venerdì 10 novembre 2017

Pensieri in libertà. Il viaggio nell'arte ... interiore.


Le opere d’arte sono sempre il frutto dell’essere stati in pericolo, dell’essersi spinti, in un’esperienza, fino al limite estremo oltre il quale nessuno può andare. 
(Rainer Maria Rilke)

 Senza aver mai “visitato” i propri confini, sia quelli "alti" che, soprattutto, quelli "bassi", è praticamente impossibile riuscire a costruire un concetto artistico che in fondo è la base dell’opera d’arte.

Senza un viaggio interiore nelle più oscure profondità non si hanno quelle conoscenze ed esperienze necessarie che completano il bagaglio dell’artista e del suo essere “umano”.

E’ comunque possibile che, pur non avendo “viaggiato” cosi a lungo si possa raggiungere quella consapevolezza di se sufficiente per “creare” arte?

Nell’immagine: Emil Nolde – Natura morta con maschere III, 1911  cm. 74 x 78
The Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City

 

4 commenti:

  1. A mio parere si, certamente. In questo dissento in parte da questo scritto. L'arte oltre a tutte le definizioni che ne vengono date, a mio parere è un'opera medianica. Medianica nel senso che l'artista è un medium. Ciò che produce, dunque, a parte l'uso della competenza tecnica e della sua fantasia, lo fa in una specie di stato di trance dunque la consapevolezza gioca un ruolo poco importante. A meno che non si tratti di arte "sacra" secondo la definizione che ne ha dato Gurdjieff. Riassumendo: viaggio interiore si ed anche notevole; consapevolezza può anche non esserci. Ciao, buona domenica!

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    1. Ciao Marina, interessantissimo il tuo intervento che apre molteplici strade interpretative, quanto influisce lo stato di "trance" e quanto la consapevolezza di ciò che si fa?
      L'esperienza, artistica e non, quanto determina il risultato, concettuale e visivo, dell'opera?
      Il tuo punto di vista, essendo tu un'artista, ci dice che non sempre si è "coscienti" quando si crea, ma al contempo penso sia innegabile che le esperienze diano una "forma" mentale e spirituale che viene riflessa in ciò che facciamo.
      Grazie infinite, un commento che mi da la possibilità di "vedere" la questione in modo più ampio.
      Buona giornata, a presto.

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  2. Penso mio caro che qualsiasi forma artistica debba essere una creatura che nasce dalla nostra interiorita' sia essa positiva che negativa.
    Il nostro intimo inconsapevolmente viene messo a nudo e l'accettazione dell'opera arriva con una certa facilità, casi sporadici a parte.
    Una grande forma di introspezione.
    Buon pranzo amico mio caro, e un abbraccio speciale

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    1. Ciao Nella, partire da una frase per andare in profondità, il tuo pensiero si spinge verso l'introspezione, consapevoli o meno del nostro agire assorbiamo dalle esperienze e se queste sono estreme influiscono maggiormente in tutto ciò che facciamo o creiamo.
      La pittura come terapia psicoanalitica, "tirare fuori" pensieri e situazioni che altrimenti resterebbero chiuse nel nostro "profondo".
      Grazie, era proprio questo il mio intento capire come l'arte prende vita secondo l'opinione altrui.
      Un abbraccio a te, buona serata.

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