mercoledì 10 aprile 2024

L'eterogeneo universo dell'arte (al di là dei riferimenti personali)

“In realtà Hopper è semplicemente un cattivo pittore, ma se fosse un pittore migliore, probabilmente non sarebbe un artista cosi grande”.


Edward Hopper – Gas, 1940 – Olio su tela cm 66,7 x 102,2 – The Museum of Modern Art (MoMA) New York 

Questa frase, apparentemente paradossale, di Clement Greenberg, mi spinge all’ennesima riflessione: è sempre più evidente che non tutti quelli che dipingono si possono definire pittori, a maggior ragione sono pochi i pittori che si possono definire artisti.

L’illusoria semplicità, un “disordine” tecnico o una cromia “sporca”, o al contrario, la complessità descrittiva, una tecnica inappuntabile o una pulizia assoluta, non sono un parametro sufficiente per considerare o meno “artista” chi si dedica alla pittura.

L’artista è colui che “dice” quello che fino ad allora nessuno aveva nemmeno pensato.

Hopper sicuramente non è un cattivo pittore (come sostiene provocatoriamente Greenberg) ma non possiamo nemmeno definirlo un’eccellenza tecnica, Hopper è un artista che tramite la pittura ha “detto” qualcosa che fino ad allora nessuno aveva pensato di fare.

Ha raccontato l’animo umano come nessuno aveva fatto fino ad allora, ne ha mostrato le debolezze, ha dato volto alla solitudine, ha descritto la “strada” della modernità dal punto di vista delle emozioni o della limitazione delle stesse.

Se il pittore americano è riuscito ad entrare negli occhi e nel cuore di moltissimi appassionati d’arte non è per la sua tecnica pittorica ma per la capacità di comunicare, attraverso le sue opere, con l’osservatore in cerca di sé stesso, grazie ad un linguaggio solo apparentemente semplice ma estremamente efficace.

 

6 commenti:

  1. Il titolo del post esemplifica gran parte dell'enunciato. "Al di la' dei riferimenti personali" esiste tutto un mondo e tante modalità di percepire l'arte. Resto del parere che qualsiasi espressione ci smuova emotivamente, rientra nel fenomeno "arte", Hopper, Pomodoro o Jago che sia.
    p.s. A me Hopper comunica tantissimo ;)

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    1. Ciao Franco, Hopper è unico in quanto ha saputo comunicare qualcosa che nessuno aveva fatto fino ad allora e che nessuno ha saputo fare in seguito, lo stesso vale per il primo Pistoletto (che tu hai citato) sono quegli artisti che lasciano un'impronta indelebile nella storia dell'arte e di conseguenza tracciano la strada su cui cammineranno le generazioni future.
      Grazie, buona serata.

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  2. La tecnica può risultare fredda se non accompagna un idea o un sentimento o, comunque, un qualcos'altro.
    E Hopper sapeva comunicare
    Un salutone

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    1. L'idea è l'anima di un'opera, la tecnica è lo strumento per rendere riconoscibile l'anima stessa, Hopper aveva entrambe, forse il suo essere un pittore "sporco" è imprescindibile perché lo si possa definire un grandissimo artista.
      Grazie Alberto, buona serata.

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  3. illuminanti l'aforisma e le tue riflessioni, mi fanno capire perchè apprezzo e "sento" vicino questo pittore dalla tecnica non sopraffina ma dalla grande capacità comunicativa.
    grazie
    massimolegnani

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    1. Buongiorno Massimo, Hopper è andato oltre la tecnica (che non è comunque assente anzi) ha raccontato un mondo, il mondo in cui siamo inseriti e quello in cui viviamo "interiormente", unico nella storia dell'arte.
      Grazie a te, buona giornata.

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