martedì 5 marzo 2024

L'enigma del "lago", Cy Twombly

Questo è uno dei 14 grandi dipinti della serie Bolsena, tutti realizzati alla fine dell’estate del 1969. Si era rifugiato in assoluta solitudine, Twombly è sempre stato un personaggio schivo e riservato, in una casa di pietra affacciata sul lago di Bolsena.

Cy Twombly (Edwin Parker, Jr.) – Senza titolo (Bolsena)  1969 – cm 199 x 240 – National Gallery of Art Washington D.C.

Statunitense di nascita a 29 anni si trasferisce in Italia dove risiederà fino alla morte nel 2011 all’età di 83 anni, difficile dunque non considerarlo un pittore italiano, anche se l’influenza dell’espressionismo astratto americano e i concetti neo-dada di Rauschemberg e Jasper Johns,  sono fondanti per la sua evoluzione artistica.

Ma Cy ha saputo cogliere le infinite opportunità che gli si sono presentate, ha infatti assorbito lo spirito di Dubuffet e soprattutto ha raccolto gli spunti offerti dal “contatto” con Burri e Pietro Manzoni.

L’opera in questione è particolarmente complessa, la mitologia classica, cara al pittore fin dagli esordi, è presente nella misura in cui sappiamo che c’è, non tanto perché la vediamo ma per la sensazione che non possa essere altrimenti.

Scarabocchi, linee, forme, lettere, numeri, abbozzi e cancellature, abbiamo l’impressione di trovarci di fronte alla rappresentazione di un “tavolo” di lavoro dove sta prendendo vita qualcosa, ma di cosa si tratti ancora non lo sappiamo, non ci resta dunque altro da fare che cerare di scoprirlo o immaginarlo.

Se non siamo di fronte al dipinto dobbiamo innanzitutto tenere presente che si tratta di una grande tela, due metri e mezzo per due, questo permette a chi le si pone dinnanzi di immergersi nel lavoro di Twombly, una dimensione ridotta ribalterebbe il risultato.

C’è della provocazione in tutto questo? Se ignoriamo chi sia l’autore, se trascuriamo quello che Twombly è stato ed ha fatto potremmo rispondere in modo affermativo ma, che lo vogliamo o no, non siamo all’oscuro di tutto ciò, per questo parlare di provocazione potrebbe essere un esercizio di superficialità, non possiamo permetterci di essere superficiali.o

Solitario si ma sempre alla ricerca di nuove “influenze”, sempre aperto a nuove tematiche ma al contempo attratto dall’isolamento, il confronto per dare vita all'idea ma solo un autoimposto esilio gli permetteva di viaggiare liberamente con la fantasia pur raccontando il presente, artistico e non solo.


8 commenti:

  1. Ma se noi vediamo cose che pensiamo "non possano essere altrimenti", non imponiamo una nostra visione all'estro artistico?

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    1. Certo che imponiamo la nostra visione, là dove non vi è alcuna indicazione (l'astrazione stessa, assenza del titolo) sono solo le informazioni in nostro possesso a fornirci le basi per un'interpretazione.
      Davanti ad un supporto bianco quale può essere la nostra reazione? se sappiamo che è di Allais pensiamo immediatamente che si tratta di una geniale ed ironica trovata, se la tela è di Malevic è certo che siamo di fronte ad una profondità spirituale, se è ancora imballata è naturale pensare che sia semplicemente una tela pronta per essere utilizzata.
      Le nostre interpretazione sono sempre un'imposizione, sono le conoscenze che abbiamo a portarci in una direzione piuttosto che in un'altra.
      Twombly, in questo caso, non vuole indicarci la strada, lascia che ognuno di noi, con il bagaglio di informazioni che porta con sé, inizi un personale percorso.
      Grazie Franco, buona giornata.

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  2. Buongiorno Romualdo. Ovviamente chi conosce il percorso artistico dell'autore può provare a spiegarsi questo lavoro di Twombly. Ma è difficile comprendere conoscendolo, figurarsi non avendo idea di chi sia.
    Interessante il tutto, grazie di cuore.

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    1. Quando, anni fa, ho visto per la prima volta questi dipinti mi sono chiesto che cosa fossero, cosa rappresentavano, la visione è mutata nel tempo sia dopo un approfondimento del pittore e della sua arte ma anche influenzato da quello che nel frattempo ho imparato partendo proprio da quei dipinti.
      L'arte è facile e complessa nello stesso tempo, sia essa antica o moderna, figurativa o astratta, adoro ogni sua sfumatura perché non è mai ciò che vedi al primo sguardo, è un percorso senza fine.
      Grazie mille a te Pia, buona giornata.

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  3. Concordo assolutamente con te Romualdo. 👏🏻👏🏻👏🏻 Buona continuazione di giornata carissimo.

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  4. Non conosco l'artista, vedo molto movimento, ma non capisco un granché di tutto il resto. Mi toccherà studiare, che il brutto dell'arte è questo: non ti permettere di startene comodo in divano, ma ti costringe ad uscire dalla tua comfort zone...
    Maledetta arte 😅
    Grazie, Romualdo, sempre prezioso

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    1. Carissimo Alberto, tutto ciò che è piacevole dobbiamo guadagnarcelo, potremmo accontentarci di quello che ci viene "dato" ma in superficie troviamo solo il riflesso di ciò che già conosciamo, il senso del tutto è in profondità e per raggiungerla serve un poco di fatica.
      Se l'arte fosse fruibile dal divano, magari sonnecchiando tra un'opera e un'altra che soddisfazione ne trarremmo😉
      Grazia a te, sempre geniale.

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