“Aprire gli occhi e ascoltare”, è l’invito di Jacopo Veneziani a chi si pone davanti ad un dipinto di Piet Mondrian.
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Piet Mondrian – New York
City, 1942 – Olio su tela, cm 119,3 x 114,2 – Centre Pompidou, Parigi
Il
suggerimento è quanto mai prezioso per quest’opera New York City” del 1942.
“È
la New York che mi apparve dalla nave”, sono le prole dello stesso Mondrian che
ci spiega la sua visione dello schema urbanistico della grande mela.
Le
linee che si sovrappongono ricalcano la viabilità di Manhattan, i colori si
accavallano, il giallo in primo piano, il rosso in quello intermedio, il blu in
lontananza, con questa struttura si crea la profondità prospettica ed emerge il
flusso incessante della vita della città statunitense.
La
griglia è composta dai soli colori primari, tanto cari al pittore olandese, la
differenza con i dipinti precedenti sta nell’assenza del nero, una mancanza
tutt’altro che secondaria, nella visione di Mondrian le “tenebre” europee
vengono sostituite dalla luce del nuovo mondo, una nuova possibilità di rinascita.
Come
dobbiamo dunque comportarci di fronte ad un lavoro apparentemente
incomprensibile? Le parole di Veneziani ci vengono in soccorso, aprire lo
sguardo oltre le nostre abitudini, osservare al di là dell’osservabile, ma non
basta, a quel punto dobbiamo iniziare ad ascoltare, solo in questo modo
possiamo percepire l’essenza di un’opera che è semplice e al contempo
terribilmente complicata.

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