lunedì 20 febbraio 2017

I segni del tempo, Alberto Burri.

Autore:   Alberto Burri
 
Titolo dell’opera:  Sacco – 1954
 
Tecnica:  Tela ruvida, lino, olio e oro su tavola
 
Dimensioni: 33 cm x 38 cm
 
Ubicazione attuale:  Collezione privata
 
 
 
 
 
Materiali consumati dal trascorrere del tempo e destinati ad essere buttati, a trasformarsi in rifiuti.
Burri li raccoglie, scarti lacerati e in disfacimento vengono ricuciti e dipinti e benché ancora in condizioni tutt’altro che ottimali, riprendono vita.
Forse l’esperienza di medico nell’esercito durante la seconda guerra mondiale, dove giornalmente si confrontava con feriti di ogni genere tra bende insanguinate e lacerazioni di qualsiasi “forma” e gravità, ha contribuito all’influenza della futura carriera artistica.
Il materiale grossolano e le cuciture sommarie aggiunte ai vistosi strappi creano un confronto-scontro tra la bellezza della ricostruzione e il decadimento dei materiali stessi.
Chi si accinge a “guardare” quest’opera ne può essere disorientato, le reazioni vanno dallo sdegno iniziale al desiderio di comprenderne il significato, è comunque quasi impossibile restarne indifferenti.
 
 

giovedì 16 febbraio 2017

Il libro ci svela che tutto è possibile, Vincenzo Agnetti.






Nel 1969 Vincenzo Agnetti da vita alla prima versione di quella che possiamo considerare la sua opera più nota “Libro dimenticato a memoria”.


Il volume di grandi dimensioni (70x50 cm) è composto da una copertina in tessuto ed è correlato da due nastri segnalibro.


Ma sono le pagine che orientano il pensiero o il messaggio di Agnetti, i fogli sono bianchi, o per meglio dire la parte che normalmente è dedicata alla parola è assente, è stata asportata e al suo posto troviamo uno spazio vuoto.


Non si tratta di una forma di censura anzi, lo spazio e la profondità ci mostrano il luogo ideale, il posto dove possiamo vedere, creare e ipotizzare qualsiasi cosa, un luogo dove tutto è possibile, dove si affaccia l’infinito.


In quello spazio siamo messi nella condizione di immaginare e di dimenticare allo stesso tempo, dove la memoria è dimenticabile, dove il passato viene lasciato alle spalle, il presente c’è per un istante e poi svanisce, dove il futuro possiamo immaginarcelo o costruircelo senza alcun limite di spazio e di tempo.



domenica 12 febbraio 2017

La tutela dell'arte e l'alternativo angolo di visione. Christo e Jeanne-Claude.


Scultori ma soprattutto autori di famose installazioni temporanee, Christo and Jeanne Claude (binomio artistico composto da Christo Javachef o Yavachev e dalla moglie Jeanne-Claude Denat de Guillebon) sono noti per gli “impacchettamenti” di oggetti di varie forme e dimensioni.

Ma sono soprattutto i monumenti e i luoghi simbolo di molte città in giro per il mondo l’obbiettivo principale della coppia.

In queste immagini vediamo uno dei principali simboli di Parigi, il Pount Neuf.
Siamo nella capitale francese nel settembre del 1985.

Il ponte è completamente ricoperto da teli e corde che lo avvolgono quasi a proteggerlo dalle minacce esterne.

Rivestendo la struttura Christo richiama l’attenzione di chi lo osserva il ponte o semplicemente lo utilizza. Gli artisti vogliono mettere in evidenza le forme architettoniche, i dettagli della struttura e allo stesso tempo creano un misterioso e imponente oggetto d’arte.

L’evento che si consuma in pochi giorni serve a sottolineare la fondamentale importanza dell’impegno di tutti riguardo la tutela dei monumenti storici e dell’arte in generale.

Christo e Jeanne-Claude inoltre ci invitano a guardare i vari oggetti e le loro trasformazioni in modo diverso da come siamo abituati a fare.

 
 
(le immagini sono prelevate dal web)

mercoledì 8 febbraio 2017

Il "magico" mondo di Susanna, Albrecht Altdorfer.


Autore:   Albrecht Altdorfer
 
 Titolo dell’opera: Susanna al bagno – 1526
 
 Tecnica: Olio su tavola
 
 Dimensioni: 74,8 cm x 61,2 cm
 
Ubicazione attuale:  Alte Pinackothek, Monaco.



 
 

 
Una versione del tutto originale del racconto biblico che narra della bella Susanna che si accinge a fare un bagno, due vecchi prima la spiano mentre si spoglia poi si fanno avanti con proposte indecenti, al rifiuto della giovane i due, che da poco sono stati nominati giudici, l’accusano pubblicamente.

Susanna viene portata davanti al tribunale dove è condannata di adulterio e messa a morte tramite lapidazione. L’intervento del profeta Daniele scongiura l’ingiustizia e smaschera i vecchi calunniatori.
L’episodio qui raccontato lascia però i protagonisti a margine del dipinto.
Altdortfer “utilizza” la storia di Susanna come pretesto per mettere in mostra il talento nell’eseguire le forme architettoniche del lussuoso ed elegante palazzo.
In basso a sinistra viene ambientata la scena sopra descritta, notiamo che Susanna non sta facendo un bagno, si limita ad un pediluvio e mostra solamente uno scorcio delle gambe. Accanto al gruppo di giovani donne c’è in effetti una vasca come a dirci che Susanna si sarebbe apprestata a fare il fatidico bagno non appena l’osservatore se ne fosse andato.
Dietro il boschetto si vedono a stento i due vecchi che spiano la fanciulla ma sono relegati ad una parte di poco conto.
Non c’è nessun’altro accenno al resto della storia a dimostrazione che il pittore di Regensburg mirava a mostrare altro.
Tra le molte cose che si notano spicca l’ancella che si avvia a salire le scale con in mano un giglio, rappresentazione della purezza.
Ma è impossibile osservare il dipinto senza rimanere incantati dal palazzo che maestoso si erge fino a lambire il cielo, stupendo l’effetto del cielo stesso e incantevole la sfumatura delle nuvole a creare un vortice suggestivo.
Il grande albero a sinistra copre l’intero lato del quadro e sale facendo da cornice all’opera, la rocca e il castello alle spalle del palazzo e soprattutto il paesaggio sullo sfondo che si allontana  fino alle maestose montagne, sono il completamento di un’opera di grandissimo fascino dove il talento artistico si accompagna alla bellezza assoluta del mondo fantastico di Altdorfer.

Particolare dell'opera che mostra l'evento legato al titolo