lunedì 20 maggio 2019

Metafora di una visione celeste, Fredric Leighton.


Autore:   Fredric Leighton
(Nantes, 1883 – Paris, 1956)

Titolo dell’opera: Perseo e Andromeda - 1891

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 235 cm x 129 cm

Ubicazione attuale:  Walker Art Gallery, Liverpool






Simbolico, mistico, questo dipinto è la messa in scena della narrazione di Ovidio nelle note Metamorfosi ma l’opera vuole spingersi più in la, va alla ricerca di una dimensione spirituale che innegabilmente ci porta a confrontarla con E il mare restituì i morti che custodiva, il suo lavoro più strettamente religioso che raffigurava l’istante in cui le anime tornano in vita per sottoporsi al Giudizio Finale.

Perseo appare in alto circondato da un alone di luce, normalmente l’eroe mitologico non viene rappresentato in questo modo il che spinge ad un parallelo con la presenza celeste che richiama i morti alla vita.

Andromeda è incatenata, viene sacrificata ad un mostro marino pronto a farla sua, solo l’intervento di Perseo può scongiurare ciò che sta per accadere.

La creatura cerca di impedire che l’eroe possa riprendersi la giovane e fa scudo con le possenti ali, dalla bocca scaturisce una fiamma che dal basso si leva verso il cielo più che in direzione di Perseo, l’influenza dell’Inferno di Dante appare tutt’altro che remota.

I capelli di Adromeda sembrano fiamme di intensità addirittura superiore a quelle reali del mostro, la chioma scende verso l’acqua mescolandosi con la roccia a cui è legata, è proprio questo particolare che rende affascinante  il dipinto, i “focosi” capelli della giovane donna fanno da contraltare alla viscida e cupa coda del mostro.

Anche le minacciose acque che scorrono in basso a sinistra prendono forma sotto l’influenza della Commedia dantesca, lo stesso Leighton, ispirato alle coste irlandesi definisce l’impeto del mare “dantesco”.

Nonostante la donna venga schermata dalle possenti ali del drago le vesti irradiano un’intensa luce, il che la mette in stretta relazione con il proprio salvatore ma soprattutto crea un contatto tra l’anima della rappresentazione di Andromeda e l’essenza divina riflessa da Perseo.

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