mercoledì 24 agosto 2016

Sogni di primavera. Dante Gabriel Rossetti.


Autore:   Dante Gabriel Rossetti

Titolo dell’opera: Il sogno a occhi aperti (Monna primavera) – 1880

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 159 cm x 93 cm

Ubicazione attuale:  Victoria and Albert Museum, Londra.
 
 
 


Resta sconosciuto il contenuto dei pensieri della donna, lo sguardo perso oltre l’orizzonte, l’espressione sognante che evidenzia uno stato di grande emozione.

Un libro è abbandonato in grembo mentre la mano sinistra trattiene senza forza, quasi abbandonata, una rosa.

Con la mano destra si aggrappa ad un ramo, sembra un accenno ad un abbraccio come se il gesto fosse rivolto ad un amore lontano.

Rossetti, come accade in altre opere, idealizza la figura femminile che appare nella sua dolcezza, sensualità e bellezza, circondata dalle infinite sfumature di verde. I rami degli alberi, le foglie e le pieghe dell’abito, ricamano una “nuvola” attorno al viso della giovane.

La primavera, sembra incarnarsi nella sognante figura della donna, che come accade in questa stagione, vede fiorire la speranza e il desiderio di un futuro forte di un’intensa passione.

sabato 20 agosto 2016

Scacco matto, tra metafora e realtà, Maria Elena Vieira da Silva.


Autore:   Maria Elena Vieira da Silva

Titolo dell’opera: Scacco matto – 1949-50

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 89 cm x 116 cm

Ubicazione attuale:  Collezione privata.
 
 
 


Quadrati sovrapposti, rettangoli, losanghe, sagome che si intrecciano fino a creare una rete che fa da cornice all’essenza dell’opera.

La scacchiera al centro sembra scaturire dal gioco di prospettive, come se dal vortice esterno nascesse la figura centrale.

Infatti l’insieme sembra in perenne movimento, solo il “campo” centrale sembra immobile anche se i pezzi degli scacchi danno l’impressione di continuare lo scontro.

I colori tenui trasmettono una sensazione di serenità, nonostante il vorticoso incedere del quadro, tutto controllato dai morbidi contorni delle figure geometriche.

Vieira da Silva è influenzata dalle esperienze degli anni trenta, legate all’adesione all’astrattismo, dove dipinge quadri che evidenziano i contrasti di tonalità pastello e in generale, di colori tenui dove spiccavano le sfumature di grigio e bianco.

L’appartenenza al gruppo degli "astrattisti" ha portato la pittrice alla creazione di strutture lineari su sfondi indefiniti.

martedì 16 agosto 2016

Glossario dei termini tecnici, Miniatura.


Colorata decorazione dei manoscritti particolarmente popolare dal Medioevo fino al Rinascimento.
Per estensione, qualsiasi dipinto di minuscole dimensioni.

Il termine deriva da minium, un pigmento rossastro usato per le lettere iniziali dei manoscritti.

Le decorazioni su pergamena o cartapecora(ricavate da pelli di agnello o pecora) comprendevano minuti dipinti inseriti in lettere capitali ornate, fregi e cornici.

Con l’invenzione della stampa, l’arte della miniatura declinò rapidamente e solo pochi manoscritti miniati furono ancora prodotti all’inizio del sedicesimo secolo.

(Fonte : The art book)

 

venerdì 12 agosto 2016

Dagmar, Anders Zorn.


Autore:   Anders Zorn

Titolo dell’opera: Dagmar – 1911

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 88 cm x 63 cm

Ubicazione attuale:  Collezione privata.
 
 
 


L’apparizione di una ninfa che si specchia nelle cristalline acque di un lago.

Potrebbe essere questo il primo pensiero di chi osserva il dipinto, le lievi sfumature delle rocce e il verde della vegetazione si sommano all’indefinito spazio cromatico dell’acqua e creano l’ideale cornice alla donna che si bagna quasi distrattamente, assorta in altri pensieri.

Non vi è nulla di espressamente erotico nel quadro ma lo splendore della figura attira immediatamente lo sguardo dell’osservatore, questo non toglie alla scena un’aura di intima sensualità, un'innocente, e al tempo stesso provocante, passione che non esclude un lieve senso di spiritualità.

Il contesto non è del tutto definito, si comprende che siamo sulle rive di un corso d’acqua, lo scorcio del paesaggio fa pensare ad un torrente piuttosto che ad un lago, ma poco importa, è la bagnante la vera ed unica protagonista.

L’assenza di altre figure, crea in chi osserva la scena un pizzico di disagio, come se ci trovassimo a spiare un momento che dovrebbe rimanere intimamente privato.