Nel mare dell’incompetenza, della burocrazia che immobilizza, dell'incultura, che soffocano il nostro paese, emergono, nonostante tutto e tutti, realtà che sanno andare oltre le solite “pessime abitudini”.
Antonio Mancini - Florence Phillips, 1909 (Florence Phillips è la fondatrice della Johannesburg Art Gallery) |
L'arte
e il lago d’Iseo si erano già incontrati nel 2016, in quell’estate incredibile
dove Christo e Jean-Claude hanno dato vita al celebre “Floatin piers”, in zona meglio
conosciuta come “la passerella”.
A
distanza di sette anni le acque del Sebino tornano a lambire la grande arte,
non si tratta di una gigantesca installazione ma di una mostra dove si
racconta, grazie ad una sessantina di opere, il percorso che l’arte ha effettuato dalla
metà dell’ottocento fino agli anni sessanta del secolo successivo.
“Da
Monet a Warhol”, questo è il titolo della rassegna, propone dipinti,
disegni, litografie, provenienti dalla “Johannesburg Art Gallery”, dal 19
maggio al 3 settembre (parlando con i responsabili è emerso che c’è
l’intenzione di prorogarla almeno fino a fine settembre) si possono ammirare opere
realizzate dai più grandi artisti occidentali e con una parte dedicata ai
pittori sudafricani.
Qualcuno
potrebbe ribattere che questo tipo di mostre si trovano spesso nelle grandi città
italiane, quotidianamente in infatti possiamo visitare esposizioni di questo livello a
Milano. Roma, Firenze, Venezia, Napoli, Genova ecc. ma appunto si tratta di grandi città, in questo caso però non
si tratta di città grandi medie, o anche piccoli capoluoghi di provincia, stiamo parlando di Sarnico, un
comune con poco più di seimila abitanti, una piccola realtà che ha investito
moltissimo nell’arte e che in questi giorni raggiunge un obbiettivo che
sembrava solo una chimera.
Nelle
sale della “Pinacoteca Gianni Bellini” possiamo incontrare artisti che hanno scritto la
storia dell’arte, da Turner a Courbet, Monet, Degas,
Boudin, Fantin-Latour, Sisley, Surat,
Cezanne, Van Gogh, Modigliani, Rodin, Millais, Rossetti, Picasso, Alma Tadema, solo per
citarne alcuni.
Naturalmente
l’eco di questo evento non è paragonabile a quello del 2016 ma ciò non significa
che sia meno importante anzi, un viaggio che inizia negli anni della più clamorosa
rottura artistica e si protrae fino all’arte Pop, movimento che ha dato vita ad
una lunghissima scia che arriva ai giorni nostri.
Questo
evento dimostra che se ci sono la volontà, la competenza e il desiderio di
andare fino in fondo, a costo di scontrarsi con chi non è d’accordo (purtroppo
c’è sempre qualcuno che alza il muro davanti alla cultura) si possono
raggiungere traguardi che si credevano utopici.
A seguire alcune opere, in ordine sparso, presenti alla mostra.
Dante Gabriel Rossetti-Regina Cordium-1860 |
Eugene Louis Boudin-Il porto di Trouville -1893 |
Joseph Mallord William Turner - Hammerstein sotto Andernach, 1817 |
Paul Signac - Barche a Locmalo, 1922 |
Selby Mvusi - Measure of the city, 1962 |
William Kentridge - Soho in una stanza allagata, 1999 |
Alfred Sisley - Sulla riva del fiume a Veneux, 1881 |
Claude Monet -Primavera, 1875 |
Pablo Picasso - Testa di Arlecchino II, 1971 |
Iniziative lodevole che porta l'Arte anche in provincia e a chiunque sia impossibilitato a recarsi nei grandi centri. Poi è vero, chi abita in città usufruisce spesso di mostre e iniziative, ma la vita infernale delle metropoli deve portare almeno qualcosa di positivo!! ;)
RispondiEliminaCiao Franco, hai ragione non si può avere tutto😉
EliminaI piccoli centri difficilmente possono permettersi di organizzare eventi di questa portata, se ci sono i presupposti per provarci quasi sempre manca la voglia, o la forza, per arrivare fino in fondo, in questo caso la voglia era forte e se ci si crede fino in fondo si possono raggiungere traguardi inaspettati.
Ora mi auguro che la gente che vive in questi luoghi risponda presente, in caso contrario rischieremmo di perdere il "treno", che da queste parti passa raramente.
Grazie, buona serata.