Quest’immagine potrebbe capovolgere l'ordine nella percezione artistica di ciò che vediamo.
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| Immagine dal web |
La
fotografia racconta di una visitatrice davanti ad una creazione di Warhol al
Tate Modern di Londra.
A
questo punto la protagonista è l’opera del padre della pop-art o la donna
seduta al centro, il dipinto di Warhol o lo scatto dell’anonimo fotografo?
Senza
dubbio è la fotografia l’opera in questione, ma cosa voleva rappresentare chi
l’ha scattata? Non l’opera di Warhol ma la donna di spalle che osserva il dipinto.
La
narrazione dunque è lineare e immediata, di “artistico”, come viene concepito
questo vocabolo, non c’è nulla, si tratta solo di raccontare un istante.
Ma
se fotografo un dipinto, escludendo tutto ciò che lo circonda ecco che la
fotografia si trasforma e cede il posto d’onore all’opera raffigurata, non è
più un racconto di un dipinto ma è il dipinto stesso (almeno cosi è percepito)
basti pensare alle visite virtuali dei più importanti musei.
Qualcuno
dirà che si tratta di dettagli di poca importanza, e probabilmente ha ragione
nel sostenere questa ipotesi, ma d’altro canto perché fermarsi all’ovvio
privandoci del piacere dell’approfondimento, anche se apparentemente inutile?
In
sostanza, quello che vediamo è uguale per tutti (al netto dell’approccio di
ognuno) o è la stessa base di partenza ad essere diversa?
Se
davanti ad una riproduzione di un celebre (o anche sconosciuto, non è questo il
punto) dipinto alcuni sostengono che si tratti di una rappresentazione del
quadro ma l’opera è la fotografia mentre altri possono riferirsi direttamente
al dipinto, entrambi vedono la stessa cosa? La percezione cambia a seconda
della visione di partenza?

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