lunedì 30 marzo 2026

Congiunzione astrale

Siamo nel 1973, il gruppo rock progressive italiano Le Orme pubblica il suo quinto album, “Felona e Sorona”, dopo l’enorme successo dell’anno precedente con “Uomo di pezza”.



Il gruppo veneto, tra i pionieri di questo “genere” musicale e fondamentali per ciò che il “prog” ha lasciato i posteri, escono con un 33 giri che ne consacra la grandezza e ne sancisce l’ingresso tra gli immortali della musica italiana.

Ma non è dei brani che questo concept-album contiene che voglio parlarvi, voglio mettere in luce la copertina, l’album aperto con a sinistra il retro e a destra il lato principale, la cosiddetta "front cover", è una riproduzione del pittore surrealista Lanfranco Frigeri.

Il quadro dell’artista mantovano si fonde con il concetto espresso da Le Orme, il tema del dualismo, la luce e le tenebre, il bene e il male.

I due pianeti, Felona e Sorona rappresentano questa visione filosofica e l’opera di Frigeri la veste alla perfezione.

Il dipinto è ipnotico, le figure sembrano seguire un ritmo lieve ma continuo, senza sbavature, senza margini d’errore, la perfezione che solo l’unione di due contrapposizioni riesce a creare.

Il dipinto di Frigeri attraversa il tempo viaggiando spedito verso il futuro, il gruppo veneziano non lo ferma, non cerca di coinvolgerlo, semplicemente lo assimila e al contempo si lascia assorbire senza che l’opera pittorica venga rallentata e senza modificare lo spazio che il concetto dell’album e la musica hanno occupato.

Felona e Sorona sarebbe stato lo stesso senza il dipinto e l’opera di Frigerio avrebbe seguito altre destinazioni senza l’intervento della band?

Coerentemente con quello che ho appena scritto la risposta probabilmente è negativa ma quando si naviga tra i pensieri nati da dimensioni altre rispetto alla visione canonica è impossibile sostenere qualsiasi cosa con certezza.

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