondità di giudizio che prende l’immagine e la “seziona” fino a decontestualizzarla, la studia nel particolare, la reinserisce nel contesto cosi da comprenderne l’insieme.

I testi delle canzoni devono essere di semplice e immediata comprensione, altrimenti vengono ignorati, non ci sono ne il tempo ne la voglia di approfondire.

L’arte contemporanea e la poesia necessitano di spazi ampi di comprensione e di conseguenza di tempi dilatati e di capacità di concentrazione non indifferenti, nel mondo in cui viviamo si cerca l’immagine “semplice” e immediata per supplire a questa mancanza, il risultato è che siamo in balìa di chiunque sia in grado (cosa tutt’altro che complicata) di manipolare la rappresentazione della realtà, che in quanto rappresentazione soggettiva, non può essere reale.

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