sabato 21 marzo 2020

Quadri parlati e quadri parlanti


Maurice Merlau-Ponty, riferendosi alle parole, distingueva tra “le parole parlate e le parole parlanti”, se trasferiamo questo concetto nello spazio pittorico possiamo trovarci di fronte a dipinti che si guardano e dipinti che ci guardano?

Cezanne, riferendosi al monte Saint Victoire, sottolineava l’impossibilità di ritrarre la montagna in modo definitivo proprio perché era il monte stesso a presentarsi sempre in maniera differente, era dunque impossibile poterne fare un ritratto compiuto, ogni volta infatti la montagna trasmetteva sensazioni nuove, lasciando aperto un varco temporale.

Il confronto, il dialogo che il pittore, ma vale anche per l’osservatore, intavola con l’opera rende quest’ultima eternamente mutevole,  lo scambio, se sostenuto da basi solide, può continuare all’infinito.

Paul Klee lavorava spesso a più tele contemporaneamente, anche 12 o 13, ad un certo punto si fermava, si sedeva di fronte ai quadri e ascoltava, osservava, sosteneva infatti che “i quadri mi guardano”, sottolineando quanto fosse fondamentale la “parola” dei dipinti nella realizzazione degli stessi.

Naturalmente è diverso il dialogo che le opere hanno con l’artista rispetto al confronto con lo spettatore, con il primo collaborano a creare l’insieme, con il secondo discutono dell’eternità dell’arte.



Nelle immagini: sopra
Paul Cézanne: La Montagne Sainte-Wctoire (1904-1906) cm. 68 x 81 olio su tela, Zurigo Kunsthaus
sotto
Paul Klee :  Twitterin Machine, 1922.  cm 63,8 x 48,1  olio e inchiostro su carta,  Museum of Modern Art, new York



4 commenti:

  1. Buongiorno Romualdo.
    Il dialogo in arte penso sia fondamentale.
    Mi piace molto la tua chiusura, le opere con l'artista "collaborano a creare l’insieme", con lo spettatore "discutono dell’eternità dell’arte". Qui ci vuole un applauso per te.
    Ciao grandioso amico, buona Domenica!

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  2. Ciao Pia, grazie infinite, sei troppo buona. I tuoi complimenti mi fanno molto piacere perché non sono scontati, so che se qualcosa non ti convince non esiti a farlo presente e questo lo apprezzo.
    L'arte, e tu da esperta appassionata lo confermi, non può esistere senza un continuo scambio, l'artista, la sua creazione e chi fruisce di questo risultato, mi ha sempre affascinato l'idea dell'evoluzione delle opere nel tempo, la direzione che "prendono" a seconda di come si relazionano con lo spettatore.
    Grazie ancora carissima, un abbraccio.

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  3. Caro Romualdo, accetta i miei complimenti, se anche sono non un intenditore, tu ci dai tanti esempi!!!
    Ciao e buon fine settimana con un abbraccio e un sorriso:-)
     Tomaso 

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    1. Ciao carissimo Tomaso, i tuoi complimenti li accetto volentieri, sono graditissimi, te l'ho già detto in altre occasioni, te ne intendi molto più di quanto credi.
      Grazie infinite, un abbraccio e l'augurio di un felice fine settimana.

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